L'AQUILA RUGBY CLUB: AL VIA FORMIAMO IL FUTURO 2.0
E SULLA MAGLIA SPUNTA IL ''BAFFO'' DI MAURO ZAFFIRI

Pubblicazione: 28 febbraio 2018 alle ore 15:00

Un momento dell'incontro
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L’AQUILA - Sostenere gli atleti neroverdi aiutandoli a conciliare l’università con il rugby e con l’impegno che richiede un campionato di serie A che i ragazzi affronteranno, dalla prossima partita, con una maglia tutta nuova: restano gli elementi chiave, come il rosone della basilica di Collemaggio dell’Aquila e la scritta dedicata alla memoria del giovane rugbista Lorenzo Sebastiani, scomparso la notte del terremoto del 6 aprile, ma entra un nuovo componente, il baffo, segno distintivo dell’ex presidente del Club, Mauro Zaffiri, scomparso l’anno scorso, con le sue iniziali stampate a margine.

FormiAmo il futuro 2.0, si chiama così il progetto tutto aquilano giunto alla sua seconda edizione, che attraverso la collaborazione tra Università, Comune e la società L’Aquila Rugby Club e sponsorizzato dalla grande multinazionale Eni, aiuta i ragazzi neroverdi nella propria formazione culturale.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina all'Aquila, nella sala Rivera di Palazzo Fibbioni, alla presenza dell'assessore allo Sport Alessandro Piccinini, che per l’occasione ha scelto una cravatta neroverde, il presidente dell'Aquila Rugby, Fulvio Angelini, il medico sociale del club e responsabile scientifico del progetto Federica Aielli, la rettrice dell’Università degli studi dell’Aquila, Paola Inverardi e il dirigente dell’area amministrativa dell’Univaq, Pietro Di Benedetto.

“È un piacere e un onore essere qui per dare il calcio di inizio a questa importante iniziativa, che non è nuova per me - ha esordito la Inverardi - Ricordo quando tutto ebbe inizio: Mauro Zaffiri venne a trovarci per costruire una collaborazione insieme, ci chiese di aiutarlo a creare un percorso per mettere in campo azioni volte a conciliare la carriera universitaria con chi è impegnato attivamente e ad alti livelli nello sport”.

La rettrice, poi, ha voluto sottolineare l’importanza del rugby per la città dell’Aquila.

“L’Aquila ha una vocazione cera e propria per gli sport ad alto livello ed è legata storicamente al mondo della palla ovale - ha spiegato - Questo ci imponeva di trovare una soluzione che non penalizzasse chi fa parte di questo mondo e per questo abbiamo creato un percorso ad hoc per gli atleti neroverdi, plasmato sulle loro esigenze: attraverso una maggiore flessibilità degli orari, delle date d’esame, delle ore per i tirocini e delle lezioni obbligatorie”. 

“Lo sport è un grande veicolo di introduzione alla vita civile e di integrazione”, ha concluso la Inverardi.

In concreto è stata fatta una convenzione quadro, un protocollo ancora aperto, che dovrà sostanziarsi con una serie di accordi con altre aziende, il tutto secondo il principio di una reciproca convenienza”, ha affermato Di Benedetto.

“Siete il dna di questa città - ha detto l'assessore Piccinini, rivolgendosi alla squadra, presente al completo - Siamo partiti da una situazione molto delicata e difficile, ma subito abbiamo creato un rapporto di sintonia e aiuto reciproco che non siamo riusciti a creare per esempio con L’Aquila Calcio. Eravamo sull’orlo del precipizio, ma siamo riusciti a vincere, il club deve essere il vanto di questa città e ci impegneremo, come Comune, a mettere in campo anche le migliori infrastrutture”.

L’assessore, poi, ha annunciato che in futuro cercherà di portare in città squadre di livello nazionale, per riavvicinare ulteriormente i cittadini a questo sport.

Il presidente Angelini nel suo intervento ha voluto ringraziare tutti gli attori principali di questo progetto e in particolare l’Eni, riconfermato main sponsor dell’Aquila Rugby Club per la stagione 2017-2018.

“Si tratta di un brand che ci offre un prestigio senza precedenti - le sue parole - Parliamo di un’azienda impegnata all’Aquila nella ricostruzione post-sisma e che ha partecipato alla ricostruzione della basilica di Collemaggio. Un plauso particolare devo farlo alla grande passione che Mauro Zaffiri, Marco Molina e Federica Aielli, hanno saputo mettere per costruire con Eni un rapporto basato sulla formazione e il valore sociale del progetto, siamo gli unici in Italia”.

Infine, Angelini ha voluto porre l’attenzione sul “baffo” della nuova maglia.

“Abbiamo deciso di portare in campo Mauro con noi, per continuare a onorare il suo impegno, che non è mai venuto meno e che ha tenuto con forza fino all’ultimo”.

Responsabile scientifico del progetto, la dottoressa Aielli, ha poi ricordato l’importanza della doppia carriera.

“Daremo continuità al progetto, iniziato lo scorso anno, perché vogliamo e dobbiamo formare uomini. Abbiamo fatto un ulteriore passo avanti per garantire una doppia carriera a questi ragazzi, che non sono solo atleti in campo, ma faremo in modo che siano, sempre di più, attori-protagonisti nella società, come parte viva e decisionale - ha illustrato - All’inizio della stagione sono stato loro a darci la forza di entrare in campo”.

A conclusione dell’incontro, i ragazzi hanno donato la nuova divisa all’assessore, alla rettrice e a Giulia Zaffiri, figlia dello storico presidente neroverde.



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