L'AQUILA RUGBY: DI GIANDOMENICO SI DIMETTE DA AMMINISTRATORE

Pubblicazione: 02 ottobre 2017 alle ore 11:57

Antonio Di Giandomenico
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L'AQUILA - "Non ci sono le condizioni per affrontare un campionato di rugby in serie A, non ci sono le basi per andare avanti nello stato attuale di crisi che sta vivendo la società e io me ne sono tirato fuori".

Con queste parole Antonio Di Giandomenico annuncia ad AbruzzoWeb di essersi dimesso, sabato scorso, da amministratore delegato dell'Aquila Rugby Club.

"Ho provato a salvare la situazione, ma ancora non riesco a fare miracoli - affonda Di Giandomenico - già lo scorso anno ho dato una mano ai ragazzi: sono stato chiamato da Agostino Sette, general manager della società, in occasione della finale di Parma, mi è stato chiesto un aiuto perchè erano in forte difficoltà, sono andato all'Hotel Europa di Reggio Emilia, dove hanno alloggiato i ragazzi e i tecnici, ho cacciato la mia personale carta di credito e ho pagato circa 1.200 euro per permettere ai neroverdi di giocare la finale, persa con onore".

L'ormai ex amministratore delegato sottolinea che "questo è stato l'unico rapporto con la società e con i giocatori, poi ho fatto un tentativo per far uscire la società da questa crisi, ma avendo constatato che non c'erano le condizioni finanziarie e organizzative per andare avanti ho mollato".

Di Giandomenico non ha voluto rendere pubblica prima questa sua decisione per non arrecare ulteriori danni al Club: le dimissioni sono state consegnate sabato e domenica 1 ottobre si sarebbe dovuto giocare il primo match contro il Prato Sesto, partita persa a tavolino con quattro punti di penalizzazione e una multa di 4 mila euro, più un risarcimento delle spese agli ospiti.

"Ho sempre seguito, quando possibile, la partite dei ragazzi - aggiunge - ho apprezzato il loro gioco in campo e per questo ho voluto provare, senza risultato, a far uscire il Club da questa crisi".

Una prova difficile, per una situazione che sembra sempre più senza via d'uscita.

"Un disastro finanziario e amministrativo che ha radici profonde negli anni e che in quindici giorni, in cui sono stato amministratore - prosegue Di Giandomenico - non si poteva certo cambiare: in questo poco tempo ho preso impegni che non sono riuscito ad onorare, non abbiamo fatto un piano di rientro, perché la fretta non ce lo permetteva, non abbiamo fatto un piano di ammortamento del debito, proposto dai garanti".



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