L'AQUILA: RUGBY EXPERIENCE SCHOOL RADDOPPIA ''REX LAB'' CON LO PSICOLOGO, ''L'UNIONE E' LA NOSTRA FORZA''

Pubblicazione: 30 agosto 2018 alle ore 14:00

Un momento della conferenza stampa
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L’AQUILA - Garantire ai ragazzi un supporto allo studio, attraverso sei borse di studio, fornire programmi di attività motorie e, da quest’anno, un supporto psicologico per il raggiungimento, il recupero e il mantenimento delle condizioni di benessere psicofisico, che possa prevenire il manifestarsi di malattie.

Sono solo alcuni degli obiettivi del progetto triennale Rex Lab L’Aquila, nato da un’idea della Rugby Experience school Asd, società polisportiva dilettantistica del territorio, avviato per la prima volta lo scorso anno.

A tracciare un primo bilancio, annunciando tutte le novità del 2018, sono stati la dottoressa Federica Aielli, responsabile del progetto, e Marco Molina, presidente della società sportiva Rugby experience, che questa mattina, nella sede comunale di palazzo Fibbioni, hanno incontrato i ragazzi, le famiglie e la stampa.

Presenti in conferenza tutti i protagonisti che hanno reso possibile il nuovo percorso: il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, la rettrice dell’Università degli studi dell’Aquila, Paola Inverardi, il direttore generale dell’Ateneo, Pietro Di Benedetto, il manager della Asl L’Aquila-Sulmona-Avezzano, Rinaldo Tordera e il consigliere comunale e presidente dell'ordine provinciale degli infermieri, Maria Luisa Ianni, attiva nell’associazione pubblica assistenza di Montereale.

Ad accompagnare i tanti giovani presenti, oltre alle famiglie, Alessandro Cialone, che guida il gruppo tecnico aquilano. 

“L’altro giorno sono stato sul campo di piazza d’armi, dove si respira un’aria particolare, fatta non solo di sport, ma anche di amicizia, famiglie riunite, formazione e percorso, tutti valori che incarnano lo spirito più profondo del Rugby stesso, uno sport speciale perché è duro, ma allo stesso tempo molto leale, che insegna ad avere rispetto per sé stessi, per il compagno di squadra, ma soprattutto per l’avversario e questa credo sia una cosa bellissima”, ha esordito Biondi.

Il primo cittadino ha rimarcato l’attenzione dell’amministrazione comunale a questa realtà: “Proprio in virtù di questi valori abbiamo voluto dare l’affidamento in concessione dell’impianto di piazza d’armi alla società”, ha sottolineato.

Ben 230 ragazzi, dall’under 6 all’under 16, hanno preso parte al progetto, in un programma medico sportivo che ha avvicinato le famiglie ad una campagna di prevenzione e azione sanitaria mai disgiunta dalla vita affettiva, scolastica e sportiva dei ragazzi.

Lo screening è stato coordinato e gestito da Giovanni Farello, ricercatore dell’Università degli Studi dell’Aquila e responsabile del centro Auxologico dell’Ospedale San Salvatore, e da Marcello Marasco della AbeOS Osteopathy School.

A spiegare cosa è cambiato rispetto allo scorso anno, la dottoressa Aielli, molto conosciuta nel mondo della palla ovale cittadina per il suo impegno ad ogni livello. “Siamo entusiasti, abbiamo raggiunto risultati al di là delle nostre aspettative. Abbiamo iniziato con degli screening sull’alimentazione per valutare lo stato di salute dei ragazzi, tutti coloro che sono risultati potenzialmente a rischio per malattie legate all’alimentazione sono stati seguiti da medici specializzati in un percorso personalizzato”, ha spiegato Aielli.

“Crediamo che sia importante rinsaldare il rapporto tra società, famiglie e ragazzi, per crescere insieme in un ambiente sano. Partendo da questo principio, quest’anno aumenteremo le attività e apriremo il capitolo del benessere psicologico, grazie alla collaborazione con il consultorio dell’Aquila e dei colleghi dell’Università - ha aggiunto la dottoressa - Ci saranno anche incontri tra le varie Under, affinché si crei un rapporto che non sia solo tra compagni di squadra, ma tra amici”. 

Molina ha voluto ringraziare il sindaco e l’amministrazione: “Grazie al Comuna abbiamo finalmente una casa, un punto d’incontro e di formazione”, ha detto il presidente riferendosi alla concessione di piazza d’armi. 

“Quando cinque anni fa è nata la Experience School il nostro obiettivo non era creare dei campioni, perché siamo certi che ognuno alla fine sceglierà la strada di vita più adatta, ma volevamo formare i giovani aquilani, insegnando ai più piccoli a credere nei propri sogni e seguendoli in un percorso reale di formazione”.

Il presidente ha voluto sottolineare “il grande gesto di un papà che ha voluto donare la borsa di studio del figlio ad un'altra famiglia, perché uno dei genitori aveva appena perso il lavoro. Questo è quello che insegniamo ai nostri ragazzi”, ha concluso.

Un plauso, infine, Molina lo ha voluto gfare all’Università e alla Asl locale, che “con il loro sostegno hanno aiutato il loro compagno visionario, e cioè noi, in tutta la partita, fino alla fine”.

Una collaborazione tra i vari enti “naturale” secondo Inverardi: “Siamo cittadini di questa città e credo sia intuitivo abbracciare progetti così, poi c’è stato un elemento facilitatore, rappresentato da Federica Aielli, che è ricercatrice dell’Università, medico e responsabile del progetto. Ci arricchiamo con queste esperienze, offrendo le nostre competenze”, ha spiegato la rettrice.

“Non è un atto dovuto, ma una cosa in cui abbiamo creduto e abbiamo voluto fortemente, perché è diretta i giovani della nostra città, la parte verde del nostro territorio. In un mondo che ormai è sempre più social, vedere progetti veri e ragazzi che si confrontano con una realtà fatta di fango, contatto e sorrisi è davvero una cosa meravigliosa”, ha aggiunto il direttore Di Benedetto.

Anche Tordera ha voluto precisare l’importanza di un lavoro sinergico tra i vari protagonisti: “Siamo molto soddisfatti dei risultati del primo anno del progetto Rex Lab, bisogna rimarcare che tutto questo è stato possibile grazie ad una collaborazione attiva delle Istituzioni cittadine, come l’Azienda sanitaria e l’Università, nel mondo del Rugby”.

Infine, Maria Luisa Ianni ha spiegato, rivolgendosi ai giovani e giovanissimi, che “è importante essere bravi nello sport come a scuola, perché senza lo studio non si va da nessuna parte”. 

“Il terzo settore ha un ruolo importante, se è vero che lo sport è la capacità di conoscersi meglio e conoscere l’altro, è altrettanto vero che progetti come questo vanno sostenuti - ha spiegato - Per questo, come Pubblica Assistenza di Montereale, abbiamo deciso di far leva sulle nostre risorse, mettendo a disposizione un container che verrà posizionato a bordo campo e le somme necessarie per le sei borse di studio”, ha concluso.



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