L'AQUILA:SCAMBIO DI CASERME PER CAMPUS
ECCO L'ACCORDO, NON C'E' SCRITTO NULLA

Pubblicazione: 21 maggio 2013 alle ore 08:05

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L’AQUILA - Al momento è una scatola vuota il “documento di intesa” per la realizzazione del “nuovo polo scolastico, culturale e sportivo dell’Aquila”.

Si tratta dell’accordo che dovrebbe preludere alla creazione di una cittadella per studenti o campus nell’area attualmente occupata dalla caserma Rossi, nel quartiere Torrione del capoluogo: una struttura che non interessa più al ministero della Difesa.

A interessare, moltissimo, è invece un’altra caserma, la Campomizzi, dalla parte opposta della città, che dopo il sisma è stata riqualificata con 13,5 milioni di euro spesi dalla Protezione civile ed è oggi gestita dall’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu), con 420 studenti ospitati all’interno e 800 pasti al giorno erogati.

Si diceva da tempo come rumors, l’ha confermato ad AbruzzoWeb il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente: la Difesa ha già deciso, rivuole la Campomizzi, lavori o non lavori, e in cambio cederà la Rossi, che è tutta da riqualificare. Gli studenti sono sul piede di guerra solo all’idea.

Lo scambio è stato già irrimediabilmente decretato? Con quali modalità avverrà? Per quali studenti sarà destinato il nuovo campus, superiori o universitari? Domande a oggi senza risposte ufficiali e che si pensava potessero trovare luce nell’accordo. Macchè.

L’unica cosa interessante del documento è il numero (e l’importanza degli enti) che si sono seduti al tavolo per siglare l’intesa: sette ministeri dell’Interno, della Giustizia, della Difesa, dell’Istruzione, dell’Università, dei Beni culturali e della Coesione territoriale; il Coni; per gli enti locali la Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila, il Comune dell’Aquila e anche il suo uffi,cio speciale per la ricostruzione.

Un tale parterre che viene da pensare che qualcosa di grosso nell’operazione ci sia eccome. Ma le modalità con cui avverrà restano del tutto sconosciute, limitandosi l’accordo a istituire la nascita di un Comitato paritetico con tutti questi enti e a demandare i passi successivi ad accordi bilaterali futuri.

Nel documento si sottolinea che “l’amministrazione comunale intende realizzare un progetto per la nuova localizzazione delle scuole e dei servizi scolastici della città, a oggi ospitati in strutture precarie” post-sisma e che il progetto “comprende edifici e aree che attualmente ospitano uffici delle amministrazioni territoriali dell’Interno, della Giustizia e della Difesa, che saranno resi disponibili”.

Tra le premesse non mancano considerazioni di principio senza alcuna apparente traduzione fattuale: si dichiara per esempio “necessario sostenere e favorire con ogni mezzo gli scopi dell’iniziativa in esame, che richiede il coordinamento delle competenze istituzionali di tutte le parti, onde consentire di tradurre in azioni concrete le esigenze di rilancio del territorio”.

Anche nell’articolato non mancano le genericità: le parti “intendono promuovere la definizione di tutti gli accordi di cooperazione istituzionale” (art. 2) e “si impegnano a dare la più rapida esecuzione agli interventi necessari” (art. 3).

Inoltre viene rimandato tutto ad accordi successivi: “le parti si impegnano altresì a stipulare nel più breve tempo possibile accordi bilaterali con gli enti locali e le altre istituzioni coinvolte nel progetto, quali l’Agenzia del Demanio e l’Inail” (art. 3).

All’articolo 4 finalmente una notizia, si spiega che verrà costituito “un Comitato attuativo paritetico composto da un rappresentante di ciascuna delle parti, che agirà in coordinamento con la presidenza del Consiglio” e che approverà “il piano annuale delle attività”, tutto questo “a titolo gratuito e senza alcun onere per le amministrazioni”. Il comitato si occuperà anche di “profili gestionali e organizzativi, monitoraggio e verifica delle attività” (art. 5).

In conclusione, il ritornello tipico di ogni nuova iniziativa in questi tempi di crisi, ossia che sarà fatta a costo zero, “non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica” (art. 6) mentre l’accordo “ha la validità di tre anni dalla data di sottoscrizione” (art. 7).

Seguono le firme: Anna Maria Cancellieri, Paola Severino, Giampaolo Di Paola, Francesco Profumo, Lorenzo Ornaghi, Fabrizio Barca, Giovanni Malagò, Gianni Chiodi, Antonio Del Corvo, Massimo Cialente e Paolo Aielli.

E poi? Poi basta. Come sarà il campus, a chi sarà destinato, come vi si accederà, che ne sarà della Campomizzi, è tutto rimandato a data da destinarsi.



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