L'AQUILA: SCARSO AIUTO A DISOCCUPATI DA SINDACATI, UNA CITTADINA ACCUSA

Pubblicazione: 28 ottobre 2017 alle ore 13:44

L’AQUILA - Impacci e spese nella “burocrazia” dei sindacati perché aiutassero un gruppo di aquilani a compilare i moduli per le graduatorie di un bando per assistente tecnico ausiliare (Ata).

A denunciarlo un’aquilana, che chiede di restare anonima, accusando la Cgil di scarsa assistenza e la Cisl di aver chiesto 30 euro per una quota “annuale” ma nel senso valida fino al 31 dicembre, due mesi circa, per di più fornendo una consulenza “collettiva” a tutti i bisognosi di chiarimenti.

LA LETTERA COMPLETA

Ho telefonato alla Cgil dove mio marito è tesserato per richiedere un aiuto per la compilazione del modulo per le graduatorie del bando Ata in scadenza il 31/10. Mi hanno detto che, siccome stavano pieni di appuntamenti, fino a venerdì non potevano darmi retta.

Così sono stata costretta ad andare a un altro patronato, cioè alla Cisl, dove, insieme a un gruppo di persone, ci hanno dato un aiuto nella suddetta compilazione del modulo, però, a patto e condizione che ci tesserassimo al costo di 30 euro a persona. Alla faccia della democrazia!

Mi chiedo come mai possa essere possibile questa cosa: dal sindacato al quale noi eravamo già tesserati e già avevamo pagato la quota annuale non ci hanno potuto assistere, e dall’altra parte invece ci hanno dato una consulenza a patto e condizione che pagassimo 30 euro.

Il tutto comunque si riveste sempre sulla povera gente che, oltre a essere disoccupata e oltre ad aver pagato chi di dovere, è costretta a raddoppiare la somma della quota per avere una risposta solo su alcune domande che, se vogliamo, erano anche sciocche, ma comunque per sicurezza, proprio perché si trattava di un posto di lavoro avevamo necessità di sapere.

La cosa ancora più assurda è che la quota che oggi stesso ho cacciato mi arriva fino al 31 dicembre proprio perché trattasi di una quota annuale.

Io e un gruppo di persone che, come me, avevano la stessa situazione, abbiamo fatto presente che eravamo disoccupati, ma loro hanno detto che davano questa consulenza solo ed esclusivamente a chi era tesserato.

Rimango basita da tale risposta sia da parte della Cgil che da parte della Cisl e mi chiedo, al tempo stesso, quale sia la tutela che danno al singolo individuo.

Proprio perché trattasi di sindacati che dovrebbero stare comunque dalla parte del cittadino, mi chiedo che razza di aiuto abbiamo avuto.

Tra l’altro non ci hanno dato una consulenza singola, ma ci hanno riuniti tutti in una stessa stanza e hanno dato delle delucidazioni generali.

Alcune persone, infatti, hanno chiesto ironicamente se si poteva fare una tessera generale per tutti presenti, dal momento in cui anche i dovuti chiarimenti sono stati dati in modo collettivo.

Vorrei sapere, quando scrivono sui cartelli “dalla parte del cittadino”, di quale cittadino si tratta.

Lettera firmata



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