L'AQUILA: SI' A REGOLAMENTO IMPIANTI SPORTIVI, DIVISI TRA REDDITIZI E NON

Pubblicazione: 30 gennaio 2018 alle ore 18:38

Alessandro Piccinini

L’AQUILA - Il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato a maggioranza (18 sì, 2 no, 5 astenuti) il “Regolamento per la gestione degli impianti sportivi comunali e delle palestre scolastiche, la concessione di contributi, patrocini ed encomi per meriti sportivi e la definizione delle tariffe d’uso degli impianti sportivi”.

Il documento, che è stato illustrato in aula dall’assessore al ramo Alessandro Piccinini, prevede, in particolare, l’istituzione della Consulta dello Sport, quale organo di raccordo, partecipazione e confronto tra l’amministrazione e il mondo dello sport cittadino, allo scopo di promuovere le attività e le manifestazioni agonistiche, garantire la sicurezza degli impianti e recepire le istanze provenienti dalle realtà sportive

Nascerà, inoltre, l’Albo comunale delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche.

Ai fini della gestione, gli impianti sportivi vengono distinti tra quelli a rilevanza economica e quelli che ne sono privi.

Nella prima categoria rientrano la piscina comunale “Ondina Valla”, il complesso sportivo “Santa Barbara”, il Circolo tennis L’Aquila “Verna”, la palestra di basket di piazza d’Armi, il palazzetto dello Sport di viale Ovidio, lo stadio del rugby “Tommaso Fattori”, lo stadio di calcio “Gran Sasso d’Italia - Italo Acconcia”, il palazzetto dello sport “Palajapan”, l’impianto sportivo polivalente “Centi Colella” e la palestra Palangeli a Sant’Elia.

Nella seconda categoria sono invece ricompresi la pista di atletica “Isaia Di Cesare”, il campo di rugby di piazza d’Armi e quello di Centi Colella, oltre agli impianti sportivi delle frazioni di Arischia, Coppito, Monticchio, Paganica, Pianola e San Gregorio.

In entrambi i casi, ai fini dell’individuazione dei gestori, verranno attivate procedure a evidenza pubblica, sebbene semplificate nel secondo gruppo di strutture che non hanno rilevanza economica.

Le strutture ricadenti nella prima categoria potranno essere date in gestione per un massimo di 20 anni: la concessione potrà essere superiore a 20 anni, ma comunque inferiore a 30, solo se il piano economico finanziario presentato dal gestore implica tale necessità.

Le altre per un massimo di 12 anni che, però, scendono a 5 qualora la gestione venga affidata in forma gratuita.

Il regolamento definisce anche il tariffario d’uso degli impianti sportivi e disciplina sia l’utilizzo delle palestre scolastiche comunali che la concessione di contributi, ordinari e straordinari, definendo, a tal fine, punteggi e criteri, per l’assegnazione delle risorse, che tengono conto di fattori quali il numero e l’età degli atleti iscritti alle associazioni sportive e il tipo di attività svolta: internazionale/nazionale, regionale o provinciale, agonistica o amatoriale.



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