IL SINDACO, ''I FORTI SI GARANTISCONO DA SOLI, AI DEBOLI PENSEREMO NOI''
TINARI PRESIDENTE ''VOCE AGLI ULTIMI''; CROCIFISSO GIA' IN AULA, E' POLEMICA

L'AQUILA: SI INSEDIA IL CONSIGLIO COMUNALE
DELL'ERA BIONDI; ''NON SIAMO IN VENDITA''

Pubblicazione: 14 luglio 2017 alle ore 09:58

Pierluigi Biondi
di

L'AQUILA - "Lavorerò in assoluta trasparenza e onestà, come mi è stato insegnato Questa sarà sempre la casa di tutti i cittadini e mai di qualcuno in particolare: un tempio civile di tutti i cittadini, e come diceva qualcuno il tempio è sacro perché non è in vendita".

Con la citazione finale di Ezra Pound si è presentato alla città il nuovo sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, che, dopo aver prestato il giuramento di osservare lealmente la Costituzione, ha pronunciato il suo primo discorso ufficiale con la fascia tricolore al braccio, commuovendosi in alcuni passaggi.

Il discorso di Biondi è stato salutato da un lungo applauso come anche quello di Roberto Tinari, nuovo presidente del Consiglio: entrambi hanno fatto riferimento alla necessità di dare voce ai deboli e agli ultimi della città.

Folta, ma non oceanica, la presenza di pubblico in aula, c'erano anche alcuni esponenti della vecchia amministrazione tra i curiosi e numerosi vertici di partito:  il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano e quello di Fratelli d'Italia, Etel Sigismondi, il coordinatore provinciale di Alleanza popolare Massimo Verrecchia e quello comunale degli azzurri Stefano Morelli e dell'Udc Luciano Bontempo.

Presenti tra il pubblico anche il padre del sindaco, Pietro Biondi, che si è detto "molto emozionato" e la moglie Elisa Marulli con la figlia Nina Isabella.

La seduta di insediamento della nuova assise, frutto delle elezioni di giugno che hanno riconsegnato la città al centrodestra dopo 10 anni, ha preso il via alle 9.45, presieduto dal consigliere anziano Emanuela Iorio del Partito democratico, "anziana non certo per età" ha tenuto a precisare con una battuta.

Per prima cosa si è preso atto della rimozione della causa di incompatibilità di Americo Di Benedetto, candidato sindaco del centrosinistra sconfitto da Biondi, che ieri si è dimesso da presidente della società idrica Gran Sasso Acqua Spa, quindi si sono convalidati i consiglieri eletti.

L'elezione di Tinari è arrivata al terzo scrutinio, dopo che nei primi due non aveva raggiunto i necessari 22 voti. È risultato eletto con 21 voti a favore, 11 schede bianche e una nulla.

Al primo scrutinio aveva avuto 18 voti, l'altro forzista Vito Colonna 1, 12 le schede bianche e una nulla. Il consigliere azzurro Ferdinando Colantoni è arrivato in ritardo, quindi si è presuppsto che uno dei consiglieri della minoranza di centrosinistra abbia votato Tinari, Colonna o abbia annullato la scheda.

Anche alla seconda votazione, finita con 19 voti a Tinari, 12 a Elia Serpetti di Il Passo possibile e una scheda nulla, non si era raggiunto il quorum.

Per l'elezione dei vice presidenti, riconfermato lo stesso seggio elettorale, composto dai consiglieri Leonardo Scimia di Benvenuto presente, Elisabetta De Blasis di Forza Italia ed Elisabetta Vicini di Democratici e socialisti. Alla fine sono stati eletti i consiglieri Ersilia Lancia (Fratelli d’Italia) e Angelo Mancini (eletto nella lista Sicurezza e Lavoro), rispettivamente con 18 e con 13 preferenze, anche qui rispettando il pronostico.

Ultimo atto della prima seduta del Consiglio, l'elezione della commissione elettorale. Sono risultati i consiglieri Vito Colonna (Forza Italia) con 14 voti, Leonardo Scimia (Benvenuto presente) con 11 ed Elia Serpetti (Il passo possibile) con 6. Componenti supplenti Francesco De Santis (Noi con Salvini), Luca Rocci (L’Aquila Futura) ed Elisabetta Vicini (Democratici e socialisti).

GLI INTERVENTI

BIONDI: "I FORTI SI GARANTISCONO DA SOLI, AI DEBOLI PENSEREMO NOI''

"Questa fascia - ha esordito il sindaco Pierluigi Biondi - la porto io, ma la portiamo tutti e ha il peso delle lacrime degli aquilani. C'è il sacrificio dei nostri padri e il futuro dei nostri figli, perciò richiamo l'assise ad averne consapevolezza. Gli aquilani hanno grandissime aspettative su questa amministrazione. Ringrazio il presidente del Consiglio e gli assessori che hanno accettato di farsi carico del potere esecutivo di questa città".

"Migliaia di aquilani - ha proseguito - ci hanno conferito il mandato di amministrarli bene e rinsaldare il legame tra amministratori e amministrati, di rialimentare il fuoco della speranza e della fiducia. Non è più tempo di polemiche, ma della passione e dell'abnegazione".

A seguire una serie di appelli alla maggioranza, all'opposizione, alle donne e ai giovani e veterani presenti in Consiglio.

"Alla maggioranza chiedo di essere sempre disponibile a sostenere nel confronto e nel dialogo l'esecutivo, mi appello anche all'opposizione, mi auguro che collabori, naturalmente nel rispetto del ruolo di garanzia che la legge le assegna. Mi appello anche alle donne, che mettano delicatezza, sensibilità e passione. Mi appello ai giovani: non tradite mai lo spirito con cui avete intrapreso questa avventura. Mi appello ai veterani affinché li supportino con la loro capacità di maneggiare le regole e le prassi democratiche".

E ancora un appello anche a dirigenti e funzionari che, ha sottolineato il sindaco, "dovranno fare squadra con noi al sevizio non della politica, ma della città, con la stessa determinazione e impatazialità", e ai cittadini affinché "supportino questo sforzo, giudici inflessibili ma anche suggeritori dell'amministrazione tra i tanti problemi".

"Lavoreremo nell'unico interesse della città - ha concluso Biondi -  e quando sarà in discussione ruolo dell'Aquila abbasseremo le bandiere di partito e alzeremo quella neroverde. Terremo conto dei non garantiti, di quelli che non ce la fanno e che devono trovare in noi motivi di giustizia. I forti si garantiscono da soli, ai deboli dobbiamo pensare noi. Lavorerò in assoluta trasparenza e onestà. Questa sarà sempre la casa di tutti i cittadini e mai di qualcuno in particolare. Un tempio civile di tutti i cittadini, e come diceva qualcuno il tempio è sacro perché non è in vendita".

TINARI: "BISOGNA DARE VOCE AGLI ULTIMI DI QUESTA CITTA'''

A sua volta nel suo discorso di insediamento, il nuovo presidente dell'aula Tinari si è commosso parlando della necessità di "dare voce agli ultimi della città, a chi non ce l'ha".

Ha detto che "in questa gloriosa aula non ci sono nemici" e ha promesso di garantire le esigenze di maggioranza e opposizioni.

"Non occorrono superuomini ma persone normali che si mettano al servizio di questa città", ha aggiunto Tinari.

"Sapremo restituire verità a questa città su quello che è accaduto il 6 aprile 2009 - ha promesso - e anche qualche giorno prima", promessa apprezzata dall'ex consigliere Vincenzo Vittorini, presente tra il pubblico, che ora però chiede fatti.

Infine un appello ai giovani a inseguire i propri sogni e "non scendere mai a compromessi" e alle donne cui ha rivolto "un augurio particolare".

"Non per piacere ma per dovere", così Tinari ha ricordato Italo Grossi suo predecessore e anche Claudio Porto, scomparso consigliere dei Ds. E ancora "il difensore degli ultimi e della politica con la gente e tra la gente", Stefano Vittorini, altro ex presidente e vice sindaco forzista. Infine un saluto alla madre. "Le dico che stasera tornerò a casa".

Un discorso "alto" ma qualcuno dalla minoranza del centrosinistra ha scosso la testa disapprovando e parlando di eccessivo buonismo e lirismo.

I RETROSCENA

RIAPPARE IL CROCIFISSO IN AULA, MA E' POLEMICA

Alla seduta di insediamento del Consiglio comunale dell'Aquila è riapparso il crocifisso.

Il simbolo della cristianità non era mai stato affisso nell'aula consiliare, da quando l'assise civica era stata ricollocata nell'attuale sede di Villa Gioia.

Contro l'assenza del crocifisso il centrodestra aveva più volte lanciato strali all'indirizzo della passata amministrazione, in particolare proprio con Roberto Tinari, consigliere di Forza Italia nei presidente del Consiglio comunale, che ne aveva fatto una battaglia di principio, raccogliendo oltre 800 firme in piazza, e nei giorni scorsi su Facebook aveva promesso: lo riappenderemo come prima cosa.

Puntualmente avvenuto, sebbene sia ignoto l'autore materiale del gesto: bocche cucite tra i consiglieri di centrodestra, non si esclude che ad agire possa essere stato qualche lavoratore di Villa Gioia ovviamente dopo aver parlato con la nuova maggioranza.

All'oscuro anche lo stesso primo cittadino Pierluigi Biondi, che se l'è cavata con una battuta: "Chi ha riappeso il crocifisso? È stata la città", per poi aggiungere: "È un simbolo identitario importante, che non deve dividere ma unire, e se avete ascoltato il discorso del consigliere straniero, ha detto che la convivenza si fa attraverso la condivisione delle regole".

L'accaduto non ha fatto piacere, tuttavia, ai consiglieri della nuova opposizione di centrosinistra: tra i più contrari Giustino Masciocco di Articolo 1, che ha fatto notare come "non possono riappenderlo di punto in bianco, c'è bisogno di una mozione, se la approvano e poi lo fanno".

Il riferimento è alla mozione con cui nella scorsa consiliatura la riapposizione è stata bocciata, con pochi partecipanti al voto e un pareggio tra favorevoli e contrari che, sulla base delle norme dell'aula, ha portato al rigetto.

COMPUTER BLOCCATI, SEDUTA RESA POSSIBILE SOLO A NOTTE FONDA

Il primo Consiglio comunale dell’Aquila dell’era di Pierluigi Biondi ha rischiato di non svolgersi.

È quanto apprende AbruzzoWeb da qualificate fonti interne all’amministrazione a margine della seduta, andata invece in scena dopo una nottata insonne di dipendenti e tecnici comunali per disinnescare un fastidioso inconveniente: il blocco totale del sistema informatico che regola, per legge, il funzionamento dell’aula, conteggiando presenze/assenze e i voti sui provvedimenti.

Ieri sera, durante i sopralluoghi alla vigilia dell’esordio del nuovo Consiglio, per verificare appunto sistemi audio e informatici, ci si è resi conto che il “cervellone” era stato resettato e bloccato.

Irrintracciabili coloro che l’hanno gestito negli ultimi 5 anni, sono stati convocati con urgenza alcuni informatici del Servizio elaborazione dati (Sed), la società comunale che si occupa appunto di questi aspetti.

In parte il sistema è stato forzato, in parte, sempre da quanto appreso, c’è voluto anche un colpo di fortuna, “indovinando” letteralmente la password di accesso al software. Alla fine è stato ripristinato.

Un’indagine interna è in corso per individuare le motivazioni e gli eventuali responsabili del blocco che, in caso di mancata risoluzione, avrebbe provocato l’inevitabile rinvio della prima seduta che per termini di legge doveva tenersi al massimo entro il 18 luglio.



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