L'INCHIESTA RIGUARDA LA RICOSTRUZIONE DELL'ORATORIO DON BOSCO
INDAGATI ANCHE L'EX TITOLARE USRC AIELLI E IL DIRIGENTE VITTORIO FABRIZI

L'AQUILA: TANGENTI, ARRESTATI EX VICE
SINDACO RIGA E IL COSTRUTTORE MANCINI

Pubblicazione: 10 novembre 2015 alle ore 11:42

L’AQUILA - Nuova bufera giudiziaria sulla classe politica e imprenditoriale dell’Aquila con presunte tangenti sui lavori di ricostruzione post-terremoto del 6 aprile 2009, in particolare quelli sul complesso dell’Opera Salesiana da quasi 30 milioni di euro, visitato nel luglio 2013 dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, e violazione delle ordinanze per acquisire contributi milionari piuttosto che minimi, oltre che acquisto di auto di lusso e strani prestiti considerati come mazzette.

Questa mattina, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza del capoluogo hanno eseguito 4 misure cautelari, arrestando ai domiciliari l’ex vice sindaco e assessore all’Urbanistica Roberto Riga e il costruttore Massimo Mancini, vice presidente dell’Aquila Calcio.

Inoltre, sono state notificate due misure interdittive del divieto temporaneo dell’esercizio d’impresa per il periodo di un mese nei confronti di ulteriori due imprenditori locali che operano nel settore edile, Simone Lorenzini e Sandro Martini, anch’essi accusati di corruzione nei confronti dell’ex assessore.

Coinvolto anche un nome di prestigio a livello nazionale, l'attuale amministratore delegato dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli, all'epoca titolare dell'ufficio speciale per la ricostruzione dell'Aquila (Usra), indagato a piede libero per abuso d'ufficio in concorso con l'allora dirigente del settore Ricostruzione privata del Comune dell'Aquila Vittorio Fabrizi.

Riga era stato cacciato dalla Giunta comunale nel gennaio 2014, in contemporanea con le sue dimissioni dopo essere stato indagato a piede libero nell’inchiesta su tangenti nei puntellamenti post-sisma “Do ut des”.

Inoltre, forte è stato il suo scontro con il sindaco, Massimo Cialente, sulla nomina di Pierluigi Tancredi, finito ai domiciliari in quell’inchiesta e nella successiva “Redde Rationem”, la cui responsabilità politica sulla scelta come consigliere delegato ai puntellamenti è stata attribuita dal primo cittadino proprio a Riga.

Tra le accuse che gli vengono addebitate, anche quella di aver acquistato una casa presa poi in affitto da Mancini a un canone più che doppio rispetto a quello di mercato, e l’acquisto di un’auto di lusso attraverso un assegno considerato pure questo corruttivo di un altro imprenditore che aveva numerose commesse.

Le ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale aquilano, Giuseppe Romano Gargarella, su richiesta del procuratore della Repubblica dell’Aquila, Fausto Cardella e del sostituto procuratore David Mancini.

Riga e Mancini vengono rispettivamente ritenuti responsabili del reato di corruzione e di concorso.

L'INCHIESTA SUL COMPLESSO SALESIANO

Al centro dell’inchiesta l’appalto privato affidato all’Impresa Mancini degli interventi di riparazione e ricostruzione post-sisma dell’Oratorio Don Bosco e, successivamente, di quelli relativi all’intero complesso edilizio di proprietà dell’Opera Salesiana, di cui l’Oratorio faceva parte integrante: il tutto per un valore di 28,5 milioni di euro.

Secondo le indagini svolte dalle Fiamme Gialle, l’ex vice sindaco si sarebbe speso con il rappresentante legale dell’opera salesiana per favorire l’affidamento alla ditta Mancini e, in cambio, avrebbe stipulato con il costruttore un contratto di affitto di 12 anni, 6 anni più 6, di una delle due abitazioni acquistate in precedenza dalla moglie, con un canone notevolmente superiore ai prezzi di mercato.

Inoltre, le due pratiche licenziate dal Comune nel 2013 e nel 2014 non sarebbero regolari perché non si tratterebbe di prima abitazione per il rappresentante legale ma di spazio “ricettizio e religioso” e non a uso abitativo, il che avrebbe fatto scattare un contributo di soli 80 mila euro invece di quello milionario.

I provvedimenti giudiziari appena eseguiti giungono al termine di un’articolata e complessa attività di polizia giudiziaria delegata dalla locale autorità giudiziario che ha preso spunto dalla verifica, attraverso indagini di natura patrimoniale e bancaria, dei rapporti tra Riga e un’impresa edile per riscontrare l’esistenza di possibili interventi dell’ex vice sindaco per agevolare l’azienda nell’aggiudicazione di lavori di ricostruzione.

Le indagini bancarie hanno permesso alle Fiamme Gialle di riscontrare alcuni rapporti che attestano l’acquisto, da parte dell’ex assessore e della sua consorte, di due unità immobiliari all’Aquila nonché la successiva locazione di una di esse, a favore dell’impresa a un canone di molto superiore ai valori medi di mercato.

Inoltre, dagli accertamenti sono stati rilevati numerosi e ingenti versamenti nelle casse dell’azienda disposti dall’Opera Salesiana Don Bosco riferibili a pagamenti di lavori di riparazione e ricostruzione della sede dell’ente ecclesiastico danneggiata dal sisma.

I conseguenti approfondimenti investigativi hanno consentito di appurare l’effettivo affidamento a Mancini degli interventi di riparazione e ricostruzione post-sisma dell’Oratorio e, successivamente, di quelli relativi all’intero complesso edilizio di proprietà dell’Opera Salesiana, di cui l’Oratorio faceva parte integrante.

DA 80 MILA EURO A 28,5 MILIONI

In particolare gli inquirenti sono risaliti a due pratiche di ricostruzione, rispettivamente istruite per la parte definita “parti comuni” e per la parte definita “abitazione principale” dello stesso complesso edilizio dell’Opera Salesiana, entrambe riconducibili al legale rappresentante dell’Opera, in qualità di richiedente il contributo, e l’impresa attenzionata, come affidataria dei lavori.

Le pratiche sono risultate licenziate dal Comune dell’Aquila con due distinti provvedimenti, il primo adottato nel 2013 e il secondo nel 2014, mediante i quali veniva ammesso al contributo definitivo l’importo complessivo di euro 28,5 milioni di euro.

Le acquisizioni documentali, l’ascolto a sommarie informazioni di persone informate sui fatti e le perizie elaborate da tecnici incaricati dalla procura hanno fatto emergere, secondo gli inquirenti, “numerose e gravi irregolarità tali da privare di legittimità i detti provvedimenti in quanto adottati in palese difformità alle norme vigenti in materia di ricostruzione”.

Infatti, nel caso di specie, il Comune ha applicato la procedura prevista dall’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri (Opcm) numero 3790/2009, considerando il complesso immobiliare dell’ente ecclesiastico alla stregua di un’”abitazione principale”, pur risultando lo stesso con destinazione a uso diverso da quello abitativo, dal momento che è adibito ad attività ricettive e religiose, per di più con proprietà unica quindi privo di “parti comuni”.

Anche la procedura d’affidamento all’impresa coinvolta nelle indagini è risultata affetta da violazioni di legge, vista l’inosservanza dell’Opcm 4013/2012 che prevede l’allegazione alle istanze di contributo per i danni derivanti dal sisma di almeno cinque preventivi di spesa acquisiti da imprese e tre da progettisti. 

È stato in definitiva accertato che il procedimento burocratico relativo alle due pratiche era stato connotato dall’adozione di provvedimenti illegittimi in ragione del fatto che l’aggregato, costituendo in realtà una struttura a “uso misto”, non avrebbe potuto beneficiare che di un contributo pari al massimo a 80 mila euro, a fronte dei 28,5 milioni circa effettivamente erogati.

L’impresa oggetto di indagini, d’altronde, già insediata nel complesso edilizio in forza di un precedente contratto d’appalto sottoscritto con l’Opera Salesiana relativo ai lavori di riparazione e ricostruzione della sola porzione del Don Bosco adibita a oratorio, finanziato con donazioni private, aveva intanto creato le premesse per estendere tale appalto all’intero complesso edilizio, finendo per beneficiare, indebitamente, del contributo complessivo di euro 28,5 milioni.

Nel perseguimento di questo proposito, l’impresa Mancini è stata agevolata dall’intervento dell’ex assessore all’Urbanistica Riga che si era adoperato per il rilascio di un permesso a costruire, in deroga, relativo alla realizzazione proprio di quella struttura, il nuovo Oratorio danneggiato dal sisma, che gli aveva consentito l’ingresso nell’”affare” della ricostruzione dell’intero plesso ecclesiastico.

La delibera relativa al permesso straordinario a costruire a vantaggio dell’impresa di cui si è fatto promotore l’ex amministratore pubblico rappresentava pertanto la premessa e l’impulso di ulteriori aggiudicazioni di lavori avvenute in violazione delle norme in materia di ricostruzione privata.

L'AFFITTO COME TANGENTE

Le attività di polizia giudiziaria svolte hanno individuato, quindi, nell’affidamento dei lavori di riparazione e ricostruzione del complesso edilizio di proprietà dell’Opera Salesiana a favore dell’impresa il fondamentale motivo di riconoscenza del titolare della medesima nei confronti dell’ex assessore.

Riconoscenza sfociata nella stipula, l’11 ottobre 2013, di un contratto di affitto della durata di 12 anni di un immobile acquistato da Riga al prezzo di 115 mila euro il 18 dicembre successivo.

Il contratto impegnava l’imprenditore al pagamento di un canone mensile di 1.200 euro a fronte di una quota che, secondo stime di mercato, sarebbe dovuta essere pari al massimo a 550 euro.

Sempre secondo i pm, l’accordo illecito tra le parti era, in realtà, che l’imprenditore di fatto acquistasse, in segno di riconoscenza per l’”opera” prestata a suo vantaggio dall’ex assessore, l’abitazione in favore di quest’ultimo.

AUTO DI LUSSO E STRANI PRESTITI

Ma le indagini bancarie svolte dai finanzieri hanno permesso di intercettare e ricostruire ulteriori e gravi episodi corruttivi che vedevano coinvolto sempre l’ex assessore nonché vice sindaco.

Tra i molteplici acquisti di autovetture da parte di Riga ce n’è stato uno, in particolare, che ha attirato l’attenzione degli inquirenti: quello di una Bmw al prezzo di 24.800 euro, per il cui pagamento veniva utilizzato anche un assegno di 15 mila euro tratto su un conto corrente di un imprenditore locale.

Nonostante le dichiarazioni dell’imprenditore che, sentito in atti, ha giustificato la transazione come prestito personale a favore dell’ex assessore, è emersa ben presto la natura corruttiva dell’accordo tra i due.

A seguito della dazione di denaro, l’imprenditore aveva infatti ottenuto in cambio l’interessamento dell’assessore per la pratica di richiesta di rimborso dei danni subiti dalla sua azienda a seguito del sisma, ammontanti a circa 62 mila euro.

La comunicazione del positivo esito dell’istruttoria da parte del Comune dell’Aquila è avvenuta il 2 luglio 2010, vale a dire solo 13 giorni prima del “prestito” a favore di Riga.

Ancora, sempre dalle indagini finanziarie è emerso che l’ex assessore aveva ricevuto da altro imprenditore impegnato nelle attività edilizie di ricostruzione post-sisma la somma di 14 mila euro in tre tranche, attraverso l’emissione di altrettanti assegni bancari.

Anche in questo caso, seppure i pagamenti fossero stati giustificati come prestiti personali, in realtà, in base alle risultanze delle indagini, celavano il tentativo, da parte dell’imprenditore, di ottenere la “benevolenza” dell’assessore per avvantaggiarsi nelle attività di ricostruzione che lo vedevano impegnato in ben 17 appalti.

Le evidenze investigative hanno persuaso gli inquirenti a richiedere e ottenere le misure cautelari personali e interdittive eseguite dalla Finanza.

È stato inoltre eseguito il decreto di sequestro nei confronti dell’ex vice sindaco pari a 58 mila euro circa, somma equivalente alle utilità indebitamente percepita.

L’operazione di servizio appena conclusa testimonia la particolare attenzione riservata dalla magistratura aquilana e dalla Finanza al contrasto a forme di corruzione e ad altri reati contro la pubblica amministrazione, che hanno come conseguenza l’aumento dei costi in danno dei cittadini.

L'ABUSO D'UFFICIO DI AIELLI E FABRIZI

Aielli, nominato in Abruzzo nell’ottobre 2012 e passato a guidare la Zecca dopo due anni, è indagato a piede libero, in particolare, per abuso d’ufficio in concorso con l’allora dirigente del settore Ricostruzione privata del Comune dell’Aquila Vittorio Fabrizi.

In sostanza i due avrebbero considerato nei loro uffici il complesso dell’Opera salesiana una “abitazione privata” invece che struttura religiosa, con la conseguenza di aumentare a dismisura, da soli 80 mila euro fino a ben 28,5 milioni, i contributi concedibili per la riparazione post-sisma.

Secondo gli inquirenti, i due hanno “violato norme di legge e regolamento intenzionalmente procurando un ingiusto vantaggio all’Opera salesiana e all’impresa Mancini Srl, consistito nella percezione di un indebito contributo a favore della stessa impresa altrimenti non spettante o spettante in misura notevolmente inferiore”.

In particolare Aielli, in virtù del suo ruolo, “avrebbe dovuto disciplinare sicuramente la ricostruzione della parte strutturale dell’Opera salesiana, adibita esclusivamente all’esercizio dell’attività religiosa e sociale, e per la quale sarebbe stato concedibile al massimo un contributo di 80 mila euro”.

LE REAZIONI

CIALENTE: "RACCOMANDAI ATTENZIONE A RIGA, SONO NAUSEATO"

“Per me è un dolore enorme, più volte avevo raccomandato a Riga attenzione estrema, ma questa mattina leggendo i resoconti mi veniva la nausea”.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, commentando l’arresto ai domiciliari del suo ex numero 2 della Giunta nonché assessore Roberto Riga, assieme al costruttore Massimo Mancini, accusati di corruzione e concorso per presunte tangenti nella ricostruzione.

Riga era già stato indagato nell’inchiesta “Do ut des” su tangenti nei puntellamenti post-sisma e in quell’occasione uscì dalla Giunta.

“Gli chiesi di dimettersi, era dovuto non essendo un semplice avviso di garanzia”, spiega Cialente, che a sua volta si dimise salvo poi rientrare con la nomina di un nuovo vice, l’ex procuratore Nicola Trifuoggi.

Sui lavori di ricostruzione del complesso Salesiano compreso l’Oratorio, passati, secondo le accuse, da 80 mila euro a 28,5 milioni grazie all’intervento di Riga, il primo cittadino spiega che “è una vicenda di ricostruzione privata che non è stata proprio gestita dal Comune. Delibere procedurali se ne fanno normalmente - prosegue - per far partire i cantieri, ma sono atti normali, non potevamo fermare una cosa finanziata con i soldi del quotidiano Libero e di Enel Cuore”. (alb.or.)

CARDELLA: "CARENZA NORMATIVA, GRANDE ATTENZIONE"

"La ricostruzione privata merita grande attenzione perché caratterizzata da una carenza normativa e perché è in questa che si concentra gran parte del flusso economico".

Così il procuratore della Repubblica dell'Aquila, Fausto Cardella, sulla nuova inchiesta su presunte mazzette nella ricostruzione.

"Faccio i complimenti alla Guardia di finanza per il modo in cui ha svolto le indagini così complesse - prosegue - La procura, insieme alle forze di polizia che ci coadiuvano nell'attività, continua a cercare di scoprire situazioni e a neutralizzare casi di illegalità".

ALOIA (GDF): "SEMPRE GUARDIA ALTA"

Il capo della polizia tributaria, Sergio Aloia, spiega che "l'inchiesta dimostra che il settore della ricostruzione privata è particolarmente esposto a fenomeni di malversazioni, episodi corruttivi e di frode, quindi la guardia deve essere sempre molto alta".

L'AQUILA CALCIO: "SOLIDARIETA' A MANCINI, FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA"

La società L'Aquila Calcio 1927 esprime in una nota "solidarietà al vice presidente Massimo Mancini per quanto accaduto" dopo l'arresto ai domiciliari per concorso in corruzione assieme all'ex vice sindaco del capoluogo, Robertro Riga.

"Siamo sicuri che potrà dimostrare ampiamente la piena estraneità ai fatti pur avendo fiducia nella magistratura", conclude la nota.

AVVOCATI MANCINI: ''E' SERENO E SPIEGHERA' TUTTO''

“Sereno e pronto a spiegare ogni aspetto della  vicenda giudiziaria che lo coinvolge”.

Questo, secondo gli avvocati Luca Marafioti e Tiberio Gulluni, l’atteggiamento dell’imprenditore Massimo Mancini, vice presidente dell’Aquila Calcio, arrestato oggi ai domiciliari assieme all’ex vice sindaco del capoluogo, Roberto Riga, con l’accusa di corruzione.

Mancini, assicurano i legali, spiegherà “sia la piena regolarità dell'iter amministrativo seguito nell'affidamento dei lavori di ristrutturazione degli immobili di proprietà dei Salesiani, sia l'assoluta insussistenza di ogni ipotesi corruttiva in favore del vicesindaco Riga”.

“A differenza di quanto ipotizzato dalle accuse - proseguono - la locazione dell'immobile era, infatti, non solo effettiva ma, altresì, pienamente in linea con il reale valore e con i prezzi di mercato, includendo arredi, luce, acqua, riscaldamento e condominio. Pertanto l'indagato ha intenzione di spiegare ogni cosa all'autorità procedente, così da allontanare ogni sospetto sul proprio comportamento, da considerare invece alla luce del sole".

Non appena ha saputo di essere ricercato dagli inquirenti, raccontano sempre i legali, Mancini “ha lasciato Genova, dove si trovava per lavoro, per raggiungere L'Aquila, accompagnato dai difensori, e mettersi senza indugio a disposizione dell’autorità giudiziaria, presentandosi alla Guardia di Finanza che ne ha curato l'arresto”.



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