L'AQUILA: TOLTI SERVIZI ALLA DELEGAZIONE DI PAGANICA, RISCHIO CHIUSURA?

Pubblicazione: 14 novembre 2017 alle ore 13:00

Ex Municipio di Paganica (L'Aquila)

L’AQUILA - Ottenere il rilascio o il rinnovo della propria carta d’identità nelle delegazioni comunali delle frazioni dell'Aquila non è più possibile, si rischia la chiusura definitiva delle stesse.

È la denuncia dell’esperto di tradizioni della frazione di Paganica Raffaele Alloggia, che in una nota racconta il fatto, accaduto ieri, che lo ha portato a questa riflessione.

“Ieri mattina ero nella delegazione di Paganica, in pochissimo tempo, tre concittadini, di cui un anziano, hanno chiesto di rinnovare la carta di identità - racconta - ma sono stati indirizzati all’ufficio anagrafe”.

Alloggia spiega di essere un assiduo frequentatore del Circolo sociale anziani paganichese, di cui è componente del direttivo, e spesso ascolta le lamentele degli anziani per i servizi tolti alla delegazione paganichese.

“Per usufruire dei servizi legati alla carta d’identità, oggi, è necessario recarsi all’Aquila di persona, capire prima dove è dislocato l’ufficio addetto - aggiunge Alloggia - intrecciarsi nel caos del traffico, a causa dei lavori per la ricostruzione, e poi fare file chilometriche in attesa del servizio, immaginiamoci una persona anziana, magari senza un mezzo proprio”.

“E pensare che il ministero degli Interni, per la nuova carta d’identità elettronica, oltre agli uffici del Comune dell’Aquila, aveva previsto 7 postazioni informatiche per le 7 delegazioni - prosegue nella nota - Viene da chiedersi il perché non abbia avuto seguito, visto che erano già stati istruiti anche gli operatori delle stesse".

Per Alloggia "non è noto se l’eliminazione di questo e di altri servizi siano da attribuire alla politica o alla riorganizzazione del lavoro da parte del dirigente del settore, certamente non potrà essere implicato a problemi tecnici. Ma poco conta, sta di fatto che è stato perpetrato un nuovo affronto a una popolazione seria, lavoratrice, troppo spesso colpevolmente muta, che dà molto e riceve poco”.

Alcuni giorni fa è stato presentato, proprio a Paganica, un libro scritto a quattro mani da Claudio Panone e Walter Cavalieri, La lotta per il ripristino delle autonomie comunali soppresse dal fascismo. All’epoca dei fatti narrati sul libro, la principale causa che portò a quella convinta rivolta pacifica, scaturì dal fatto che i cittadini paganichesi erano insoddisfatti dei servizi e della scarsa attenzione alle problematiche del paese da parte del Comune dell’Aquila.

“Dopo l’esito negativo alla ricostituzione dell’ex Comune, le amministrazioni comunali che seguirono si sbracciavano parlando di decentramento dei poteri e dei servizi sia amministrativi, così come per una parte anche economici, a favore degli ex municipi, si parlava di ‘città territorio’, invece a distanza di anni, ci è stata sottratta anche ‘l’identità’! - scrive ancora Alloggia -  Da questo alla chiusura totale delle delegazioni, il passo potrà essere breve”.

L’esperto di tradizioni, infine, azzarda un confronto con il passato: “Neanche quando, nel 1927, fu soppresso il Comune il regime che governava osò eliminare certi servizi ai cittadini nel rispetto dell’appartenenza a una comunità, numerosa e che da secoli aveva dimostrato di sapersi autogestire. Tra non molto, scadrà la validità della mia carta di identità, mi auguro di poterla rinnovare là dove l’ho fatto per quasi 70 anni”.

“Sarebbe opportuno - conclude - che il sindaco Pierluigi Biondi ci pregiasse di un incontro nel nostro Centro sociale anziani, d’intesa con il presidente Ernesto Palmerini, per saperne di più e discutere di altre problematiche”.



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