L'AQUILA: ''TORNA'' L'ASILO OCCUPATO, ''ORA CANTIERE STABILE E FONDI MELONI''

Pubblicazione: 26 maggio 2017 alle ore 18:15

L'AQUILA - Dopo quasi sei mesi di inattività, l'Asilo Occupato dell'Aquila tornerà a farsi vedere e sentire, con un evento intitolato "L'asilo sta fore", organizzato per sabato 27 maggio, nel giardino dello stabile in viale Duca degli Abruzzi.

"Questo evento - si legge in una nota - ha l'obiettivo di riportare alla luce una questione che è ormai impellente all'interno della lista delle cose da fare per la ricostruzione aquilana: avviare i cantieri dello stabile in viale Duca degli Abruzzi e realizzare, con la partecipazione della cittadinanza, quel centro di aggregazione intergenerazionale, di cui tanto si è parlato in questi ultimi anni. Quello che vorremmo capire è che fine hanno fatto i fondi Meloni".

"L'iniziativa - spiegano poi gli organizzatori - rappresenterà proprio quel carattere eclettico e aperto ad ogni contaminazione che il luogo ha sempre avuto: ci saranno musica, balli popolari, palco e microfono aperto, writing, jam session e sarà anche possibile esporre i propri lavori artistici o artigianali, così come crearli direttamente lì, all'interno dello stabile".

Le altre entrate che danno accesso all'edificio rimarranno chiuse, per decisione degli stessi occupanti.

Le motivazioni di questa scelta sono principalmente legate alla sicurezza comune, essendo le mura del posto non più così affidabili dopo gli ultimi eventi sismici, ma anche a causa delle tubature dell'acqua danneggiate lo scorso inverno.

"Lo scorso anno il collettivo dell'asilo - prosegue la nota - si è reso più che disponibile nel dialogare con l'amministrazione comunale affinché questo progetto andasse in porto: ci siamo presi l'impegno di aprire tutte le porte e accompagnare i periti che hanno partecipato al bando edilizio ad osservare l'interno dell'edificio, offrendo pure la nostra esperienza di gestione e relazione con la vera partecipazione dal basso, fornendo consigli riguardo la gestione futura dello stabile".

"Il portone rosso, tuttavia, è chiuso dal 18 gennaio con la motivazione di incertezza sulla vulnerabilità sismica. Quello che ci interessa a questo punto è capire che fine hanno fatto i fondi Meloni, destinati al recupero dello stabile e tutte le promesse fatte sull'imminente inizio dei lavori. Non perché noi ci sentiamo i padroni dell'Asilo,  ma perché come abbiamo sempre dichiarato abbiamo bisogno di spazi e vogliamo che questi vengano restituiti alla città tutta".

"Affinché non si torni al totale abbandono in cui versava lo stabile nel periodo antecedente al sisma del 2009, ci impegneremo e vigileremo perché la futura amministrazione eletta utilizzi nell'assoluta trasparenza quei fondi che lo stato ha stanziato nel 2014".

"Così come gli occupanti sono stati disponibili al confronto - viene poi precisato nella nota - anche l'ammministrazione uscente del sindaco Massimo Cialente, ha saputo essere di aperte vedute, ragionando insieme al collettivo affinché quello che è stato creato all'interno dell'asilo possa continuare ad esistere altrove: quello che ora chiediamo, ribadendolo nell'evento di sabato, è di dimostrare che questa apertura di vedute sia reale, attuando a livello pratico le promesse fatte e consegnando quindi una sede all'interno della quale il progetto 'Asilo' possa continuare a svilupparsi, con la partecipazione di tutta la cittadinanza".

"Dopo il 2009 - continuano gli organizzatori - lo scopo dell'occupazione era anche quello di uscire dall'assistenzialismo della fase emergenziale post-sisma e cominciare a trovare forme di autodeterminazione, scelta consapevole delle esigenze di una parte della città, quella più giovane e non solo. Per chi ha messo anima e corpo in questo progetto è un motivo di orgoglio essere riusciti, senza l'aiuto di fondi, ma con le innumerevoli iniziative autofinanziate, ad offrire attività sportive, cineforum, corsi, mostre d'arte e musica".

"Ci sono voluti tanta pazienza e impegno per far rivivere quell'enorme palazzo vuoto e buio, a creare nel suo interno un punto di unione e aggregazione di idee che negli anni ha accolto persone di ogni età, idea politica ed estrazione sociale. Questa è già una vittoria, non solo per chi si è coinvolto in prima persona, ma anche per la nostra comune concezione di cittadinanza attiva".

"Non vedremo mai una reale ricostruzione all'Aquila - conclude la nota - se non sarà preso in esame anche l'aspetto sociale della questione e se la spontanea partecipazione dei cittadini non verrà presa in considerazione, è pertanto necessario che dall'alto ci sia un riscontro, attraverso un'accettazione delle libere iniziative popolari e la facilitazione della loro applicazione".



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2017 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui