L'AQUILA: TRAPIANTO DI 4 RENI NEL WEEK END, 2 ATTACCATI DALLA NASCITA

Pubblicazione: 13 marzo 2017 alle ore 18:55

L’AQUILA - Un weekend record con 4 trapianti di rene, all’insegna di un fatto eccezionale: due degli organi prelevati, che erano fusi a ferro di cavallo, sono stati prima divisi e poi trapiantati.

Nel fine settimana tra il 3 e il 5 marzo scorsi, all’ospedale di L’Aquila, il centro regionale per Abruzzo e Molise, oltre al trapianto dei reni, è stato impegnato in una manovra chirurgica piuttosto complessa, tesa a separare i 2 reni (dei complessivi 4 prelevati) che madre natura, dalla nascita, aveva saldato insieme nell’organismo della persona da cui sono stati prelevati.

Una situazione rara, risolta grazie agli avanzati strumenti tecnologici e alla perizia dei chirurghi del centro regionale trapianti del San Salvatore e diretta da Francesco Pisani, affiancato dai suoi collaboratori, Luigi Bonanni e Quirino Lai, coordinati dal direttore del reparto di urologia, Luigi Di Clemente.

I quattro reni sono stati trapiantati in altrettanti pazienti, tre uomini e una donna, tutti abruzzesi, già dimessi nei giorni scorsi, di età compresa tra 40 e 60 anni.

"L’attività svolta dal centro trapianti dell’Aquila - ha  commentato il manager della Asl provinciale, Rinaldo Tordera - è di enorme importanza per tutta la regione e costituisce un punto di forza della sanità  per gli alti livelli di professionalità degli specialisti, per l’enorme impatto positivo sulle vite dei malati e per il valore etico che alimenta i trapianti, dovuto a chi dona gli organi con un atto che tocca cuore, coscienza e generosità al più alto livello"

Lo scorso weekend ha portato il numero dei trapianti finora eseguiti dal primo gennaio a quota 13.

Si tratta di una cifra rilevante non solo perché concentrata in poco più di 2 mesi di attività (gennaio-febbraio scorsi) ma anche perché i 13 trapianti sono quasi la metà di quelli che, in media, si effettuano in un anno.

Tra l’altro, all’interno di questa serrata cadenza di inizio 2017, vi è stata anche una prestazione ben al di sopra dell’ordinario: il prelievo del rene da paziente in vita, in modo completamente laparoscopico (piccoli fori anziché taglio totale), seguito dal trapianto.

Si tratta del primo intervento del genere in Abruzzo, a ribadire i picchi di eccellenza professionale maturati in anni di attività.

I 13 trapianti, nel giro di due poco più di 2 mesi dell’anno corrente, costituiscono un ottimo viatico per il proseguimento dell’attività del centro aquilano che recentemente ha centrato il traguardo dei 500 trapianti di rene in 12 anni di lavoro.

Risultati di grande rilievo che vanno oltre i confini d’Abruzzo, raggiunti grazie a un gioco di squadra composto da nefrologi, rianimatori e coordinatori locali, dal centro di tipizzazione tissutale dell’ospedale, diretto da Franco Papola e dal coordinamento regionale, capeggiato dalla dottoressa Daniela Maccarone.



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