L'AQUILA: TUTTO RICOSTRUITO NEL 2022?
MA DOPPIA VELOCITA' PUBBLICO E PRIVATO

Pubblicazione: 06 aprile 2017 alle ore 07:00

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L'AQUILA - Ultimazione dei lavori di ricostruzione stimata al 2020 per il capoluogo e le frazioni considerate prioritarie, al 2022 per l'intera città dell'Aquila. Ma c'è un però: i dati forniti dall'Ufficio speciale (Usra) si riferiscono alla ricostruzione privata, mentre resta in un cono d'ombra quella pubblica.

RICOSTRUZIONE

Dal 2009 ad oggi sono 4,9 i miliardi di euro erogati per la riparazione o ricostruzione delle abitazioni, lo stato di avanzamento dei lavori rispetto ai contributi richiesti è al 54 per cento nel centro storico e all'84 per cento nella periferia.

L'accelerazione impressa alla riparazione degli immobili dentro le mura è testimoniata dal fatto che dei 2,7 miliardi di euro che stanno per essere erogati, l'89 per cento riguarda pratiche relative al centro storico dell'Aquila.

Per la ricostruzione pubblica, dal 2009 ad oggi sono stati finanziati 1,99 miliardi di euro, di cui 1,31 liquidati.

"C'è una doppia velocità perché il privato non è sottoposto alle procedure del Codice degli appalti, che per quanto riguarda la nostra ricostruzione è inappropriato - spiega ad AbruzzoWeb l'assessore comunale Pietro Di Stefano - il 30 per cento del patrimonio immobiliare colpito dal terremoto è di proprietà pubblica e con questi ritardi si crea anche un problema di pubblica incolumità e degrado urbano. Serviva che ci fosse una legge speciale che ottimizzasse le procedure del Codice, pur senza dimenticare i rischi per cui è scritto in quel modo. La doppia velocità c'è, ma non è colpa di chi opera qui che lo fa con le leggi che ha e non quelle che vorrebbe avere".

"Ora tutta l'attenzione è concentrata sui centri storici", aggiunge Di Stefano, spiegando come "le frazioni sono indietro perché mancano i progetti".

"A Paganica, per esempio, sono aperti 16 cantieri sui 75 potenziali, dove abbiamo chiesto di presentare il progetto. È un male che riguarda anche il centro storico dell'Aquila, ma nelle frazioni è più evidente perché le proprietà sono più frammentate. Devono lavorare di più i soggetti interessati, altrimenti non si può polemizzare", chiosa l'assessore, ricordando come "nel 2012 abbiamo individuato come prioritarie 13 frazioni con danni maggiori, tra cui Onna e San Gregorio, e questo ha consentito che lì si partisse prima".

Infine, il dato sull'adeguamento sismico fornito dall'Usra indica come il 15 per cento delle abitazioni abbia una percentuale di sicurezza del 100 per cento, mentre il restante 85 può comunque vantare un livello di sicurezza medio del 70 per cento.

"Questa è la coscienza che devono avere gli aquilani: non stiamo dando soldi a vanvera ma si sta avendo una città sicura", afferma Di Stefano.

ASSISTENZA

La gestione dell'assistenza alla popolazione nell'ultimo anno ha risentito dei terremoti che hanno ripetutamente colpito il centro Italia, sono infatti un migliaio gli sfollati di Amatrice (Rieti) e dei paesi dell'Alta Valle dell'Aterno ospitati nel progetto C.a.s.e. e nei Map dell'Aquila, visto che il Comune ha provveduto ad effettuare 430 assegnazioni ad altrettanti nuclei familiari.

Le persone ancora ospitate negli alloggi del progetto C.a.s.e. sono 8.876, 2.272 sono quelle nei Map, comprese coloro che rientrano nelle categorie a cui l'amministrazione ha assegnato un'abitazione attraverso degli specifici bandi rivolti a giovani coppie, famiglie con fragilità sociali, nuclei monoparentali come mamme separate o single, società sportive, associazioni di promozione sociale o volontariato, e in pochi casi studenti.

Sul totale degli inquilini, queste ultime costituiscono circa il 35 per cento, mentre il restante 65 è composto da sfollati.

Gli alloggi liberi, al 31 marzo, secondo i dati forniti dal Servizio assistenza alla popolazione del Comune, sono 121 nel progetto C.a.s.e. e 37 nei Map.

Ci sono anche da registrare le rinunce ad un alloggio, che ad oggi sono 19, mentre sono 54 le proroghe concesse alla permanenza nei progetti C.a.s.e. e nei Map.

Il Comune dell'Aquila in quasi tre anni, a partire dal luglio 2014 quando ha avviato i procedimenti, ha recuperato 2,3 milioni di euro di contributo di autonoma sistemazione (Cas) indebitamente percepito.

COMMERCIO

Gli esercizi commerciali in centro storico hanno abbondantemente superato quota 100, negli ultimi dodici mesi, ma il dato più interessante è rappresentato dalla diversificazione delle attività che si è avuta nell'ultimo anno, quando si è passati quasi esclusivamente da soli esercizi di somministrazione e bevande ad attività commerciali e artigianali di varia natura.

Sono passati da due a quattro i bed & breakfast, con l'apertura di quelli a viale Duca degli Abruzzo e a Porta Bazzano, e sono tornate in centro due attività storiche, il negozio di abbigliamento di Manzi e la gioielleria De Ritis, alle quali si è aggiunta l'apertura della gioielleria Mastropietro.

La situazione continua ad essere piuttosto fluida visto che molte attività hanno aperto, ma altre hanno chiuso per consentire l'avvio dei lavori di ristrutturazione dei palazzi che li ospitavano.

In piazza Duomo ha riaperto la gelateria Duomo, poco distante, in via Sassa, la caffetteria e gastronomia Sweet Home, in via del Gatto una cornetteria e alla Galleria Irti una parrucchieria. Su corso Federico II ha aperto un negozio di borse.

Sempre in centro risultano autorizzate anche altre 20 attività a posto fisso per la vendita su suolo pubblico (Villa Comunale, piazza Duomo e fontana Luminosa), nonché 2 mercatini, alla Villa e a piazza Duomo.



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