L'AQUILA: UN PALAZZETTO DI PROFESSIONISTI NEL CUORE
DEL CENTRO STORICO, ''DISAGI, MA FELICI DI ESSERCI''

Pubblicazione: 24 settembre 2016 alle ore 08:26

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L'AQUILA – Sarà una “casa delle professioni”, quella che si trova all’interno di palazzetto Pica Alfieri, in via Accursio, nel cuore del centro storico dell’Aquila.
 
L’edificio storico, ricostruito dopo i danni del sisma del 2009, ospita infatti due studi di ingegneria tra cui quello della società Casarchitettura e l’agenzia di comunicazione aquilana Didimà. 
 
Sono tanti i professionisti aquilani che dopo la ristrutturazione dei palazzi del centro storico vi stanno facendo ritorno,  dopo aver passato sette anni ricollocati nelle periferie della città.
 
Lo studio Casarchitettura è nato dubito dopo il terremoto del 2009 dall'idea dei suoi fondatori, gli architetti Luca Carosi, Pierfrancesco Mantini e l'ex presidente dell'ordine degli architetti Gianlorenzo Conti, recentemente scomparso.

La società annovera 10 professionisti tra architetti, ingegneri e soci che tra l’altro hanno progettato e seguito la ricostruzione e ristrutturazione del palazzetto Pica Alfieri.

Casarchitettura ha avuto per sette anni la sua sede a Pettino, ma i professionisti che ne fanno parte hanno voluto trasferirsi in quegli stessi locali di cui passo passo per due anni hanno seguito i restauri.

Nel palazzo, ampio oltre 600 metri quadrati, resta solo un appartamento vuoto che molta probabilità sarà affittato ad altri professionisti.

“Volevamo venire in centro e dare anche un segnale forte alla città e ai nostri colleghi – afferma Carosi – Tornare tra questi vicoli per noi è quasi un atto dovuto, nel momento in cui l’edifico è stato ristrutturato con molti soldi pubblici. Dal punto vista etico, abbiamo ritenuto quasi un obbligo morale dare il nostro piccolo contributo alla rinascita del centro”.
 
Ma lavorare o vivere in centro storico oggi non è semplice.

I cantieri aperti, infatti, creano spesso disagi a chi ogni giorno deve raggiungere la propria casa o il luogo di lavoro. 

“I problemi ci sono, è innegabile, ma abbiamo fatto una scelta sapendo già a cosa saremmo andati incontro - aggiunge Carosi - Dispiace un po’ che i servizi abbiano stentato ad arrivare. Siamo in via Accursio da giugno e abbiamo dovuto fare il trasferimento di chiamata dalla vecchia sede ai cellulari per poter avere la linea telefonica. Altra pecca è senza dubbio la mancanza di illuminazione pubblica con conseguenti problemi legati alla sicurezza e la carenza del servizio di igiene urbana”. ​

 “Viviamo una situazione disagiata soprattutto a causa delle polveri dei cantieri, dell’accessibilità e dell’assenza di parcheggi – precisa Mantini -  Di sera, poi, la città si svuota completamente e non c’è illuminazione. Per arrivare alle macchine dobbiamo attraversare tratti di buio pesto. Nonostante questo però il desiderio di tornare in centro è stato più forte”.
 
“Come noi ci sono tanti professionisti che stanno rientrando nei loro vecchi studi – sottolinea – Spero sinceramente che tutti potranno far ritorno nelle loro sedi di origine. È un scommessa per tutti noi, ma siamo anche consapevoli della scelta fatta”.
 
 



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