L'AQUILA: VINILI IN MOSTRA SULLE NOTE DEL JAZZ
AL CONSERVATORIO ''ALFREDO CASELLA''

Pubblicazione: 23 giugno 2018 alle ore 06:30

Vinili jazz d'epoca in mostra all'Aquila al conservatorio "Casella"
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L’AQUILA - Posando la puntina sui solchi, il vinile ti obbliga ad un rispetto per la musica che altrimenti non avresti e proprio per la delicatezza di questa manovra, sconosciuta ai nuovi consumi di musica digitale. Ogni singolo granello di polvere influisce sulla musica, la cambia, rendendo l'ascolto ogni volta unico. Quando poi il disco è troppo sporco, te ne devi prendere cura. È l'equivalente audio del cinema in pellicola. In una parola, è magico.

Le considerazioni, in sintesi, sono del critico musicale Simone Stefanini, ed esprimono in pieno il senso e la suggestione della mostra inaugurata il 21 giugno, all'Auditorium "Alfredo Casella" dell'Aquila, in concomitanza con gli eventi della Festa della musica, organizzata dal Conservatorio, e che potrà essere visitata fino a settembre.

Un modo per celebrare non solo il magico mondo del vinile, oramai un oggetto cult, ma anche i 50 anni della prestigiosa istituzione musicale del capoluogo, che dopo il sisma del 2009, ha perso la sua storica sede nel centro storico, nei locali storici di via Sallustio e nell'ex convento di Collemaggio. A proposito di nostaglia, per qualcosa che sembra essere perduto.

"Festeggiamo mezzo secolo di storia della musica - spiega il direttore del conservatorio, Giandomenico Piermarini - che vogliamo celebrare anche con questa mostra. Tante sono le cose fatte e tante quelle da fare, come, cercare di tornare in centro, in una nuova sede che possa dare uno slancio a migliorarsi sempre di più. Una sede che dovrà essere congeniale alle nostre esigenze, visto che le sedi storiche avranno un'altra destinazione".

La mostra con le copertine dei vinili è stata realizzata grazie alla collaborazione del collezionista Vittorio Castelli e con il contributo dell'Accademia delle Belle Arti, che ne ha curato l'allestimento e la critica, con il supporto dello storico dell'arte Maurizio Coccia.

"Arte e musica che si incontrano e si fondono alla perfezione - è stato il commento del direttore dell'Accademia Marco Brandizzi - abbiamo contributo positivamente alla riuscita di questa esposizione per portare ancora una volta i riflettori su un territorio ferito ma con tante potenzialità, con la speranza che possa essere uno dei tanti mezzi per portare a scoprire L'Aquila".

Potenzialità che potrebbero passare anche dalla musica, nel caso specifico dal jazz, tanto che il conservatorio ha istituito una cattedra, sulla spinta dell'evento nazionale organizzato da due anni per le strade del capoluogo dal grande musicista Paolo Fresu, e che quest'anno arrivera alla terza edizione.

"Con un lavoro sinergico e che vede varie realtà sul campo, stiamo cercando di portare non solo la musica fuori, ma la conoscenza dello stesso conservatorio Casella. Un'istituzione importante, dentro e fuori i confini regionali",  spiega Luca Bragalini docente di storia e analisi del jazz al conservatorio.

"Vorremmo - ha aggiunto - che il jazz italiano per le terre colpite dal sisma non sia un momento isolato ma un appuntamento intorno al quale far convogliare una serie di eventi anche culturali come questa mostra. Ne abbiamo parlato con Paolo Fresu, e abbiamo avuto la sua disponibilità a valutare il da farsi".

E dietro le copertine di questi vinili c'è la loro storia, con immagini che vanno dagli anni '20, alla fine degli anni '70, alcune ingiallite dal tempo, altre perfettamente conservate, di alcuni tra i "mostri del sacri" come Scott Joplin, Benny Goodman, o di un rarissimo disco di Louis Armstrong.

"All'inizio i dischi erano contenuti in confezioni anonime - ha spiegato Maurizio Coccia - l'elemento grafico è arrivato dopo, anche come scelta di marketing. Ognuno di questi pezzi racconta una storia, un'occasione per riflettere un fenomeno e uno stile musicale che offrono spunti artistici e di arricchimento culturale".

 



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