L'AQUILA: YOGA AL MUSEO E ARTE PER I BIMBI, CON KIASMA PEPPE E VALENTINA VESPA RIDANNO SPERANZA ALLA CITTA'

Pubblicazione: 10 luglio 2018 alle ore 07:45

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L’AQUILA - Una casa-museo arredata con mobilio e infissi abbandonati recuperati dalle abitazioni distrutte dal terremoto, un luogo di incontro e cultura aperto a tutti, grandi e piccoli, dedicato a chi è rimasto all'Aquila e a chi è tornato, dopo una parentesi vissuta fuori.

E poi un'associazione che promuove tante attività, proponendo anche esperienze inedite come un corso di yoga nei locali del Museo nazionale d'Abruzzo (Munda) all'ex mattatoio a cura di Giulia Fratello.

"Volevamo che L’Aquila avesse uno spazio dove incontrarsi, dove la cultura potesse essere fruibile a 360°, valorizzando il patrimonio artistico di tutto il comprensorio", dice Valentina Vespa, che su intuizione del nonno Giuseppe "Peppe", giornalista e direttore dell'Editoriale, dal 2012 anima l'associazione culturale Kiasma.

Dal greco incrocio, punto nodale tra diverse culture e modi di pensare, da sei anni diffonde, promuove e valorizza la storia, il cinema, il teatro, il territorio, le tradizioni e i costumi abruzzesi e aquilani grazie ad un gruppo di volenterosi, tra cui Alessandra Cococcetta, giornalista e operatrice culturale, e Sara Mancini, educatrice.

"Volevamo fondere benessere psicofisico dando anche la possibilità di far conoscere il nostro polo museale, così ricco, così importante, una disciplina orientale ancora poco diffusa nellì’occidente che pian piano sta prendendo sempre più piede", spiega ad AbruzzoWeb Valentina, 30 anni, una laurea in Economia e tanta voglia di fare per la sua città.

"L’Aquila ha delle grosse potenzialità, ma il tutto è ancora poco focalizzato", dice, "per esempio il turismo, che potrebbe essere un volano economico molto importante, non è ben gestito, ma sono convinta che nei prossimi anni, insieme alla ricostruzione degli edifici ci sarà anche l’occasione per potenziare il resto".

E così l’idea di creare un’associazione che convogli la cultura e l’arte in tutte le sue forme, con la convinzione che "nei prossimi 10 anni avremo un’importante ripresa su questo settore. Siamo convinti che L’Aquila e tutto il comprensorio torneranno finalmente a splendere".

"Nei primi anni dopo il terremoto l’emergenza ha focalizzato l’attenzione sulla ricostruzione degli edifici, adesso, è importante pensare al contenuto delle nostre vite, di chi da questa città non è mai andato via e di chi come me è tornato", aggiunge.

Dopo una specializzazione in Marketing e consulenza aziendale, esperienze a Roma e negli Stati Uniti, tornata nel capoluogo, la Vespa oggi è una libera professionista che lavora come consulente per alcune aziende del territorio.

"Ho sviluppato la mia personalità fuori dal mio ambiente - spiega - e poi, una volta tornata all'Aquila, ho cercato in tutti i modi di poter dare un contributo positivo anche alla ricostruzione, che non passa solo dal restauro degli edifici ma dalla promozione della socialità e soprattutto delle cose belle che rendono ricco il patrimonio artistico locale".

"Kiasma vuole informare, denunciare, documentare il territorio e la cultura popolare, le passioni, le tradizioni, verso la creazione di una memoria collettiva, specchio dell'ambiente e della cultura locale", svela la giovane professionista. "Dare quindi voce e visibilità alle persone comuni, alle minoranze e alle diversità, a tutte quelle storie e a quegli eventi unici che non trovano spazio sui media generalisti, creare maggiore consapevolezza nelle popolazioni interessate dall'evento sismico del 6 aprile 2009 circa il processo di ricostruzione".

"L'interesse turistico per il nostro territorio punta ai valori ambientali e al patrimonio culturale ed archeologico", aggiunge.

"L'offerta si presenta molto ricca e interessante sotto i profili scientifici e culturali, tuttavia le modalità con cui proporli non puntano ad un nuovo tipo di sviluppo turistico quanto a schemi tradizionali. Così ogni sito e struttura a vocazione archeologica vive una storia a sé, con autonome regole e con scarsa o del tutto inesistente possibilità di dialogo costruttivo con le altre".

"Ci piace coinvolgere quante più persone possibili, per i bambini abbiamo creato degli incontri ad hoc, nei quali possono divertirsi, incontrarsi, sporcarsi le mani valorizzando le loro peculiarità con dei laboratori creativi", racconta ancora la Vespa.

"L'associazione si pone in un luogo astratto ed affascinante, si concretizza in uno spazio espositivo, di elaborazione e confronto di idee e culture, di produzione artistica e cenacolo di incontri e dibattiti, su web e su carta, con pubblicazioni, quaderni ed altre forme di comunicazione ed informazione".

Kiasma ha insomma "creato un luogo fisico, interamente dedicato allo scambio e alla circolazione delle idee, della cultura e dei linguaggi dell'arte. Un luogo dove accogliere mostre di artisti emergenti, con appuntamenti formativi, per valorizzare al meglio la cultura e promuoverne la conoscenza".

Nella sede di via del Malepasso trova posto anche Casa Museum, "un rifugio dove ognuno potrà isolarsi per immergersi nell'arte, anche in digitale, e incontrare gente che condivide la propria idea e la propria passione, favorendone altre con un buon caffè, uno stuzzichino oppure un ottimo bicchiere di vino. Liberamente".

Uno spazio dove sono ospitate anche tante opere inedite del compianto Marcello Mariani, artista di fama.

"Volevamo che questo posto fosse non solo un polo museale, ma soprattutto uno spazio dove scambiare delle idee e opinioni, aperto a qualunque forma artistica".

Anche la scelta dell’arredamento di Casa Museum non è casuale, "tanti giri per mercatini, scovando delle vere chicche - racconta Valentina - fin quando siamo riusciti a creare un posto lezioso, che raccoglie vari stili".

E tra vecchio e nuovo, accanto Casa Museum c’è anche un container a memoria dei mesi successivi al 6 aprile, nel quale è rinato anche L’Editoriale, free press per una vita pungolo del potere.



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