L'ARTE CONTEMPORANEA SALE AL QUIRINALE
CON IL CONTRIBUTO DI UNA PROF AQUILANA

Pubblicazione: 27 ottobre 2017 alle ore 06:37

Una delle installazioni della mostra
di

L'AQUILA - Una novità assoluta tra le plurisecolari stanze del Quirinale a Roma con una mostra contemporanea ''Da io a noi. La città senza confini'', che ''rompe gli schemi'' e inonda di colori le antiche stanze, realizzata con il contributo dell'aquilana Antonella Muzi, docente dell'università La Sapienza e ideatrice della figura del mediatore culturale all'interno delle sale che ospiteranno gli allestimenti.

La mostra è stata organizzata dalla direzione generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del ministero per i Beni, le Attività culturali e il Turismo, all'interno delle stanze del Quirinale a Roma, è stata inaugurata il 24 ottobre scorso e sarà aperta fino al 17 dicembre.

''Si tratta di un progetto innovativo e abbastanza originale - ha spiegato la Muzi ad AbruzzoWeb - sono state scelte per la mostra delle opere altamente innovative e nuove, che contrastano con la magnificenza e la storia secolare dei locali del Quirinale".

Il progetto artistico rientra nella scelta del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di aprire le storiche stanze del Quirinale al pubblico, con delle mostre dedicate. La Muzi insegna Didattica del museo e del territorio, una materia nuova introdotta nel 2000.

Si tratta di una disciplina che porta, in ambito accademico, l’educazione al patrimonio culturale, la sua conoscenza ai fini della tutela, della valorizzazione, della trasmissione alle generazioni future, seguendo i principi ormai cristallizzati da tempo in ambito europeo e sanciti, da ultimo, dalla Convenzione di Faro (2005) sul diritto al patrimonio culturale, sottoscritta dall’Italia.

Diverse sono state le esperienze formative e le collaborazioni che la Muzi ha attivato nel corso del  tempo, tra questi il Polo Museale  romano, la  Galleria Nazionale d’Arte Moderna, i Musei Vaticani, il Maxxi e ora con la direzione generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane in occasione di questa mostra.

"Il mio ruolo all'interno di questa mostra - ha chiarito la Muzi - è stato quello di creare un progetto educativo coinvolgendo e formando 21 studenti del mio corso, al ruolo di mediatori culturali".

Si tratta di una figura molto diffusa nei musei e negli spazi dedicati all'arte all'estero e meno presente in Italia. "In una mostra d'arte così particolare anche da capire - ha spiegato - abbiamo ritenuto importante la presenza di questi ragazzi nelle sale. Non sono delle guide, ma piuttosto delle presenze discrete che incoraggeranno il dialogo con i visitatori e l'interpretazione delle opere".

La presenza dei mediatori in sala serve a costruire un dialogo tra le opere d’arte, gli spazi espositivi, la percezione e il vissuto dei visitatori: "in questo modo il pubblico viene posto al centro del processo di conoscenza e scoperta, perché l’arte ha un ruolo formativo globale nei confronti della persona, a qualunque età".

Sono 22 le opere in mostra degli artisti Lara Almarcegui, Rosa Barba, Botto & Bruno, Maurizio Cattelan, Gianluca e Massimiliano De Serio, Jimmie Durham, Lara Favaretto, Flavio Favelli, Claire Fontaine, Alberto Garutti, Mona Hatoum, Alfredo Jaar, Francesco Jodice, Adrian Paci, Diego Perrone, Alessandro Piangiamore, Eugenio Tibaldi, Grazia Toderi, Vedovamazzei, Luca Vitone, Sislej Xhafa, Tobias Zielony.

"Il progetto - si legge sul sito del Quirinale - muove dalla riflessione sul concetto di periferico, utilizzando i diversi linguaggi dell'arte contemporanea, pittura, scultura, fotografia, video, installazione, per restituire una dimensione poetica di una società in trasformazione, seguendo le tracce lasciate dall'uomo sul territorio, le forme di paesaggio che l'azione umana genera, gli oggetti che perdono la mera funzione pratica per acquisire il valore di testimonianza del percorso di un'esistenza, l'identità che quel nuovo ambiente, così generato, è in grado di trasmettere".

"La scelta delle opere, realizzata insieme agli artisti - ha commentato la curatrice Anna Mattirolo - è stata ispirata dalla capacità di ciascuna di trasmettere con immediatezza ai visitatori il tema in un percorso unico nel suo genere, che crea un corto circuito tra gli ambienti fastosi del passato e la percezione del presente".



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