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TERAMO: 25 ANNI DOPO, IL GIORNALISTA D'AMORE RILANCIA LA SUA CREATURA

L'EROS COME ARTE NEI RACCONTI DEL PREMIO
''PORCO CHI SCRIVE, PORCO CHI LEGGE''

Pubblicazione: 06 dicembre 2016 alle ore 07:22

Un dettaglio del logo
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TERAMO - “Non hanno le ali i porcellini di Teramo“ tuonava il quotidiano la Repubblica, agli inizi degli anni ’90, contro il Premio letterario per la narrativa erotica dal titolo provocatorio “Porco chi scrive, Porco chi legge”: ideato dal giornalista e scrittore abruzzese Antonio D’Amore, il concorso torna a gennaio 2017, dopo un periodo di stop lungo svariati anni, con un’edizione rinnovata e aperta anche ai corti cinematografici e alla fotografia.

Nell’epoca di Youporn, del sesso virtuale in chat, degli amplessi ubriachi consumati per strada, può essere difficile trovare ancora qualcuno capace di raccontare l’Eros inteso come arte: il gioco della seduzione e della carne detto ma non svelato, la celebrazione del ‘Piacere’ tanto osannato da grandi scrittori come Gabriele D’Annunzio e Anais Nin; le tinte forti dell’unione di due corpi intesa come il Tutto, che coinvolge mente anima e corpo, scritte e descritte evitando la volgarità e la pornografia proprie del sesso come meretricio o scambio “commerciale”.

Trovare il racconto erotico “artistico” da premiare e pubblicare è lo scopo di questo concorso tutto particolare. La manifestazione nacque nel 1991 in contrapposizione al più blasonato Premio Teramo, reo secondo gli organizzatori di proclamare dei vincitori ma di lasciarli poi inediti e facili prede della dimenticanza del pubblico, oltre che considerato “dispendioso in termini di premi e  costi di organizzazione”, come ricorda proprio D’Amore ad AbruzzoWeb che lo ha intervistato.

Al concorso sono ammessi racconti a tema erotico di lunghezza non superiori alle 20 cartelle. Al vincitore della sezione Letteratura andrà la pubblicazione del racconto, 10 copie del libro che ospiterà i vincitori, un trofeo artistico e la pergamena quale "miglior autore erotico del 2017". Il bando scade domenica 22 gennaio 2017.

Una provocazione bella e buona, istituire un concorso nella stessa città, Teramo, ma con un tema ancora oggi considerato un tabù: l’erotismo.

Chi scrive, lo fa per essere letto. Partendo da questo presupposto, contestai allora il Premio Teramo, perché veniva a mancare proprio la parte della pubblicazione nonostante i costi elevati. Dalla contestazione si passò ben presto alla provocazione, in risposta agli attacchi degli organizzatori: non feci altro che ricalcare il bando del Premio Teramo con l’aggiunta dell’aggettivo Erotico. Un successo. Decine e decine di partecipanti, coinvolsi Milo Manara, famoso disegnatore, che con l’occasione poteva trovare nuove fonti d’ispirazione per i suoi bozzetti. La diatriba fece rumore a livello nazionale, tanto che fui chiamato da Sandro Paternostro nella sua trasmissione Diritto di replica, dopo i feroci articoli scritti contro il premio ‘Porco chi scrive, Porco chi legge’, sulle pagine di Repubblica, su Panorama, che titolò L’Italia a luci Rozze, su La Stampa. Volevo spiegare che cercavamo l’Eros nel suo riferimento al dio greco dell’amore e non alla pornografia.

Successo di partecipanti: chi vinse la prima edizione?

Tra i moltissimi racconti arrivati, vinse la storia raccontata in punta di penna, con ironia e abilità, di una donna che citò in tribunale il suo fondoschiena. Ne seguiva il racconto, ilare e sottile, delle testimonianze del fondoschiena, appunto, e di tutte le sue vicissitudini, e la denuncia per danni da parte della malcapitata signora.

Era il 1991: anche la seconda edizione, l’anno seguente, riuscì a ripetere il successo però poi ti sei fermato. Che cosa è capitato?

Organizzare un concorso tutto da solo non è semplice. La casa editrice che ci supportava decise di non voler correre il rischio di restare con attaccata addosso l’etichetta del genere erotico. La diffidenza e le regole del mercato la facevano e la fanno ancora da padrone. Questo, nonostante la grande risonanza avuta a livello mediatico, specie dopo una “soffiata” che indicava l’allora allenatore del Vicenza, poi passato al Bologna, Renzo Ulivieri, come uno dei partecipanti con un suo racconto. Il Corriere della Sera lo intervistò per il settimanale Sette e lui negò di avere mai scritto a proposito delle storielle che capitavano negli spogliatoi della squadra. Ma se non era stato lui a scrivere, come faceva a conoscere l’argomento del racconto incriminato? In ogni caso, mi fermai per gli impegni di lavoro, per l’organizzazione difficoltosa, ma non abbandonai mai del tutto l’idea.

Una pausa, non oziosa: nel frattempo hai fondato un quotidiano, fatto tv, scritto per Il Messaggero e per il Corriere e organizzato altri premi.

Il quotidiano La Città, di Teramo, è una mia creatura, posso dirlo. Partner del Resto del Carlino. Dalla letteratura erotica passai invece alle favole per bambini, con il premio La Fabbrica delle Nuvole che vide la partecipazione in giuria di Susanna Tamaro e Susanna Agnelli. Diciamo dedicato a tutti quei bambini nati dall’ispirazione delle erotiche fatiche del concorso precedente!

Nel 2017 si torna invece alla sensualità. Di nuovo alla ricerca dell’Eros raccontato con maestria, senza volgarità, di nuovo un personaggio “a tema” come presidente.

Oggi il nostro tempo non lascia nulla all’immaginazione. Tutto è svelato, esplicito, svenduto e ridotto a eccitazione senza poesia, senza fantasia, senza arte, appunto. Bisogna ritrovare la magia della seduzione, si può trovare nella realtà, nei gesti, nell’erotismo di un amplesso consumato ai tavolini di un bar, semplicemente guardandosi negli occhi. L’edizione 2017 di ‘Porco chi scrive, Porco chi legge’ apre, proprio sulla scia di questo nostro mondo 2.0, alle immagini e ai corti cinematografici.

Presidente della nuova edizione sarà Adriano De Vincentiis, teramano, già considerato l’erede di Manara e apprezzatissimo in Francia per i suoi disegni erotici dallo stile particolare, moderno, raffinato. È stato chiamato a raffigurare la famosa Valentina di Crepax. Perché un disegnatore in un concorso letterario?

La presenza di uno scrittore in giuria condiziona chi deve inviare il proprio racconto. Il timore del giudizio di un personaggio famoso, la volontà, forse spesso anche inconscia, di fargli piacere o di essere notati che porta gli autori a scrivere cose magari ispirate ai suoi libri e quindi che perdono di spontaneità. Il disegnatore risolve diversi problemi: non mette in soggezione i partecipanti e allo stesso tempo, visto il genere particolare, realizza un sogno, quello di vedere trasformato il realtà il proprio racconto.

Ci si vergogna ancora di scrivere storie erotiche? Pesa ancora, il timore di essere giudicati dagli altri, di essere visti come volgari o addirittura “sporchi”?

Sicuramente, visto il numero sempre crescente, in ogni edizione, di persone che chiedono di partecipare con uno pseudonimo. Il sesso è ancora purtroppo un tabù, un argomento di cui parlare di nascosto e non tutti hanno il coraggio di mettersi in gioco pubblicamente. Si ha paura del giudizio della gente. Di essere etichettati. Ma è un problema molto più profondo di quanto si pensi, se si considera che non è stato possibile registrare il nome del concorso perché, motivazione testuale, “contrario al buon costume” .

Il Bando completo per partecipare all’edizione numero 4 del premio di letteratura erotica “Porco chi scrive, Porco chi legge” è scaricabile dal sito ufficiale www.porcochiscriveporcochilegge.it



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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