L'EURO VISTO DAL POST-KEYNESIANO MITCHELL
''DISEGNATO PER FALLIRE, SERVE UN'ITALEXIT''

Pubblicazione: 23 ottobre 2017 alle ore 07:00

Bill Mitchell
di

L'AQUILA – “L'Euro è un fallimento perché è stato disegnato per fallire”.

Va dritto al punto Bill Mitchell, economista australiano post-keynesiano, professore di economia presso l'Università di Newcastle nel Nuovo Galles del Sud, è tra i massimi esponenti della Teoria monetaria moderna (Modern money theory, Mmt), nei giorni scorsi a Roma per presentare il libro scritto insieme al giornalista italiano Thomas Fazi “Reclaiming the State: A Progressive Vision of Sovereignty for a Post-Neoliberal World” (“Reclamare lo Stato: Una visione progressista della sovranità per un mondo post-neoliberal”).

“Chi ha progettato il sistema Euro lo ha voluto così – spiega Mitchell – andando a sopprimere la capacità degli Stati di usare la propria politica fiscale in modo appropriato. Chi ha adottato la moneta Euro ha adottato una moneta di fatto straniera e deve sottostare a delle regole dure, senza dunque la possibilità di reagire bene agli shock economicy”.

Sull'uscita dell'Italia dall'Euro, Mitchell spiega che “tecnicamente è possibile. Il governo nazionale può tranquillamente annunciare l'utilizzo di una nuova moneta socvrana e la ridenominazione dei debiti nella nuova moneta, imponendo il pagamento delle tasse andando a pagare chi lavora nel settore pubblico e privato in quella moneta. 

Il problema, però, è che al momento questa strada non è politicamente possibile, nonostante l'Italia sia stata fortemente danneggiata dall'Euro. C'è ancora chi parla di disastri in caso di Italexit, ma non ci vuole uno scienziato per capire che bastano volontà poltiche e del popolo per uscirne”.

“Il ripristino della sovranità monetaria, è la mia sensazione – aggiunge su questo punto l'economista australiano – sarebbe l'unico modo di uscire sereni da un momento difficile o comunque per scuotere gli interessi finanziari degli altri Paesi.

Se io fossi un grande Paese come l'Italia cercherei di studiare una soluzione per evitare il degrado o che la situazione peggiori. Quando esci da una simile realtà, diventi più lucido nel poter curare gli interessi nazionali”. 

“Sono molto preoccupato per la stabilità sociale nel resto del mondo, non vivendo in una zona a rischio dal punto di vista economico – conclude Mitchell – Credo che i cittadini inizino ad averne abbastanza, ci si è spinti troppo oltre. Se guardiamo indietro, i sindacati e il sistema di welfare nacquero e fu imposto perché il sistema competitivo colpì duramente il popolo che alla fine il popolo si ribellò, costringendo i governi a cambiare. Anche in questa epoca, potrebbe accadere lo stesso”.



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