L'UNIVERSITA' D'ANNUNZIO CAMBIA NOME, SCOPPIA LA POLEMICA, ''SCHIAFFO A CHIETI''

Pubblicazione: 11 luglio 2018 alle ore 17:23

CHIETI - L'Università Gabriele D'Annunzio di Chieti-Pescara pronta a cambiare nome, o meglio, ad aggiungere una integrazione, diventando "Università dell'Adriatico Gabriele D'Annunzio". 

È quanto proposto dal rettore Sergio Caputi nell'ambito della riunione di ieri del Senato accademico. Per la definitiva approvazione della nuova denominazione bisognerà però attendere il Consiglio di amministrazione. 

"Il Senato - si legge in una nota - ha accolto la proposta del Magnifico Rettore di integrare la denominazione dell’Ateneo che verrà così identificato con il nome Università degli Studi dell’Adriatico 'Gabriele d’Annunzio' Chieti-Pescara. La proposta del Senato dovrà ora passare al vaglio del Consiglio di amministrazione per la definitiva approvazione".

Non hanno tardato a manifestarsi le prime reazioni contrarie. Un possibile cambiamento che sta suscitando crescente malcontento fra studenti, residenti, molti dei quali affidano ai social network i loro commenti increduli e sdegnati, e associazioni culturali. 

Uno "scivolamento verso la costa", un "abbandono dei territori interni, collinari e montani di cui l'Abruzzo è costellato e che rappresentano una peculiarità imprescindibile", è quanto lamentato dal consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo. Rincara la dose Stefano Marchionno, presidente dell'associazione 'Noi del G.B.Vico' che riunisce studenti del liceo Classico di Chieti e vede nella modifica del nome "becero campanilismo volto a favorire solo ed esclusivamente una città in danno di un'altra".

Dice no al cambio di denominazione anche il consigliere comunale di Chieti Alessandro Marzoli (Pd) secondo il quale "è una scelta di difficile comprensione. La storia dell'Ateneo, la location del campus e il percorso che da oltre cinquant'anni lega l'Università alla città di Chieti meritano maggior rispetto e attenzione, a partire da chi ha l'onere e l'onore di guidare l'ateneo. 

"A me sembra che la nuova denominazione non rispecchi quell'identità territoriale che finora l'Università ha rappresentato - scrive Febbo in una lettera aperta al rettore -. Soprattutto non c'è quell'identificazione che oggi si coglie immediatamente ed era nelle menti degli illuminati fondatori".

"L'individuazione 'Adriatico' - sottolinea il consigliere - coinvolge un territorio che va dal Friuli alla parte estrema della Puglia, cioè tutta la costa del mare Adriatico, mentre con 'G. D'Annunzio' c'è la piena e totale individuazione dell'Abruzzo e del territorio 'Chieti-Pescara' che ha lavorato e fatto sacrifici per ottenere i risultati che ben conosciamo".

Stefano Marchionno parla di un "un ulteriore schiaffo nei confronti della Città di Chieti. Da oltre tremila anni - scrive il presidente dell'associazione 'Noi del G.B.Vico' - i cittadini teatini osservano non solo il mare Adriatico, ma anche la Maiella"; una nuova intestazione non sarebbe identificativa "di un determinato territorio nel quale, e grazie al quale, venne fondato il nostro Ateneo: la nascita del Consorzio Universitario Abruzzese, che deriva da tale richiesta, fu ufficialmente approvata nel 1960 dal Prefetto di Chieti".

Secondo Marzoli (Pd) "è una scelta di difficile comprensione. Da ormai troppi anni il rapporto tra l'Università e la nostra comunità - dice Marzoli - viene vissuto con distacco e a volte quasi con fastidio, quando è proprio nel nostro territorio che l'Università ha mosso i primi passi ed è cresciuta, con un bellissimo campus invidiato da molte città italiane. La volontà di aprire la D'Annunzio al contesto europeo è un'ottima prospettiva, ma sicuramente saranno progettualità e visione a intercettare questo bisogno e non una nuova denominazione, che viene oggi interpretata da molti come un inchino alla città di Pescara, di cui sicuramente nessuna delle due realtà sente il bisogno. Chieti guarda al mare, ma anche alla montagna, nonché alla sua storia millenaria".

"Chiediamo pertanto - conclude Marzoli - una profonda riflessione sulla scelta che dovrà essere votata dal Cda della D'Annunzio e presenteremo un ordine del giorno in cui il Consiglio comunale impegni direttamente il sindaco, finora silente, a esprimere parere negativo da parte dell'Amministrazione comunale alla nuova denominazione del nostro ateneo".



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