IL PRESIDENTE CAUTO AD ABRUZZOWEB: ''PARLATO DI RISULTATI E NECESSITA'''
D'ALESSANDRO: ''NON DECIDE LUI DA SOLO, MA LA COMUNITA' POLITICA''

LA CENA DI D'ALFONSO: 'AL 99% SI RICANDIDA'
E LUI LANCIA LO ''SCUDO D'ACHILLE ABRUZZO''

Pubblicazione: 08 settembre 2017 alle ore 13:13

Una rappresentazione dell'epico scudo di Achille dell'artista Alessandro Romano

PESCARA - Se dovesse decidere oggi, al 99 per cento Luciano D’Alfonso rimarrebbe in Regione puntando al bis, mai riuscito a nessun governatore in 47 anni di storia dell’ente, e lanciando uno “scudo di Achille”, così l’ha chiamato, ovvero un programma di tutte le cose da fare.

Questo il quadro che spunta, assieme a nuovi particolari, parlando con alcuni tra i più autorevoli dei convenuti alla cena dell’altro giorno di cui AbruzzoWeb ha anticipato genesi e partecipanti.

Ben 181 i presenti, questo il numero che emerge assieme ad altri particolari, e tra molti è unanime il pensiero della volontà del presidente di abbandonare il sogno di correre per il Parlamento e, come ha detto più volte, puntare a una poltrona da ministro.

Lo stesso D’Alfonso, parlando con AbruzzoWeb, spegne i riflettori su questo bivio spiegando più in generale di avere parlato alla platea “dei risultati che sta facendo l’Abruzzo, dei suoi vuoti, delle sue mancanze e delle sue necessità”.

Interessante la presa di posizione di uno dei delfini dalfonsiani, Camillo D’Alessandro, per il quale “la sua scelta non sarà mai individuale, ma tesa a ciò che anche la comunità politica gli rappresenterà come necessaria”.

Un mistero resta il cambiamento di rotta dopo che per mesi D’Alfonso e i suoi hanno lavorato alla sua elezione in Parlamento e con un ruolo nel governo di centrosinistra guidato dal suo amico Matteo Renzi.

Ma questo sembra un epilogo tutt’altro che scontato ed allora l’ex sindaco di Pescara ha pensato che la riconferma in Regione sia un approdo più sicuro.

Sebbene, a dirla tutta, il centrodestra dopo le vittorie in Comuni come L’Aquila e Avezzano sia un po’ più belligerante e una nuova vittoria della coalizione di centrosinistra, a prescindere dal timoniere, tutt’altro che scontata.

La cena è stata all’aperto, con un microfono da un lato e tutti potevano intervenire. Un fiume in piena l’apertura affidata allo stesso D’Alfonso, poi ci sono stati i contributi di molti e altre repliche del governatore.

I tavoli sono stati allestiti in stile “matrimonio” con 8-9 persone ciascuno.

Al contrario di quanto inizialmente scritto, è stato chiarito che la cena si è svolta presso l’Osteria La Corte a Spoltore (Pescara) dello chef Maurizio Della Valle e del socio Gianluca Tocco.

D’ALFONSO: “UNO SCUDO D’ACHILLE PER L’ABRUZZO”

“Ho iniziato parlando dello scudo di Achille, che viene citato all’inizio del bel libro di Umberto Eco, Vertigine della lista - racconta il presidente ad AbruzzoWeb - È uno scudo che racchiude in sé tutti gli elementi del mondo conosciuto. Abbiamo immaginato di forgiare un nuovo scudo che riguardi la nostra regione”.

D’Alfonso spiega anche di avere “parlato dei risultati che sta facendo l’Abruzzo, dei suoi vuoti, delle sue mancanze e delle sue necessità. Ho chiesto ai presenti - svela - di darmi suggerimenti sia sulle questioni che meritano di essere affrontate che sui nominativi che siano in grado di dare forza, capacità e intelligenza”.

“È stato un ‘Ted’ all’americana, ovvero un momento per organizzare le migliori intelligenze e fare in modo che le idee vengano diffuse”, dice poi, in riferimento alle conferenze che si svolgono negli Stati Uniti, l’acronimo sta per Technology Entertainment Design, inizialmente improntate su tecnologia e design e che poi hanno allargato il campo d’azione .

“Ci siamo riuniti per verificare quali sono le idee che meritano di essere diffuse - prosegue ancora il presidente - e ho ascoltato con attenzione i temi che sono stati posti da chi si è alternato al microfono”.

“Ho detto agli intervenuti: facciamoci carico delle questioni dell’Abruzzo, doniamo tempo, scendete in campo come borghesia. Non è questione elettorale, è piuttosto cultura delle priorità”, conclude.

D’ALESSANDRO: “NON DECIDE SOLO, SCEGLIE LA COMUNITA’ POLITICA”

Per Camillo D’Alessandro, consigliere dem e coordinatore politico della maggioranza, è stata “una cena nella quale la politica ha soprattutto ascoltato le letture che provengono dai diversi campi della società abruzzese per fare in modo che la comunità istituzionale si nutra di ciò che la comunità dei cittadini, delle imprese, delle scuole, delle professioni avverte come necessario”.

“D’Alfonso, francamente, né ha detto che si ricandida né il contrario - assicura - perché l’obiettivo non era la ricandidatura o meno del governatore ma è la ripresa di un rapporto stretto tra società e regione istituzione”.

D’Alessandro, uno dei papabili aspiranti presidente qualora l’attuale optasse per le Camere, aggiunge che “per quanto riguarda la ricandidatura, D’Alfonso ha diritto a scegliere il profilo di impegno che vorrà assumere nei prossimi anni. Chiaramente la sua scelta, come sempre ha fatto nella sua vita - evidenzia - non sarà mai individuale, ma tesa a ciò che anche la comunità politica gli rappresenterà come necessaria”.

“Comunque, non si esaurisce qui la fase di ascolto e condivisione delle cose da fare, seguiranno altri incontri anche tematici per far venire fuori tutte le idee che ci sono - assicura in conclusione D’Alessandro - oltre alle problematiche non risolte, perché questo è un lavoro che non serve solo la programmazione del futuro ma anche per centrare gli attuali obiettivi”.

Infine, una notazione di tecnica politica che scoraggerà molti ambiziosi: la nuova strategia del centrosinistra non prevede rimpasti. (alb.or. - b.s.)



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