LA FAMIGLIA AQUILANA DEI DE AMICIS FIRMA
IL CONCERTO PER PAVAROTTI A VERONA

Pubblicazione: 10 settembre 2017 alle ore 07:27

Vittoriana De Amicis
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L’AQUILA - Ognuno segue la propria strada professionale, ma si ritrovano tutti insieme sul palco e dietro le quinte dell’Arena di Verona per il concerto dedicato a Luciano Pavarotti, a 10 anni dalla sua scomparsa, che si è tenuto nel tempio della musica, il 6 settembre.

È quanto accaduto alla famiglia aquilana De Amicis. I fratelli Wolfango e Vittorio hanno curato il service audio, mentre sul palco sono saliti la giovanissima soprano Vittoriana e il direttore d’orchestra Leonardo.

Per la soprano 24enne aquilana, in particolare, è stata la prima volta all’Arena: “Un’emozione fortissima, difficile da spiegare a parole - racconta ad AbruzzoWeb - L’idea dell’Arena, del pubblico, che da subito si è mostrato caloroso, facendoci sentire la propria vicinanza, per me, che sono giovane del mestiere, è stato quanto di più suggestivo”.

La più giovane dei De Amicis, entrata a far parte della Fondazione Pavarotti e chiamata sul palco proprio da Nicoletta Mantovani, moglie del tenore scomparso, da sempre vicina ai nuovi talenti lirici, ha studiato 4 anni al conservatorio dell’Aquila “Alfredo Casella”, per poi concludere gli studi  al conservatorio di Vienna. Sul palco si è cimentata, insieme ad altri 5 solisti, nel “Brindisi” della Traviata di Giuseppe Verdi.

“Non ho mai avuto il piacere e l’onore di conoscere Pavarotti di persona, ero troppo piccola - aggiunge - ma per me è un esempio dal punto di vista artistico e un modello di vita, basta guardare l’amore che continua a circondare la sua figura a 10 anni dalla sua morte: ha voluto bene alle persone, un amore ricambiato dalla gente”.

Un’emozione e una pressione doppia per lei, che si è dovuta esibire sotto lo sguardo attento della sua famiglia. “Ritrovarmi lì con tutti loro è stato strano, ma bello - spiega - anche loro lavorano nel campo della musica, ma pop, mentre il mio percorso è stato totalmente diverso. Essere professionalmente al loro fianco è stato molto emozionante”.

La soprano aquilana, dopo il concerto, ha ricevuto molti messaggi da parte dei suoi concittadini e delle persone a lei vicine: “Ho ricevuto molte belle parole da amici e conoscenti dell’Aquila, tutti sono rimasti sorpresi, sul palco cambio rispetto alla vita di tutti i giorni - conclude - la cosa più bella che mi hanno scritto: ‘ti abbiamo lasciato bambina, lì ti abbiamo visto proprio donna’, è stato importante per me vedere che avevo le persone accanto”. 

Soddisfazione ed emozione anche per i fratelli che hanno curato il service audio, Wolfango e Vittorio De Amicis non sono nuovi del settore: lo scorso 1° luglio hanno firmato, al Modena Park, il concerto dei record di Vasco Rossi, che ha registrato 230 mila ingressi, oltre a cerimonie di apertura e chiusura di varie Olimpiadi e altri grandi concerti internazionali.

“Lavoriamo quasi tutti nel settore della musica, ma in ambiti differenti - racconta Vittorio De Amicis - non era mai accaduto di ritrovarci tutti insieme ad un evento così importante”.

A dirigere l’orchestra Leonardo De Amicis, che nonostante abbia solcato palchi altrettanto importanti descrive l’Arena di Verona come “un tempio sacro della musica e del teatro”.

“Già metterci il piede è un onore e una grande responsabilità, in questo caso doppia, perché si celebravano i 10 anni dalla morte di un mito, di una leggenda della musica lirica nel mondo, un personaggio al di sopra delle parti straordinario - riferisce - Ho lavorato molto su questo concerto: riscrivendo le partiture per l’orchestra, rinquadrando musicalmente alcuni periodi, insomma sentivo addosso una pressione forte”.

Il direttore aquilano traccia un bilancio positivo della serata: “Appena abbiamo iniziato a suonare il pubblico si è alzato in piedi, c’era emozione nel’aria e questo - prosegue - è lo spettacolo: trasmettere delle sensazioni forti, se l’emozione la percepisci sul palco, la percepisce anche chi ti è di fronte, come l’orchestra o il pubblico dietro. Già questo è sintomatico di un risultato importante”.

Dell’intera serata ricorda tutto con molta soddisfazione, ma c’è stato un momento che non dimenticherà facilmente: “Stare dietro le quinte con Plácido Domingo e José Carreras discutere con loro di come fare una cosa o un’altra, è stato veramente emozionante - conclude - li seguivo da ragazzino e non avrei mai pensato un giorno di incontrarli e lavorare insieme a loro”.



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