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LA FIRMA DELLA AMATO SUL BIOTESTAMENTO,
''LEGGE EQUILIBRATA NONOSTANTE ACCUSE''

Pubblicazione: 21 aprile 2017 alle ore 07:00

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L'AQUILA - C'è anche la firma della deputata abruzzese del Partito democratico Maria Amato sul disegno di legge sul biotestamento, che ieri sera ha avuto il via libero definitivo della Camera.

La parlamentare di Vasto (Chieti) fa infatti parte del comitato ristretto dei nove deputati della Commissione Affari sociali che si è occupato di fare sintesi tra le 12 proposte di legge presentate sull'argomento, di cui due sottoscritte dalla stessa Amato.

"Il lavoro è stato finalizzato ad elaborare il testo base, ridiscutendo le 12 proposte per arrivare a un testo base approvato all'unanimità il 5 dicembre in Commissione, un risultato positivo, ricordo bene la data all'indomani del risultato negativo del referendum costituzionale", dice ad AbruzzoWeb.

E il risultato è "di equilibrio, ci avevano accusato che era un'eutanasia mascherata e non lo è, e lo abbiamo dimostrato". Lo spiritio della legge? "È il riconoscimento della persona finché è viva, la persona e non la sua malattia".

Viene introdotta nella legge la sedazione palliativa profonda continua.

La differenza sostanziale, spiega la Amato, rispetto alla eutanasia è questa: "La sedazione, fatta con la morfina è utilizzata per ridurre progressivamente lo stato di coscienza di un paziente che si avvicina alla morte e ha un sintomo refrattario a qualsiasi altro farmaco. L'eutanasia è l'utilizzo di un farmaco per dare la morte immediata, cioè è diverso l'obiettivo ed è diverso il farmaco. La domanda a cui si sta dando risposta, insomma, è la seguente: se, per esempio, ho un cancro, ho rinunciato a tutti i trattamenti e sto andando a morire, mi fate morire gridando di dolore o con un po' di pietà e se lo chiedo, un medico mi seda, riducendomi lo lo stato di coscienza, non facendomi sentire dolore e non facendo conservare nella memoria di chi resta il mio grido di morte?".

"In Commissione - racconta la Amato - sono stati delegati i vari Buttiglione, Binetti, Gigli, che i partiti hanno mandato in sostituzione dei naturali componenti della Commissione. Si tratta notoriamente dei più integralisti sul tema che hanno avuto una posizione di ostruzionismo nelle numerose ore dedicate alla discussione degli emendamenti, circa 3mila, poi ridotti a 600. Nonostante parlassimo di un testo di 4 facciate, quindi non lungo. Alla fine siamo arrivati in Aula, dove ci sono ancora circa 200 emendamenti e siamo a metà dell'opera (l'intervista è di ieri, qualche ora prima dell'approvazione definitiva da parte della Camera, ndr), abbiamo votato l'articolo 1 sul consenso informato, l'1 bis che parla del fine vita, delle cure palliative e della sedazione palliativa profonda continua, il 2 che norma gli incapaci e i minori".

"Ora stiamo affrontando l'articolo 3 che è sulla disposizione anticipate di trattamento (Dat), andremo avanti, i tempi di discussione sono molti ridotti, nella prossima seduta di assemblea ci saranno le dichiarazioni di voto e il voto finale", spiega.

Il provvedimento passa poi al Senato, dove tuttavia non dovrebbero ottimisticamente essere previste sorprese visto che i gruppi parlamentari della Camera e di Palazzo Madama hanno interlocuito durante l'iter a Montecitorio.

"Nell'articolo 1 c'è un passaggio che come medico ritengo fondamentale e per me è un vanto perché l'emendamento l'ho scritto io - svela la Amato - l'idratamento artificiale e la nutrizione artificiale diventano trattamenti sanitari, quindi serve l'indicazione medica e si fanno attraverso dispositivi sanitari. È importante perché afferma il diritto del paziente, su tutto il territorio nazionale, di dire 'basta, toglietemi la nutrizione' e la idratazione artificiale, non bevande e cibo, ma drenaggi e aghi. Si può cioè rinunciare a tutti i trattamenti sanitari e lo Stato non deve abbandonare nessuno, mentre oggi per farlo si deve ricorrere al giudice".

"È vero che l'orientamento giurisprudenziale già va verso la volontà del paziente, ma non tutti si sentono di mettere in pubblico la sfera privata della malattia - spiega - La legge prevede che il medico rispetti le volontà del paziente, accertandosi che abbia capito. Ciascuno ha la possibilità di scrivere un documento, secondo le modalità indicate nella legge, in cui esprimere le proprie volontà ora per allora, non è un modulo dove si mettono delle crocette, è piuttosto l'espressione di una volontà complessiva".

"Le disposizione anticipate di trattamento (Dat) - aggiunge la Amato - si scrivono sapendo che le volontà che si esprimono sono vincolanti per il medico che le affronterà, salvo siano palesemente incongrue rispetto allo stato clinico. Ci si può cioè salvare da uno shock anafilattico, ma se si è in stato di incoscienza è chiaro che il medico non ti lascia morire. Il medico quando sei cosciente ti deve informare, quindi si relaziona con te. La relazione attualmente pende troppo dalla parte del medico, quindi con questa legge si è voluta dare piú voce al paziente".

"La nuova legge, poi, introduce studi su cure palliative e comunicazione nel fine vita negli studi universitari. Un passo avanti nel complesso percorso non solo normativo ma culturale per rafforzare e umanizzare la relazione di cura, con la persona al centro, con equipe formate, capaci di comunicare, in cui il tempo della comunicazione sia riconosciuto, e per la conquista di maggiore dignità nel fine vita", conclude la parlamentare.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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