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LA GUERRA TRA USA E CINA SU HUAWEI E ZTE:
A RISCHIO LA SPERIMENTAZIONE 5G A L'AQUILA

Pubblicazione: 22 maggio 2019 alle ore 06:15

L’AQUILA - L’iscrizione di Huawei, colosso cinese della telefonia, e Zte nella "Entity list", la lista nera che vieta alle aziende statunitensi di avere rapporti commerciali con i componenti della lista, nonostante la tregua di 90 giorni concessa dal governo americano, potrebbe avere ripercussioni sul sito aquilano di Zte, insediato al Tecnopolo d’Abruzzo, con rischi per la sperimentazione del 5G nel capoluogo abruzzese, che è una delle 5 città in cui è stato avviato il progetto del Mise.

L’eclatante decisione è stata presa dal presidente americano Donald Trump, che nei giorni scorsi ha lanciato un affondo nei confronti di Huawei con un ordine esecutivo, poi sospeso, che mette al bando l’acquisto dei prodotti del colosso cinese da parte di società statunitensi sul territorio perché considerati “una minaccia agli interessi nazionali”.

In sostanza, secondo il governo statunitense, i prodotti potrebbero mostrare il fianco a un’eventuale attività di spionaggio del governo di Pechino a danno di quello di Washington. 

La scelta si ripercuoterebbe inevitabilmente sulla quotidianità di moltissimi utenti, che si ritroverebbero con uno smartphone Android, ma senza tutti i prodotti collegati all’azienda americana GoogleGmail, Chrome, le app di Docs, YouTube, Maps e senza aggiornamenti di sistema con nuove funzioni.

Huawei, inoltre, sarebbe fuori dai giochi per la fornitura di infrastrutture e per il 5G, la rete di nuova generazione che ha già debuttato oltreoceano.

In quest’ottica, il sito dell’Aquila di Zte, che sta sviluppando la tecnologia 5G, attraverso un importante progetto di sperimentazione, potrebbe subire dei rallentamenti o addirittura una stasi, anche se al momento non ci sono comunicati ufficiali in merito.

“Huawei è leader globale nello sviluppo e implementazione della tecnologia 5G. Siamo disponibili e pronti a collaborare con il governo degli Stati Uniti per identificare misure efficaci al fine di garantire la sicurezza dei prodotti. Limitare la possibilità per Huawei di operare negli Stati Uniti non renderà il Paese più sicuro né più forte. Al contrario, questa decisione costringerà gli Stati Uniti a usare prodotti di qualità inferiore e più costosi, relegando il Paese in una posizione di svantaggio nell’adozione delle reti di ultima generazione e, in ultima analisi, danneggerà gli interessi delle aziende e dei consumatori statunitensi. Inoltre restrizioni ingiustificate violeranno i diritti di Huawei e solleveranno ulteriori questioni legali”, si legge in una nota del colosso cinese, inviata a seguito della decisione di Trump.

Francia e Germania così come il Regno Unito hanno già negato il supporto su questa vicenda agli Usa e l’Italia per ora è rimasta ferma sulle proprie posizioni di apertura alla Cina, anche in virtù del recente accordo della nuova via della Seta. Attualmente, Huawei quindi rimane in Italia solido partner di Vodafone, Tim e Wind Tre per lo sviluppo del 5G, ma passati i 90 giorni, le cose potrebbero cambiare. (a.c.p.)



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