LA LFOUNDRY LASCIA CONFINDUSTRIA, ''ABBIAMO UNA VISIONE DIVERSA''

Pubblicazione: 30 marzo 2016 alle ore 08:30

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L'AQUILA - La LFoundry Srl ha lasciato Confindustria. La più grande impresa della provincia dell'Aquila, nata dalla trasformazione della Micron, che conta circa 1.600 dipendenti, sbatte la porta con una lettera di fuoco ai vertici provinciali della Confederazione. Un fatto che conferma le difficoltà di gestione dell'associazione indebolita da abbandoni eccellenti ma anche dal calo di iscritti dovuto ai fallimenti di diverse imprese.

Ma l'addio dell'ex Micron spiegato nella lettera apre un fronte preoccupante: "I recenti cambiamenti intercorsi nella nostra visione e missione aziendale ci portano ad avere sempre maggiore necessità di autonomia di pensiero e di movimento rispetto a come codesta spettabile associazione si è mossa recentemente ai suoi vari livelli", scrive l'amministratore delegato Sergio Galbiati al Consiglio direttivo di Confindustria e al direttore Carlo Imperatore.

Galbiati, protagonista della trasformazione societaria del colosso con sede ad Avezzano, attraverso la costituzione della Marsica Innovation Technology (Mit) che nel 2013 ha stretto accordi con la tedesca LFoundry per mantenere in piedi una delle maggiori fonti di occupazione della provincia, "comunica il recesso dall'associazione ad effetto immediato".

La decisione, assunta già a dicembre ma naturalmente mantenuta riservata, è stata anche oggetto di una riunione del Consiglio direttivo di Confindustria L'Aquila, organizzazione guidata da Marco Fracassi e di cui Galbiati è persino vice presidente.

Il dissenso della società è evidentemente rivolto alla Confindustria nazionale, ma anche a quelle regionale e provinciale, attraversate da lotte intestine che nel corso degli ultimi anni hanno minato la forza di cui l'associazione degli industriali godeva in passato.

Un declino iniziato con la fragorosa denuncia, nel luglio 2014, sulla gestione personalistica dei Qip (Quick impact projects), gli interventi di microfinanza a fondo perduto (per un totale di 410 mila euro) dedicati nuove iniziative imprenditoriali nel cratere sismico.

Le presunte "anomalie" consistettero nell’assegnazione dei finanziamenti a persone che ricoprono ruoli di vertice e dirigenziale all’interno di Confindustria, comunque parenti o strettamente legate a questi ultimi.



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