PARERE NEGATIVO DELL'ENTE A RILASCIO AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE;
SINDACO BERGHELLA, ''NON DOVEVA RIAPRIRE''; PER FEBBO ''DECISIONE ASSURDA''

LA REGIONE FERMA SANSIFICIO TREGLIOPER RAGIONI IGIENICO-SANITARIE

Pubblicazione: 07 novembre 2017 alle ore 14:08

CHIETI - Parere negativo della Regione Abruzzo, autorità competente per legge, al rilascio dell’autorizzazione unica ambientale richiesta dai Sansifici Vecere di Treglio (Chieti), necessaria per proseguire l’attività per altri 15 anni. 

Il no arriva per ragioni igienico-sanitarie e urbanistiche. 

Già durante la Conferenza dei servizi per discutere della questione, a Pescara lo scorso 30 gennaio, erano stati espressi pareri negativi dal Comune di Treglio, territorio dove si trova il sansificio, per il problema delle emissioni nell’aria, per ragioni igienico-sanitarie e di rispetto ambientale e per tutelare la salute pubblica delle migliaia di persone che vivono nella zona. 

Nella stessa occasione, anche la Asl aveva dato “parere non favorevole, considerato che non si conosce la qualità dell’aria della zona e per il rischio per la salute pubblica poiché il sansificio è classificato come industria insalubre di primo grado”.

Al tavolo di lavoro del 30 gennaio scorso presero parte anche i rappresentanti del Comune di Rocca San Giovanni (Chieti), Sasi spa per gli scarichi, l'Arta Abruzzo, l'Asl Lanciano-Vasto-Chieti; il Servizio di gestione e qualità delle acque della Regione e il movimento Nuovo senso civico, quale portatore d'interesse. 

Il Comune di Treglio, nella conferenza dei servizi, aveva anche chiesto che il procedimento autorizzativo venisse assoggettato a Vinca, valutazione di incidenza ambientale, dato che il sansificio Vecere si trova a ridosso di un sito di interesse comunitario, il “Fosso delle farfalle”, e che quindi nella programmazione territoriale si deve tenere conto della valenza naturalistico-ambientale dei luoghi e che lo studio di impatto ambientale dovrà contenere anche gli elementi sulla compatibilità fra progetto e finalità conservative del sito. 

L'autorizzazione di Vecere era scaduta il 21 dicembre 2016 e aveva ottenuto una proroga di 90 giorni all'esercizio, terminato a fine marzo 2017. 

LE REAZIONI

SINDACO TREGLIO, "PIANO INDUSTRIALE VECERE NON RISPONDE A REQUISITI, SANSIFICIO NON DOVEVA RIAPRIRE"

“Ci siamo presentati all'incontro - ricorda il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella - ribadendo il nostro no all'autorizzazione, tra le altre cose perché la società ha presentato un piano industriale  identico a quello del 2011, quando scattò l'inchiesta della Procura di Lanciano con il sequestro dell'impianto produttivo e furono rilevate irregolarità e incongruenze nella struttura, che, così com'è adesso, è limitata e non è capace, a livello di emissioni, di rispettare i limiti imposti dalla legge, ad esempio per quanto concerne  il monossido di carbonio ed altre sostanze inquinanti volatili”.

"Sulla questione nel luglio 2017 c'è stata una sentenza di condanna per l'amministratore unico della società Sansifici Srl a 6 mesi di arresto, convertiti in 40 mila euro di pena pecuniaria", prosegue il primo cittadino. 

“La società - evidenzia Berghella - avrebbe dovuto presentare un progetto in cui venissero individuate e adottate le migliori tecnologie disponibili o Best available techniques, Bat, ovvero le tecniche impiantistiche, di controllo e di gestione che - tra quelle tecnicamente realizzabili ed economicamente sostenibili - garantissero bassi livelli di emissione di inquinanti, l'ottimizzazione dei consumi di materie prime, prodotti, acqua ed energia e un’adeguata prevenzione degli incidenti. Invece il progetto presentato non ha soddisfatto i criteri richiesti e di qui la bocciatura".

“Quest'anno - sottolinea ancora Berghella - l'azienda non avrebbe dovuto riaprire i cancelli, essendo senza autorizzazione. Invece l'ha fatto. E la ricomparsa del fumo dal camino non ha soltanto buttato nello sconcerto la cittadinanza ma rischia di minare il rapporto di fiducia che la stessa dovrebbe avere con le istituzioni. I cittadini sono tornati a lamentarsi, in questa circostanza, per l'odore acre ed il fumo. Inoltre l'azienda ha creato confusione e false aspettative negli imprenditori agricoli, dato che adesso, dopo il provvedimento regionale, ha dovuto spegnere il camino e smettere di  ricevere sansa da destinare alla lavorazione. 

“La mia preoccupazione - fa presente ancora  il sindaco - è di trovare ora una soluzione affinché non vengano penalizzati gli imprenditori agricoli e i frantoiani. Per questo motivo sono in contatto con l'assessore regionale alle Politiche agricole, Dino Pepe, e il vice presidente della Giunta, Giovanni Lolli, con delega alle Attività produttive. L'irresponsabilità dell'azienda, infatti, generato il caos. L'impianto di cui parliamo è classificato come insalubre di prima classe e secondo l'autorizzazione del 2011 si sarebbe dovuto delocalizzare, in accordo con l'azienda, che però non ha mai voluto sentire ragioni”.  

“Si tratta - conclude Berghella - di una vicenda che interessa tutto il territorio e non solo il Comune di Treglio e per questo sabato scorso c'è stata una riunione con i sindaci dei centri limitrofi, che condividono appieno la linea dell'amministrazione comunale di Treglio, sia nella necessità di trovare una immediata soluzione al problema che si è creato per i frantoiani, sia nell'avviare un inderogabile  progetto di delocalizzazione. I sindaci inoltre chiedono un impegno immediato e un incontro in Regione per  una soluzione condivisa ed efficace”. 

LA REPLICA DI MAURO FEBBO (FI) ‘’DECISIONE ASSURDA A DANNO FILIERA OLEARIA’’

Immediata la replica del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, che sollecita la Regione a intervenire ‘’tempestivamente per riaprire e riattivare il sansificio ‘Vecere’ prima che venga danneggiata in maniera irreparabile la stagione 2017 della raccolta delle olive. Questo esecutivo regionale si assumerà la responsabilità di aver distrutto il nostro olio extra vergine d’oliva per incapacità di trovare una soluzione al problema inerente lo stabilimento sito in Treglio”. 

"Siamo in piena campagna olearia - tuona in una nota il consigliere - ed è inconcepibile come l’unico sansificio regionale venga improvvisamente chiuso mettendo in ginocchio e in difficoltà sia i frantoi sia le aziende agricole che proprio in queste settimane sono in piena attività con la raccolta delle olive. Sono più di 400 frantoi per conto delle 60 mila aziende agricole che conferiscono sanse allo stabilimento di Treglio, per un quantitativo pari a 40 mila tonnellate. generando un fatturato di oltre 10 milioni di euro”. 

“Dietro i 400 frantoi - sottolinea Febbo - ci sono le 60 mila piccole, medie e grandi aziende agricole, che da oggi si trovano in seria difficoltà nel momento in cui gli stessi frantoi saranno costretti a chiudere i cancelli perché impossibilitati a smaltire il loro sottoprodotto. Una pasticcio enorme causato dall’inefficienza e dalla leggerezza di assumere decisioni concrete e risolutive da parte della Regione Abruzzo”. 

“L’attività del sansificio - spiega ancora il consigliere regionale - rappresenta nella filiera olivicola una fase fondamentale senza la quale sarebbe impossibile la produzione dell’olio extra vergine di oliva. Da cinquant’anni lo stabilimento Vecere è un punto di riferimento dei frantoi sia della regione Abruzzo, sia delle vicine regioni Marche e Molise. Oltre al danno arriva anche la beffa. Tutto questo sarà vantaggio i nostri competitor stranieri che riescono a trarre profitto sull’intera filiera dell’olio e uscire con il prodotto finito a prezzi molto più bassi”. 

“Infatti la chiusura del sansificio causerà la perdita di competitività al settore olivicolo abruzzese aggravando i nostri produttori di olio di ulteriori costi di trasformazione visto che fino a ieri ricavano utile dalla vendita della sansa, ma da domani saranno costretti a smaltire, non si sa in quale maniera, questo rifiuto con un aggravio di costi. Basti vedere come esempio il recente ritrovamento di scarti buttati nella riserva di punta penna a Vasto”, afferma quindi l'esponente di Forza Italia. 

“Pertanto - conclude - auspico che la Regione Abruzzo intervenga immediatamente al fine di trovare una soluzione risolutiva e immediata, visto che il mondo agricolo e gli agricoltori proprio in questi giorni sono impegnati nella raccolte delle olive per la stagione 2017, prima che venga compromesso in maniera irreparabile un settore importante e prezioso come la filiera olivicola”.



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