LA RIPRESA CHE NON C'E': CNA, ALL'AQUILA
E TERAMO PERSE 2.640 IMPRESE ARTIGIANE

Pubblicazione: 23 febbraio 2018 alle ore 10:18

L'AQUILA - "Dal 2009 al 2016, nelle due province dell'Aquila e di Teramo, si sono perse 2.640 imprese artigiane, su 31.386 iscritte, ben il 7,3% del totale. Un dato estremamente negativo, che richiede investimenti importanti, da parte della Regione, per incentivare il settore".

Sono i numeri forniti dal direttore della Cna di Teramo, Gloriano Lanciotti, che è anche presidente della Camera di commercio teramana, nel corso dell'incontro con i candidati alle prossime elezioni politiche, che si è svolto nella sede della Confederazione artigianato.

Al dibattito, moderato dalla giornalista Monica Pelliccione, hanno preso parte il presidente Cna di Teramo, Bernardo Sofia, il presidente Cna dell'Aquila, Gianfranco Torrelli e il direttore, Agostino Del Re, oltre ai candidati dei due collegi, L'Aquila-Teramo.

Un'occasione per presentare la piattaforma rivendicativa elaborata dalla Cna, che riguarda i due territori e che sarà trasmessa alla Regione.

"A breve partirà il processo di fusione delle Camere di commercio aquilana e teramana, per la formazione della Camera del Gran Sasso d'Italia", ha sottolineato Lanciotti, "l'obiettivo è trovare insieme le soluzioni per far ripartire questo territorio, anche con le giuste misure economiche. La perdita, in pochi anni, di 2.640 imprese , a cui si aggiungono i disastrosi effetti del sisma del 2009 e di quello del 2016, richiede misure economiche dirette e puntuali, che non possono essere prorogate".

Una linea condivida da Sofia, che ha sottolineato "l'importanza delle Pmi che rappresentano, su scala nazionale e locale, il 99,4% dell'imprenditoria. Alla Regione, a i parlamentari che verranno eletti, chiediamo un impegno concreto sul piano dell'accesso al credito, della riduzione della pressione fiscale, dello snellimento delle procedure burocratiche e dell'accesso delle piccole e medie imprese al mercato degli appalti pubblici".

La Cna, nella piattaforma rivendicativa, chiede alla Regione di destinare 1,5 milioni di euro al rifinanziamento del fondo di garanzia gestito da Artigiancassa, 1 milione di euro per rifinanziare il progetto di "trasmissione di imprese", che consente di trasferire un'azienda di un imprenditore che cessa l'attività a giovani che intendono rilevarla, 300 mila euro alla formazione, altrettanti all'apprendistato professionalizzante nell'artigianato, 1 milione di euro al progetto bottega- scuola 800 mila euro ai Centri di assistenza tecnica previsti dalla legge regionale 23 del 2009, 1 milione di euro all'artigianato digitale, 300 mila euro alla valorizzazione dell'artigianato artistico.

"L'insieme di tutte queste azioni", hanno rilevato Lanciotti e Del Re, "assorbe poco più di 7 milioni di euro, ma impatta su oltre 3mila imprese artigiane, con la possibilità di creare tra i 500 e i 700 nuovi posti di lavoro. Negli ultimi quattro anni la Regione non ha investito un solo euro nel settore dell'artigianato".

 



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