LA RIVOLUZIONE TUTTA IN ROSA DI ELENA MARINUCCI
UNA BIOGRAFIA TRA BATTAGLIE E MOVIMENTO FEMMINISTA

Pubblicazione: 06 novembre 2017 alle ore 20:00

Presentata in anteprima all'Aquila la biografia di Elena Marinucci
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L’AQUILA - "L'Italia sta vivendo una grossa regressione politica, sociale e culturale. Chissà, forse saranno proprio le donne, le mie donne a migliorare le cose".

Vive tra preoccupazioni e speranze l'aquilana Elena Marinucci, storica esponete del Partito socialista, senatrice e parlamentare europea, accolta questo pomeriggio all'Aquila in un'affollata Sala Rivera di Palazzo Fibbioni, in occasione della prima assoluta della sua biografia, Una rivoluzione positiva, scritta dalla storica Anna Maria Isastia.

L'evento è statao curato dal Club Soroptimist, di cui l'autrice è socia.

Presenti, tra gli altri, l'assessore comunale alla Cultura Sabrina di Cosimo, per il club Lea Contestabile, a moderare l'incontro la giornalista Maria Rosaria La Morgia.

"L'Italia in questo momento sta vivendo una grossa regressione politica, sociale e culturale - ha lamentato la Marinucci ad AbruzzoWeb - Questa politica non mi piace, il Partito democratico non mi piace, hanno affossato e distrutto il partito socialista e stanno facendo la stessa cosa con la sinistra. Chissà, forse saranno proprio le donne, le mie donne a migliorare le cose. Con l'augurio che si possa ripartire proprio dalle speranze per rendere questo, un posto migliore".

"Queste affermazioni di stima da parte della mia gente mi commuovono sempre - ha aggiunto - a dispetto delle apparenze mi reputo una donna molto timida e estremamanete riservata. E, soprattutto, le cose ho sempre preferito farle e non raccontarle. Anna Maria, poi, è stata molto cara, ha stanato e vinto le mie timidezze e dopo fiumi di parole, che si sono intrecciate ai ricordi di una vita intensa e molto lunga, è arrivato il libro!".

"Ne è uscito un libro molto particolare e che spero piaccia. Ci sono io, con le mie battaglie, le mie lotte per affermare la dignità delle donne, colonna portante e bene prezioso della società sa sempre", ha commentato su un'opera che "ho sempre difeso fin dagli inizi del mio percorso politico, spendendomi in prima linea prima con i gruppi di autocoscienza degli anni'70, periodo caldo della rivoluzione femminista", insieme alla scrittrice Dacia Maraini con la quale fondò il gruppo del Teatro della Maddalena e poi da senatrice, quando ottenne la riduzione delle tempistiche per il divorzio con la legge 74.

Nominata poi da Bettino Craxi responsabile femminile nazionale del partito, si spese ed ottenne l'inserimento delle quote ''rosa'' all'interno del partito. 

"È difficile oggi rapportarsi con gli uomini e ne sono molto rammaricata - ha spiegato ancora la Marinucci - e sulle donne si dicono tante cattiverie. Ancora adesso si cerca di trovare una giustificazione anche quando la donna è vittima di abusi, soprusi e violenze, come nell'antico codice di Hammurabi: come se una minigonna, o un trucco vistoso, possano autorizzare chiunque a commettere violenze!".

"Nei secoli la donna - ha detto ancora - è stata sempre sottomessa al volere dell'uomo, per la famiglia, per il quieto vivere o perchè semplicemente più debole. Dopo tante battaglie per la nostra autodeterminazione, però, la violenza c'è sempre e molto spesso resta impunita. Io non mi stancherò mai di dirlo: denunciate, fatelo sempre e non abbiate paura!".

"Per me è importante 'battezzare' questo volume qui all'Aquila, che ha visto nascere questa grande donna e ne ha seguito il percorso. Un percorso che lei definisce casuale, ma nulla accade realmente per caso!", le parole della Isastia. 

"Cercavo del materiale online per un altro volume e ho notato con estremo rammarico - ha spiegato come è nata l'idea del libro - che non c'è nulla al di fuori di poche nozioni sulla vita, sulle opere e il grande lavoro della Marinucci. Le ho chiesto quindi un incontro e abbiamo cominciato a chiacchierare. Sono usciti fuori tanti documenti, foto, libri e ricordi che non potevo non raccogliere a imperitura memoria di un personaggio che reputo importante non solo per gli aquilani, ma per tutti gli italiani".

"Questo è dunque libro importante - ha voluto rimarcare - anche per i nostri giovani che hanno perduto la memoria dei fatti importanti del secolo scorso. Giovani che non hanno ideologie e punti di riferimento e che possono confrontarsi adesso con la storia, quella di Elena e vista da Elena, una donna con una cultura politica molto chiara e lucida, lontana, intelelttualmente, dagli stereotipi di oggi con cui ci confrontiamo".

"Mi sono mossa partendo dalla sua storia - ha concluso - strutturando il personaggio anche all'interno della sua importante e rigorosa formazione giuridica".

"Perché definiamo Elena rivoluzionaria? - ha commentato Lea Contestabile - Perché ha iniziato quarant'anni fa, quando il femminismo ancora non era eccessivamente diffuso. Leggendo il libro sono rimasta straordinariamente sorpresa nel ricordare tutte le battaglie che nel corso degli anni sono state combattute per i diritti delle donne. Purtroppo, però, molte delle donne che a quelle battaglie hanno preso parte dimenticano oggi di trasmettere alle nuove generazioni la fatica fatta per ottenere quelli che oggi sembrano diritti elementari".

"Se oggi sono qui nelle vesti di assessore lo devo anche alla Marinucci - ha commentato la Di Cosimo - perchè è stata lei che ha spianato l'ingresso di noi donne in politica. Non solo per L'Aquila ma per tutto il Paese è stata una donna speciale, con un'aura intorno che è assolutamente meritata".

 



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