LABORATORI GRAN SASSO: ''ESPERIMENTO SOX A PROVA DI ESPLOSIONE NUCLEARE''

Pubblicazione: 23 ottobre 2017 alle ore 17:17

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L’AQUILA - “Daremo spiegazioni a chiunque abbia una domanda sensata. Tutto è permesso, ma dire ‘no perché è nucleare’ non è un’opzione. C’è un limite a quello che è un civile dibattito”.

Così il presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), Fernando Ferroni, risponde alle richieste di sospendere l’esperimento Sox, arrivate dal vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, e da associazioni ambientaliste e cittadini, dopo la scoperta di un trasporto di prova di materiale radioattivo, Cerio-144, trasporto che avverrà effettivamente nel 2018 nei Laboratori nazionali del Gran Sasso.

“LA PREFETTURA HA CHIESTO DI NON DIFFONDERE LA NOTIZIA”

Nell’ambito di un tavolo interistituzionale sul sistema acqua del Gran Sasso, la Regione ha contestato la modalità ‘silente’ con cui è avvenuto il trasporto di prova due settimane fa.

“Credo ci sia stato un malinteso tra Prefettura, noi e Regione - dice Ferroni - Credo che la Prefettura abbia che, peraltro, non è che sia una cosa che non si vede: è un camion con contenitori speciali usati per trasportare sorgenti. Se si viaggia in autostrada e si guarda con attenzione, in Italia si trasportano sorgenti, di natura diversa da questa, dai centri di produzione dei radioisotopi in tutti gli ospedali”.

“TUTTO IL PROCESSO AUTORIZZATO”

Per il presidente Infn “la parola nucleare dà luogo a immediati brividi, ma tutto va spiegato con pazienza e attenzione, partendo dal fatto che l’Italia è un Paese dove le leggi sul controllo della radioattività sono molto severe”.

“Tutto il processo autorizzativo che ha avuto questo generatore di neutrini è stato conforme alle leggi italiane e tutti gli organi competenti lo hanno esaminato” ha assicurato.

Questo, per Ferroni, “non esime i ricercatori dell’esperimento da un’azione di spiegazione per chiunque abbia una domanda sensata”.

“ABBIAMO GIA’ OSPITATO RILEVATORI SIMILI”

“Il laboratorio del Gran Sasso ha già ospitato un generatore di neutrini del tipo che si sta preparando per l’esperimento Sox. Questo oggetto, autorizzato da tutti gli organi competenti, sarà un paradosso, ma è a prova di esplosione nucleare”, ha poi ricordato Ferroni.

Il materiale radioattivo, ha ricordato, è “in un contenitore di Tungsteno che lo protegge da ogni interferenza e protegge noi”.

“All’esterno del contenitore - ha aggiunto - produce solo neutrini che si aggiungono ai miliardi che il Sole ci manda, ma che non fanno male”.

Sempre sulla sicurezza, Ferroni ha ricordato che il laboratorio “deve essere schermato da ogni tipo di radiazione possibile: qui ammettiamo solo i neutrini o la mitica materia oscura, non altro”.



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