LA SORELLA DI FILIPPONE, ANTONELLA, AL CORRIERE DELLA SERA: ''ERO SU VIADOTTO MA MI HANNO IMPEDITO DI PARLARGLI, NONOSTANTE LUI AVESSE CHIESTO DI ME''

LANCIA FIGLIA E SI SUICIDA: MEDIATORE, ''VITA
CAMBIATA 15 MESI FA CON MORTE MADRE''

Pubblicazione: 22 maggio 2018 alle ore 11:34

PESCARA - "La morte della madre è stato uno dei fattori che hanno provocato la decisione di Fausto Filippone", dice a Radio Capital lo psichiatra Massimo Di Giannantonio, che per sette ore ha cercato di convincere l'uomo a non uccidersi.

Filippone, 49 anni, dirigente della Brioni, si è suicidato domenica scorsa gettandosi dal viadotto Alento dell'autostrada A14, poche ore dopo aver gettato nel vuoto la figlia di dieci anni, Ludovica; la moglie, Marina Angrilli (51) era morta la mattina dopo essere precipitata da un appartamento a Chieti, di proprietà del marito, che è sospettato anche della sua morte.

Si attende intanto l'esito delle autopsie delle due vittime della tragedia, e proseguono serrate le indagini.

"Filippone ha detto - che la sua vita era irreversibilmente iniziata a cambiare in termini intollerabili 15 mesi prima - ha spiegato Di Giannantonio - E tra gli episodi che l'hanno resa intollerabile, Filippone ha detto che c'era anche la perdita della madre".

Come le è apparsa la figlia sul cavalcavia? "La bimba era sotto shock. Si rendeva conto del dramma che stava vivendo e che non aveva nessun tipo di difesa dal padre", risponde Di Giannantonio.

Lei professore ha pensato che avrebbe potuto fare qualcosa di più? "No - ha sottolineato Di Giannantonio a Radio Capital - mi sono trovato davanti a un muro. Filippone diceva che nella sua mente non c'era né la possibilità di essere perdonato né di comprendere le ragioni di quello che aveva fatto. Nella mente di Filippone tutto era già finito".

In un'intervista al Corriere della Sera, intanto, la sorella di Filippone, Antonella, ha raccontato che "le forze dell'ordine mi hanno tenuto in un angolo su quel viadotto per cinque ore senza mai farmi parlare con mio fratello, eppure era stato lui a chiedere di vedermi. Poi Fausto si è buttato e io sono ancora qui, senza una spiegazione...".

 Di Giannantonio, interpellato sulla questione nel corso della trasmissione Storie Italiane su Rai Uno, ha poi confermato che la donna non è stata fatta avvicinare dopo una attenta valutazione della situazione fatta con le forze dell'ordine: si temeva che l'uomo volesse solo dare l'addio alla sorella per poi gettarsi nel vuoto.

Potrebbero intanto emergere dalle autopsie su mamma e figlia elementi utili alle indagini sulla tragedia.

Non tanto da quella sulla piccola Ludovica, 10 anni, che - sembra ormai certo - è morta sul colpo dopo un volo di 40 metri, ma piuttosto dall'esame sul corpo di Marina.

L'attenzione della Polizia, infatti, si concentra su quanto accaduto nell'appartamento di Chieti Scalo la mattina di domenica 20 maggio.

Suo marito infatti, subito dopo è andato a prendere la figlia dai parenti, l'ha portata sul viadotto Alento dell'A14 a Francavilla al Mare, l'ha lanciata di sotto e si è ucciso allo stesso modo dopo sette ore di trattative.

Si scava nelle ultime ore di vita della coppia. Sembra, infatti, che i familiari non sapessero che i due coniugi, una volta usciti, dopo aver lasciato la figlia da nonni e zii, erano diretti all'appartamento di Chieti.

Gli uomini della squadra Mobile di Chieti, diretti da Miriam D'Anastasio e coordinati dal pm Lucia Anna Campo, stanno lavorando ininterrottamente da due giorni.

A Chieti Scalo, attorno a mezzogiorno, l'unico testimone ha visto Marina Angrilli quando era già a terra nel cortile del palazzo.

Accertato che non vi sono testimoni oculari delle fasi precedenti, si lavora comunque per raccogliere ogni elemento utile.

Oltre a ricostruire quanto accaduto nell'appartamento, è ancora tutto da individuare un possibile movente.

Dopo aver ascoltato i parenti della famiglia Filippone, si continua a lavorare a 360 gradi per definire il contesto in cui è maturata la tragedia.

Secondo le testimonianze e dagli elementi raccolti dagli investigatori della Mobile, non sembra che nella famiglia e nella relazione tra i due coniugi ci fossero problemi.

Tutto, infatti, porta a pensare ad una famiglia unita, che ha fatto attività insieme fino ai giorni precedenti. Non sono emersi comportamenti o episodi anomali che possano motivare la tragedia di domenica.

 



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