LANCIANO: DISCARICA CERRATINA, AMIANTO ANCORA
SU FIUME SANGRO, ''ASPETTIAMO I DATI DELL'ARTA''

Pubblicazione: 01 giugno 2018 alle ore 13:00

LANCIANO - "Ad oggi i pannelli di amianto sono ancora al loro posto, hanno solo un nastro bianco e rosso e intorno". Così in consiglio comunale a Lanciano (Chieti) i consiglieri di minoranza Angelo Palmieri e Gabriele Di Bucchianico, che hanno presentato un'interrogazione sulla discarica abusiva di Cerratina, dove a luglio 2017 sono state trovate centinaia di lastre di eternit.

L'assesore all'Ambiente, Davide Caporale, assicura che è stato fatto tutto il possibile ma, da luglio, nulla è cambiato. Le lastre di eternit sono in stallo a ridosso del fiume Sangro da mesi, il Comune ha apposto solo sigilli e segnaletica, come lamentato dai consiglieri di minoranza. A denunciare la situazione era stata l'associazione Arci Pesca e poi ancora l'associazione Nuovo Senso Civico.

Nessun intervento, ad oggi, eppure il rischio di contaminazione ambientale permane. 

"L'amianto è un killer silenzioso - spiega il consigliere Angelo Palmieri -. L'amministazione è venuta a conoscenza della situazione da luglio 2017. Sono trascorsi 9 mesi, come mai la discarica resta lì a cielo aperto? Il sindaco si è rivolto alla procura della Repubblica? I cittadini, i privati sono obbligati a provvedere allo smaltimento dell'amianto, non può sottrasri proprio il Comune. Ci sarebbe poi da monitorare la situazione nelle scuole, nell'ospedale. Queste verifiche sono state fatte?"

Nessun esposto alla Procura, nonostante l'annuncio del sindaco Mario Pupillo dal momento che, come chiarito dall'assessore Caporale: "sono intervenute le forze di polizia municipale ed è quindi superfluo".

"Ci siamo rivolti alla Asl per concordare la modalità di intervento appena abbiamo ricevuto la segnalazione - spiega Caporale -. Il primo settembre è stato richiesto all'Arta di procedere alla caratterizzazione e alla catalogazione dei rifiuti. Putroppo, da allora, l'Arta non ci ha inviato nessuna comunicazione e senza non possiamo procedere. Nell'attesa abbiamo già stanziato 10 mila euro per la futura rimozione e abbiamo provveduto a risistemare la perimetrazione dell'area". 

"C'è da dire che la stessa Asl non ha richiesto nessun intervento di rimozione d'urgenza, questo probabilmente perché l'amianto non si trova a ridosso di un centro abitato e perché è compatto e non dovrebbe rilasciare particelle nocive. L'Arta, ad oggi, non ha dato nessun riscontro. Questa amministrazione non può far altro che aspettare. Sono tempi lunghi e costi altissimi. Costi che gli incivili fanno ricadere su tutti i cittadini", conclude Caporale. (a. cal.)



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