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LANCIANO: RAGAZZO AFRICANO ''CACCIATO'' DA LOCALE, I TITOLARI, ''NESSUN RAZZISMO, ERA VENDITORE ABUSIVO''

Pubblicazione: 10 giugno 2019 alle ore 19:47

LANCIANO - "Questo post è per dissociarci dall’accusa di razzismo che ci è stata mossa contro, qualche giorno fa, da un cliente del bar".

Interviene così, dopo giorni di polemiche a Lanciano la nota Pasticceria Renè, in zona stadio, in merito alle accuse di razzismo avanzate nei confronti del locale a seguito del post del professor Remo Rapino, che ha raccontato di aver assistito all'espulsione di un ragazzo africano per motivi non meglio specificati mentre prendevano un caffè insieme.

Accuse forti che i proprietari respingono al mittente e alle quali, a seguito del clamore mediatico, e dopo il notevole danno di immagine arrecato al locale, è stato necessario rispondere pubblicamente su Facebook.

"All'inizio abbiamo deciso di lasciar correre , di non far niente insomma. Del resto, nessuno ci aveva chiamati in causa direttamente, neanche colui che ha mosso l’accusa", spiegano. 

"Fino a ieri, quando Zona Ventidue, ci ha citato come Pasticceria Renè Lanciano sulla propria pagina, sottolineando che ad oggi non vi era stata nessuna smentita o dissociazione da parte nostra riguardo all’accusa. Mi chiedo perché avremmo dovuto farlo dato che nessuno si è preoccupato di chiederci cosa fosse accaduto".
 
"Comunque, senza stare a romanzare, ecco la pura e semplice verità: quel ragazzo, stava vendendo abusivamente nel nostro locale, nel quale vengono pagate le tasse e questo è già un motivo sufficiente per chiedergli di andarsene, ma ci sono stati anche dei clienti che si sono lamentati, cosa che accade spesso".

"Forse non è chiaro che le persone che vanno a sedersi in un locale e pagano la consumazione, non vogliono essere disturbate, o comunque vogliono semplicemente godersi in pace il loro caffè".

"Ora, sfido chiunque ad aprire un’attività di questo tipo ed avere a che fare con questi venditori abusivi di continuo, ne vengono a decine durante una giornata".

"Sia chiaro, nel nostro locale non sono graditi venditori ambulanti di alcun tipo, non importa di che razza o colore essi siano. Sono ben accetti invece, tutti coloro che vogliano frequentare il bar nel rispetto degli altri clienti e di chi ci lavora, pagando, come fanno tutti".

"E qui concludiamo chiedendo a chi crede che vi sia razzismo in tutto questo: se il nostro locale, in 26 anni di attività, ha dato lavoro a rumeni, croati, polacchi, albanesi, argentini e brasiliani, come è possibile accusarci di razzismo?".

"Ci teniamo a far sapere che essendo indignati e offesi per l’accaduto, abbiamo assunto un legale che si sta occupando di queste diffamazioni gratuite", conclude la pasticceria.



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