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IL COORDINATORE CIACCHI: ''I SOLDI CI SONO MA TROPPA BUROCRAZIA, NON VA''

LAVORATORI SENZA STIPENDIO DA UN ANNO,
INSORGONO I SINDACI DEL ''CRATERE'' 2009

Pubblicazione: 07 marzo 2017 alle ore 07:00

di

L’AQUILA - “Le risorse per fare la ricostruzione le abbiamo, ma la macchina burocratica non cammina e dobbiamo capire perché”.

Così Sandro Ciacchi, uno dei due coordinatori dei sindaci del “cratere” del terremoto 2009, spiega ad AbruzzoWeb l’esigenza di convocare per giovedì prossimo, alle 15 nella sala della sede dell’ufficio speciale (Usrc) di Fossa (L’Aquila), un’assemblea plenaria di tutte le 56 fasce tricolori.

Numerosi sono i problemi, su tutti quelli dei fondi per il personale, senza stipendio da 2 a perfino 12 mesi a seconda del tipo di contratto, e per il funzionamento gli uffici.

A oggi sono attesi 1,2 milioni di euro, 700 mila dei quali per i 56 lavoratori con collaborazione coordinata e continuativa (Cococo), uno per ogni comune, e 500 mila per le 23 unità che si occupano della ricostruzione fuori cratere, nei territori limitrofi pure con edifici danneggiati.

Qualche impaccio, seppur di minori proporzioni, anche per i 23 lavoratori a tempo determinato, compreso il titolare dell’ufficio, Paolo Esposito, che attendono le prime due mensilità del 2017, in alcuni casi coperte solo da somme anticipate dal Comune di Fossa.

E ancora ci sono le spese di gestione dei vari uffici territoriali, stimate in altri 400 mila euro annui, che i Comuni, già alle prese con gravi difficoltà di bilancio, non si possono accollare.

Infine, il rilancio economico e produttivo grazie all’impegno sull’economia del 4% dei fondi totali per la ricostruzione.

“Parleremo dello stato dell’arte dei fondi per lo sviluppo - spiega Ciacchi proprio su questo punto - A che punto sono le domande già presentate e come vogliamo gestire le prossime risorse”.

Ciacchi svela che delle 322 domande presentate, un centinaio è stato scartato per vizi di forma non sanabili e le altre in valutazione, da parte dell’agenzia ministeriale Invitalia, e a fine marzo si avrà un risultato definitivo.

Secondo l’ex sindaco di Goriano Sicoli, “il problema dei problemi è costituito dai fondi per la gestione degli uffici. Non c’è solo il personale, ma abbiamo la necessità di aumentare i fondi per l’assistenza tecnica. Secondo quello che ci viene detto - prosegue - la gestione ordinaria degli Utr andrebbe finanziata dai Comuni, cosa che non può essere, perché hanno costi di gestione notevoli tra luce, telefono e altre spese. Questi fondi devono essere stanziati dal governo, e non credo che siano sotto i 400 mila euro l’anno”.

Quanto al personale precario, “per i Cococo dei 56 comuni ci hanno detto che c’è la previsione di un inserimento in fase di conversione in legge del decreto ‘Milleproroghe’, ma troppe volte promesse di questo genere poi non hanno dato risultati”, sbotta Ciacchi, entrando nel cuore del problema.

“Non arrivano le risorse nonostante siano stanziate per il 2016, la struttura di missione di Roma ragiona in modo troppo burocratico, c’è una diatriba per cui vogliono un altro passaggio al Cipe e non può essere”, rimarca aprendo il fronte polemico con l’organismo guidato da Giampiero Marchesi che, tra l’altro, ha avuto un bonus di 1,2 milioni di euro proprio per il funzionamento nell’ultima delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica.

C’è un ultimo tema, caldissimo, ma che non sarà oggetto della riunione: la sovrapposizione di ricostruzioni tra quella del 2009 e quella del 2016/2017.

“La trattano con i vari commissari, Vasco Errani e Luciano D’Alfonso, i Comuni che hanno quel problema, non è un tema da assemblea del vecchio cratere - conclude Ciacchi - Certo, è difficile decidere che cosa fare, a mio parere la valutazione dovrebbe spettare ai sindaci”.

I Comuni interessati in questa singolare dinamica sono 7: Capitignano, Campotosto e Montereale in provincia dell’Aquila e Castelli, Montorio al Vomano, Rocca Santa Maria e Tossicia in provincia di Teramo.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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