LAVORO: CGIL, ''L'ABRUZZO INTERNO STA SVANENDO, SUBITO FONDI PUBBLICI''

Pubblicazione: 06 gennaio 2017 alle ore 08:00

Umberto Trasatti
di

L'AQUILA - Rilanciare da subito gli investimenti pubblici nelle aree interne d'Abruzzo, "che stanno svanendo", utilizzando il 4 per cento dei fondi della ricostruzione post-sisma, per rilanciare così la grande occupazione in un momento – che dura da tanto – di emorragia occupazionale da depressione economica che rischia di portare a un disastro sociale senza precedenti.

Si apre il 2017 e Umberto Trasatti, segretario provinciale della Cgil aquilana, ripropone le sue speranze in un quadro, per sua stessa ammissione e supportata dai numeri, “che fa venire i brividi”.

“Quelli del 4 per cento – dice Trasatti ad AbruzzoWeb – sono fondi significativi, ma devono muovere la grande occupazione. Si può e si deve puntare a forti investimenti in settori strategici del territorio che portino occupazione stabile e di qualità. Anche perché, in due anni la provincia aquilana ha perso 17 mila posti di lavoro. Recuperarne non dico tutti, ma almeno una grossa parte, senza investimenti decisi è praticamente impossibile”.

“Ci sono alcuni progetti di sviluppo – prosegue il sindacalista – almeno i primi 10 presentati circa 9 mesi fa con i primi cento milioni dell'allora quota del 5 per cento dei fondi per la ricostruzione post-sisma, poi diventato il 4 strutturale, per un totale di 500 posti di lavoro. Mai tempi di realizzazione sono lunghi e basta una azienda, una fabbrica che chiude, per distruggere tutto il buono che si riesce a mettere in piedi”.

Trasatti poi ribadisce quanto detto e scritto parecchie volte, cioè la questione dell'Abruzzo “a due velocità, uno costiero e uno interno. Ecco perché urge una vertenza sulle aree interne. I posti di lavoro creati bene sono in altre aree d'Abruzzo, questo la classe politica regionale lo sa benissimo”.

“Quando a breve usciranno i dati, verificheremo che c'è davvero un Abruzzo a due velocità. Dalle associazioni di categoria ho potuto avere il quadro ufficiale della situazione. Tra aziende in crisi in provincia, dalla metalmeccanica alla chimica, alla carta e così via, ho potuto verificare quante aziende hanno chiuso – l'ultima la Vesuvius di Avezzano – a causa di fallimenti. E bisogna sempre ricordare che ci sono aziende al quarto anno di ammortizzatori sociali, ma da pochi giorni sono finite mobilità e cassa in deroga. E non abbiamo più gli strumenti per recuperare, con quell'80 per cento della nostra cassa integrazione che è straordinaria”. 

Complessivamente, secondo Trasatti, da un dato suddiviso per settori, c'è un grave problema di crisi industriale che riguarda il 30 per cento dell'occupazione in tutti i settori dell'industria. 

“Anche se si sono chiuse positivamente alcune vertenze – precisa – i numeri di recupero sono costantemente al ribasso”.

Un'attenzione particolare, Trasatti la mette sul settore dei servizi sul territorio, con riferimento in particolare alla riorganizzazione della sanità "che sta di fatto martoriando le aree interne". 

“La Cgil a livello nazionale – conclude – ha lanciato una proposta: piano straordinario per l'occupazione giovanile e femminile, che prevede in tre anni 30 miliardi di investimenti pubblici. Negli ultimi tre anni il governo ne ha spesi 34 sotto forma di incentivi, con risultati negativi che sono sotto gli occhi di tutti”. 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2017 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui