LAVORO: CGIL, 'SUBITO INVESTIMENTI NEGLI STABILIMENTI DENSO E PILKINGTON'

Pubblicazione: 16 aprile 2018 alle ore 16:15

 SAN SALVO  - "Il contributo che i lavoratori hanno pagato in questa fase di crisi è stato determinante. In questa situazione di difficoltà scontiamo i ritardi nella realizzazione delle opere infrastrutturali programmate ed in alcuni casi finanziate, il che aggrava ulteriormente le difficoltà di competitività e ulteriore sviluppo del territorio stesso.

E' solo uno dei problemi evidenziati  nel corso della riunione di rsu e Componenti dei Comitati Direttivi della Cgil, della Denso e Pilkington di San Salvo (Chieti), allapresenza dei Segretari provinciali delle Categorie Fiom e Filctem e del Segretario generale Provinciale Germano Di Laudo.

Tema della riunione è stato l’esame della realtà produttiva alla luce delle difficoltà, seppur diverse, che in questo periodo hanno investito i due stabilimenti.

"Denso e Pilkington nel corso degli anni, hanno rappresentato, e devono continuare a rappresentare, con la loro presenza e attività, - si legge nella nota della Cgil -  il motore di sviluppo principale del territorio, contribuendo in maniera determinante al passaggio da una economia prettamente agricola ad una industriale. L’economia abruzzese viene alimentata in maniera significativa dalla ricchezza prodotta da queste realtà".

La crisi che ormai va avanti dal lontano 2009 ha però "impedito il completamento di un percorso e di relazioni il cui fine doveva essere il definito ancoraggio strutturale al territorio, anche decisionale, in una economia globalizzata e finanziarizzata”.

Fin qui le due multinazionali, entrambe giapponesi, hanno messo in atto strumenti diversi per affrontare la situazione di difficolta. Una facendo ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, l’altra godendo dei frutti prodotti da una profonda ristrutturazione partita prima della crisi.

"Il contributo che i lavoratori hanno pagato in questo processo è stato determinante - evidenzia dunque il sindacato - in questa situazione di difficoltà scontiamo i ritardi nella realizzazione delle opere infrastrutturali che pur condivise, programmate ed in alcuni casi, con strumenti diversi anche finanziati, aggravano ulteriormente le difficoltà di competitività e ulteriore sviluppo del territorio stesso. Logistica, viabilità ed energia non possono più rimanere pura enunciazione ma bisogna individuare un percorso certo realizzativo. Digitalizzazione, portualità, ferrovia (ultimo miglio), autoporto, produzione e costi energetici, riciclo degli scarti prodotti, sono tutte tematiche da affrontare e risolvere definitivamente in tempi brevi".

La Cgil annincia infine di impegnarsi nei prossimi giorni su due versanti: incalzare la dirigenza delle due multinazionali, proprio alla luce del momento che stiamo attraversando e che produrrà uno stravolgimento del mercato e della produzione legata all’automotive, di chiarire le strategie e gli interventi da realizzare per il mantenimento, lo sviluppo ed i conseguenti livelli occupazionali.



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