PARLANO DUE DIPENDENTI E UN SINDACALISTA DI ROMA, ''FORTISSIME PRESSIONI
PER MANDARE VIA LAVORATORI, SUICIDIO ELEUTERI SPERIAMO SIA CASO ISOLATO''

LAVORO: ''METODO CARREFOUR'' TRA PAURE
E PSICHIATRI, ''GUAI NON SOLO A L'AQUILA''

Pubblicazione: 16 agosto 2017 alle ore 07:00

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L'AQUILA - “Spero che la magistratura faccia chiarezza e che il suicidio di Franco resti un caso isolato".

Così Massimo Riscaldati, direttore di filiale del marchio francese Carrefour su Roma, che ha concesso insieme al collega Carlo Amadei e al sindacalista Filcams Cgil Roma-Lazio Gianni Lanzi una lunga intervista su quello che loro stessi definiscono senza mezzi termini il "metodo Carrefour", che questo giornale approfondirà in più puntate da oggi e nei prossimi giorni.

Un metodo, dicono, "fatto di fortissime pressioni per abbattere i costi, ottenere demansionamenti e trasferimenti al fine di spingere alle dimissioni i lavoratori, con seri problemi, tra l'altro, di relazioni sindacali e di clima aziendale. Un metodo che è venuto fuori in modo evidente all'Aquila, ma che non riguarda solo la città abruzzese".

ll tutto in un'analisi che tocca punte drammatiche, con addirittura "richieste di aiuto a psicologi e psichiatri".

L'intervista arriva dopo due recenti casi aquilani: il reintegro di una dipendente iscritta alla Cgil stabilito dal tribunale del lavoro per licenziamento illegittimo, reintegro che ha portato al licenziamento del direttore Maurizio Panepucci, iscritto all'Ugl, e dopo il suicidio nella sua abitazione di Vazia, frazione di Rieti, di Franco Eleuteri, il 62 enne per 12 anni a capo del reparto macelleria di uno dei due punti vendita del capoluogo d'Abruzzo, quello di via Panella.

Proprio su quest'ultima, complicata vicenda, la procura della Repubblica reatina ha aperto un'inchiesta, per ora contro ignoti, con l'ipotesi di reato istigazione al suicidio; i carabinieri dell'Aquila hanno già ascoltato alcune persone i cui nomi Eleuteri, che con Panepucci e altre decine di dipendenti si era da poco iscritto al sindacato Ugl, avrebbe fatto in una lettera lasciata prima di togliersi la vita.

Lettera che farebbe pensare a una pesante situazione di mobbing cui ha più volte fatto riferimento sua moglie, Marina Alberti.

“Nel mio caso specifico - spiega Riscaldati - c'è una situazione di spostamenti e trasferimenti in filiali Carrefour con grosse problematiche. Le valutazioni annuali sono sempre negative e si cerca di ricondurre il tutto a una cattiva gestione di una persona, o almeno far risultare così, per poi passare alle pressioni".

"Nell'ultimo anno e mezzo - prosegue - sono stato trasferito tre volte, nonostante questo strida con i numeri che dicono altro, che hanno anche degli aspetti positivi. L'obiettivo di Carrefour è mettere sotto pressione i dipendenti in situazioni di scarso personale, di gestioni molto 'vulnerabili'”.

Nei mesi scorsi, Carrefour aveva annunciato oltre 600 esuberi per una ristrutturazione su una trentina di ipermercati dei 57 che ha in Italia, salvo poi accordarsi con i sindacati per esodi su base volontaria e utilizzo di ammortizzatori sociali. 

Eleuteri, va ricordato, aveva accettato una proposta di prepensionamento, giudicata dalla moglie "poco conveniente e arrivata dopo un periodo di attacchi di ogni genere, con ore ridotte e ferie forzate". 

“L'ultimo punto vendita in cui ho lavorato - racconta il sindacalista - è stato chiuso di recente, da meno di un mese. Nessuno è stato 'mandato a casa', ma sono state ricollocate dieci persone che lavoravano in un supermercato di circa 900 metri quadrati aperto dalle 6 alle 22. Chi è del mestiere, chi sta nel campo, capisce quali possano essere le difficoltà”.

Nella fattispecie, però, sottolinea il dipendente Carrefour, “alcune persone sono state ricollocate con dei forti punti interrogativi. C'è gente che da Roma è stata trasferita a Rieti, a Frascati, io stesso sono stato mandato a oltre 30 chilometri di distanza. Il che, per quel che mi riguarda, non è mai stato un problema. Il problema è dove vieni mandato, cioè in mercati sempre problematici”.

“A settembre prenderò servizio in un punto vendita che ha visto tre cambi di direttori nell'ultimo anno”, conclude.

Emissari dell'azienda e del sindacato Ugl si sono incontrati di recente a Roma, stabilendo ufficialmente una 'pax' al fine di "restituire tranquillità ai lavoratori e alla clientela dei supermercati Carrefour dell'Aquila".

L'avvocato aquilano Fabrizio Giancarli, che difende Panepucci e la moglie di Eleuteri, ha annunciato di voler impugnare il licenziamento dell'ormai ex direttore che era molto amico del macellaio. 

Il 16 luglio, una dipendente di via Panella aveva accusato un malore; iscritta e dirigente provinciale della Ugl, aveva tuonato il sindacato "dopo aver ricevuto, nel giro di pochi giorni, continui cambi di turni e di sede lavorativa ha accusato un malore sul posto di lavoro per cui è stato necessario l'intervento del 118 per il trasporto al pronto soccorso".

La diagnosi parlava di 'episodio sincopale durante l'orario di lavoro con cardiopalmo in paziente con stress psicofisico'. 

"Nel 2017 appare semplicemente assurdo che dei lavoratori debbano subire vessazioni di ogni genere solo per aver deciso di aderire ad una sigla sindacale invece che ad un'altra", le parole di rabbia di Giuliana Vespa, segretario generale Ugl dell'Aquila. 

Nel giugno del 2015 una donna, Patrizia Vaghini, dipendente di un punto vendita Carrefour di Piacenza rimasta senza lavoro, si era tolta la vita gettandosi nel Po.



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