MOVIMENTO CINQUE STELLE PREVALE QUASI OVUNQUE, SPARISCONO LE ROCCAFORTI ROSSE; IL PD NON TIENE NEANCHE DOVE CI SONO CANDIDATI TERRITORIALI

LE ELEZIONI RIDISEGNANO LA GEOGRAFIA
POLITICA DELL'ABRUZZO, VIA OGNI FEUDO

Pubblicazione: 09 marzo 2018 alle ore 07:00

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L'AQUILA - Con il Movimento cinque stelle che passa da 5 a 11 parlamentari, il centrodestra che resta a 7 e il centrosinistra che da 9 piomba a 3, le elezioni politiche di domenica scorsa hanno ridisegnato la geografia politica dell'Abruzzo, tingendo la regione di giallo, lasciando solo pochissime aree colorate di rosso e relegando il blu all'entroterra aquilano, che torna a dimostrarsi forzista e dove fa un esordio in grande stile il movimento di Salvini, che ottiene uno dei risultati migliori del Mezzogiorno.

L'istantanea dalle urnee fornisce un breve elenco di comuni dove il centrosinistra è maggioranza, Torano Nuovo e Crognaleto in provincia di Teramo, Prata d'Ansidonia, Sant'Eusanio Forconese, San Benedetto in Perillis e Cansano in provincia dell'Aquila, Abbateggio e Salle in provincia di Pescara, Arielli, Montelapiano, Rosello, Torrebruna e Palmoli in provincia di Chieti.

Se in alcuni di questi il risultato può essere dovuto alla presenza di esponenti più o meno di rilievo della politica regionale, come nel caso della val Vibrata e dell'entroterra teramano con il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale Sandro Mariani, o di Arielli, paese natìo del neo deputato del Pd Camillo D'Alessandro dove il Pd è arrivato al 34,30%, il voto ha anche fatto definitivamente tramontare l'automatismo per il quale candidati del territorio possano cambiare le sorti elettorali.

Basti pensare al clamoroso caso di Manoppello (Pescara), paese del presidente della Regione e neo senatore del Partito democratico Luciano D'Alfonso, dove il centrosinistra è arrivato terzo con il 14,3 per cento, dopo Movimento cinque stelle (50,01 per cento) e centrodestra (28,69%).

O che paesi storicamente rossi possano essere inespugnabili: è il caso dell'Alta Valle dell'Aterno, dove in centri storicamente di sinistra e tuttora amministrati dal centrosinistra come Pizzoli, Montereale e Cagnano Amiterno, il centrodestra ha trionfato e il Partito democratico è arrivato addirittura terzo dopo il Movimento cinque stelle.

Il dato relativo ai voti personali, tuttavia, svela come sul voto politico sia del tutto ininfluente il profilo del candidato: a Pizzoli, ad esempio, su 1.013 voti andati al centrodestra, appena 9 sono stati espressi direttamente al candidato uninominale Antonio Martino, cioè barrando con una croce il suo nome, solo 7 su 342 a Lorenza Panei del Pd. Ha fatto di meglio Giorgio Fedele del Movimento cinque stelle: su 725 persone che hanno votato i grillini, 47 hanno messo la croce anche sul suo nome.

Fenomeno confermato dal dato relativo al collegio senatoriale L'Aquila-Teramo, dove all'ex ministro Gaetano Quagliariello, candidato del centrodestra, dalla coalizione sono andati 110.718 voti, ma di questi appena 2.420 sono quelli espressi al solo candidato, di persone cioè che hanno messo la croce espressamente sul suo nome, e non solo su uno dei partiti che compongono la coalizione. Vale lo stesso per l'ex sindaco dell'Aquila Massimo Cialente del Pd, che può vantare appena 2.889 voti, dei 49.671 complessivi conquistati da candidato uninominale, sul quale convergono i voti dei vari partiti della coalizione di centrosinistra.

Il centrosinistra non ha retto neanche nelle città dove amministra, a partire da Pescara, dove ha ottenuto il 20,22 per cento dei consensi, passando per Vasto, dov'è sprofondato al 17,8 per cento a sei mesi dalle elezioni che hanno confermato la coalizione alla guida della città, Lanciano (17,3%), Spoltore (15,5%) e Montesilvano (14,9%).

A Teramo, dopo la bufera politica tutta interna al centrodestra che ha portato alla fine anticipata dell'amministrazione guidata dal sindaco Maurizio Brucchi, contro ogni pronostico si è imposto il Movimento cinque stelle (37,28%), Forza Italia ha racimolato il 10,66 per cento dei consensi, superata persino dalla Lega (11,57%), e il Pd si è fermato al 14%.

Il centrodestra ha invece confermato l'onda lunga delle amministrative di giugno nel capoluogo, dove ha ottenuto il 43,25% dei consensi, mentre il centrosinistra ha proseguito nella sua discesa arrivando al 19,54. Il Movimento cinque stelle, che alle comunali non era riuscita ad eleggere neppure un consigliere, ha invece conquistato il 27,62 per cento, con il candidato uninominale Fedele a cui sono andati ben 769 voti personali.

Negli altri principali centri della provincia, ad Avezzano si è imposto il centrodestra e a Sulmona, che però apparteneva al collegio elettorale di Chieti, il Movimento cinque stelle.



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