LE VARIE 'FORME' DEL BULLISMO, PROGETTO ARCIGAY CHIETI CON GLI STUDENTI

Pubblicazione: 22 marzo 2018 alle ore 17:59

CHIETI - Bullismo, cyberbullismo, bullismo omofobico, educazione alla prevenzione e al benessere e sviluppo psicoaffettivo: sono i tempi affrontati che Arcigay Chieti ha affrontato in quattro incontri con studenti e studentesse dell'Itcg Galiani - De Sterlich di Chieti. 

Il progetto, svolto gratuitamente dai volontari e le volontarie dell'associazione con la psicologa e psicosessuologa Nicolina Capuano, e la presenza di un facilitatore linguistico nella Lingua Italiana dei Segni, è stato proposto da Arcigay Chieti per l'anno scolastico 2017/2018 a tutti gli Istituti Superiori del territorio. 

"Con le prime classi nel corso dei primi due incontri (23 febbraio e 8 marzo) - rende noto l'Arcigay - è stato affrontato l'argomento dal titolo 'Bullismo: faccia a faccia e dietro uno schermo' che ha offerto loro l'opportunità di confrontarsi sui temi del pregiudizio e della discriminazione alla base degli atteggiamenti negativi che ritroviamo nel bullismo e del cyberbullismo, ai danni di tutte quelle persone che non rispecchiano quei 'modelli sociali' che spesso sono rispondenti a stereotipi fuorvianti". 

Durante gli incontri si è poi parlato di omofobia, bullismo omofobico e quanto quest'ultimo sia ampiamente diffuso nel web. 

Nei successivi, due appuntamenti del 14 e 21 marzo le classi IV invece hanno avuto modo di confrontarsi sul tema delle Ist (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) parlando di "Educazione alla prevenzione e al benessere", imparando la differenza tra un'infezione e una malattia, conoscendo le principali Ist e quelle che sono le buone pratiche di prevenzione con l'obiettivo di vivere liberamente e consapevolmente la propria sessualità. 

"Il confronto con i ragazzi e le ragazze ha confermato anche quelle che erano le previsioni del Gruppo Scuola: una grande confusione sulle differenze tra prevenzione e contraccezione oltre che, purtroppo, i soliti pregiudizi nei confronti di una ragazza che vive liberamente la propria sessualità rispetto ad un coetaneo maschio. Tutto ciò prova quanto sia importante porre l'attenzione su questi temi anche in ambiente scolastico, dove spesso falsi miti sulle malattie sessualmente trasmissibili trovano terreno fertile", conclude Arcigay.



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