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LECCE NEI MARSI: ANCORA UN LUPO MORTO PER AVVELENAMENTO

Pubblicazione: 20 febbraio 2020 alle ore 17:30

LECCE NEI MARSI - Non accenna  ad arrestarsi il fenomeno legato all'uso di esche e bocconi avvelenati che continuano a minacciare la sopravvivenza di lupi, orsi e animali domestici.

Nei giorni scorsi, in Comune di Lecce nei Marsi (L'Aquila), è stata rinvenuta la carcassa di un giovane lupo, maschio, in ottime condizioni di salute: recuperata e trasportata presso la sede del Parco a Pescasseroli, la carcassa è stata sottoposta ad un esame ispettivo da parte della dottoressa Di Pirro, veterinario a contratto del Parco, che escludendo la morte per arma da fuoco, laccio o traumi, ha aperto il fascicolo per ipotesi di avvelenamento secondo le procedure codificate dall’apposito Decreto del Ministero della Salute. 

Immediatamente è stata allertata la centrale operativa dei Carabinieri per chiedere l’intervento di un Nucleo Cinofilo Antiveleno (NCA). 

Nella mattina di lunedì 17, il NCA di Assergi, ai comandi del brigadiere capo Alessandra Mango, insieme al personale della stazione forestale di Lecce nei Marsi e del personale del Servizio di Sorveglianza del Pnalm, ha svolto la prima ispezione dell’area, in località Perdito del Comune di Lecce nei Marsi, dove sono stati rinvenuti materiali classificabili come esche, al cui interno erano presenti sostanze estranee le cui caratteristiche erano riconducibili a prodotti usati in agricoltura e quindi, a tutti gli effetti delle esche avvelenate.

I materiali rinvenuti sono stati sequestrati e inviati all’Istituto Zooprofilattico di Teramo per gli esami di competenza, analogamente a quanto fatto per la carcassa del lupo. Si è in attesa dei risultati che saranno comunicati alla competente procura della Repubblica di Avezzano.

La perlustrazione dell’area è stata ripetuta anche nella mattina di martedì 18 febbraio, per fortuna con esito negativo. 

"Si deve purtroppo riscontrare - si legge in una nota - come, nonostante la campagna di sensibilizzazione e l’azione di prevenzione e controllo condotta dal Parco e dai Carabinieri Forestali, anche grazie al supporto irrinunciabile dei cani antiveleno, il fenomeno legato all’uso di esche e bocconi avvelenate continua drammaticamente a interessare territori circostanti il Parco, minacciando la fauna, come il lupo, l’orso marsicano, ma anche gli animali domestici". 



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