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LITE ON LINE BELLACHIOMA-D’ERAMO, CONSIGLIERI REGIONALI MINIMZZANO: NORMALE E COSTRUTTIVA DIALETTICA. DI MATTEO: PERSONA SLEALE CHI HA DIVULGATO CHAT RISERVATE

LEGA SPACCATA: CACCIA AI 'TRADITORI' MA ELETTI NEGANO, ''SI VA D’AMORE E D’ACCORDO''

Pubblicazione: 06 giugno 2019 alle ore 07:38

L'AQUILA - "Nella Lega si va d'amore e d'accordo". "E' solo normale e costruttiva dialettica, e non c'è nessun attrito con gli alleati".

Scoperti pubblicamente da chat al vetriolo tra i vertici e da documenti della base che denuncia la inefficacia del folto gruppo alla Regione, gli esponenti salviniani fanno quadrato e minimizzano i dissidi in seno al partito azionista di maggioranza del centrodestra che governa la regione.

Nella seduta di martedì del consiglio regionale all’Aquila, consiglieri ed assessori hanno dato sfoggio di unità e compattezza.

Però i problemi in casa Lega rimangono e, in tutta evidenza: la certificazione pubblica della grave spaccatura che ha avuto il culmine nelle lite on line tra il coordinatore regionale, Giuseppe Bellachioma, e il suo vice, Luigi D’Eramo, ha innescato imbarazzo ma anche rabbia tanto che nel partito è partita la caccia al “traditore” o “traditori” che hanno inviato agli organi di informazione i passaggi della chat interna e riservata su whatsapp e il documento critico della base, ovvero le “prove” delle pericolose crepe interne alla Lega che alle elezioni del 10 febbraio ha conquistato il 27,5 per cento dei consensi, eleggendo 10 consiglieri sui 18 di maggioranza in Consiglio e nominando 4 assessori su 6.

Solo uno dei sintomi di malessere tra i salviniani d'Abruzzo, esploso all'indomani del successo alle elezioni europee del 26 maggio in cui la Lega ha preso il 35,5%, unica regione del centro sud a vincere sui pentastellati, che però non è servito ad eleggere la cardiologa aquilana Elisabetta De Blasis, che ha sfiorato lo scranno comunitario per soli 4 mila voti.

Secondo quanto si è appreso, l’emersione delle problematiche proprio all’indomani di europee da record, epilogo che ha scatenato la reazione di D’Eramo contro Bellachioma, avrebbero portato ad iniziative finalizzate alla conta tra quanti parteggiano per l’uno e quanti per l’altro big.

A proposito della caccia alla “spia”, in qualche modo è confermata dal consigliere regionale Emiliano Di Matteo, presidente della terza commissione Agricoltura e Sviluppo economico: "Lo scambio di messaggi che sono stati pubblicati sui giornali, sono relativi ad una chat interna alla Lega, a cui anche io sono iscritto. Chi ha divulgato quella conversazione, è stata persona sleale, e qualora venisse individuata sarà perlomeno allontanata dalla chat. Inoltre in quei messaggi c'erano solo normalissime valutazione a caldo del post voto. Tutti siamo rammaricati, per la mancata elezione di rappresentanti abruzzesi, e tutti ci siamo impegnati al massimo".

Il capogruppo, Pietro Quaresimale, guida la schiera di coloro che spazzano via i venti di crisi, mentre Bellachioma e D’Eramo tengono rigorosamente le bocche cucite guardandosi bene dal rispondere al cronista di Abruzzoweb.

"C'è il solito dibattito, tipico di tutte le amministrazioni pubbliche, è una maggioranza composta da diverse forze, ogni discussione è costruttiva – spiega Quaresimale.

Di conflittualità tra Bellachioma e D'Eramo, non vuole nemmeno sentire parlare Di Matteo: "Possono esserci visioni diverse, ma siamo forti e compatti. Il fatto che non sia stato eletto un parlamentare europeo abruzzese, è motivo di grande dispiacere per tutti noi. I dati numerici a favore della Lega sono comunque importanti. Abbiamo migliorato il risultato delle regionali e non mi sembra poca cosa".

Per i leghisti in Consiglio, è poi del tutto "insignificante", e "marginale", la velina che circola tra gli iscitti al partito, in cui si mette nero su bianco un duro je t'accuse contro i vertici incapaci di capitalizzare la superiorità numerica in consiglio regionale, in cui siedono 10 consiglieri sui 18 della maggioranza di centrodestra e nella Giunta in cui sono 4 su 6 gli assessori leghisti.

"Noi non ci piace sparare sui giornali, ci piace fare i fatti, stiamo lavorando sodo, e presto si vedranno i risultati. E in questo c'è armonia con i nostri alleati", taglia corto l'assessore all’Urbanistica Nicola Campitellli.

Rafforza la tesi della smentita Di Matteo, per il quale, manco a dirlo, "non c'è nessuna conflittualità. abbiamo un programma guida da portare avanti. Sui singoli provvedimenti può poi accadere che un'altra componente della maggioranza sia necessario un approfondimento, una discussione nel merito, ma poi la quadra si trova".

A proposito di lite, Bellachioma nella chat incriminata, si dice "commosso e orgoglioso" per lo straordinario risultato, con D’Eramo che si invece lo gela e lo invita a un bagno di umiltà, parlando senza mezzi termini di "fallimento" visto che rimasta a casa, De Blasis, sostenuta con forza da D'Eramo, ma non da altri big del partito, Bellachioma compreso.

Intanto, un episodio significativo si è verificato nell'ultimo consiglio regionale: il capogruppo Quaresimale ha presentato un emendamento al pdl "taglia leggi", che prevedeva il taglio del contributo di 600 mila euro all’ente di formazione regionale Ciapi, ritirato però dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, e rinviato in commissione. Dopo la levata di scudi delle opposizioni.

Tornando alle reazioni, fa riflettere l’affermazione di Di Matteo, "tutti ci siamo impegnati al massimo", che viene messo in discussione in ambienti interni ai salviniani, ed anche sottotraccia nella polemica tra Bellachioma e D'Eramo.

In relazione innanzitutto alla mancata elezione di De Blasis, che ha preso 27mila voti, mancando l'obiettivo, come detto, di soli 4 mila

Al di là dello scambio al vetriolo sulla chat, è insistente la voce tra i leghisti, ch deputato aquilano e il suo entourage ritenga che si sia consumato un tradimento dal partito che in alcuni territori (vedi le province di Teramo e di Pescara) avrebbe preso ordini da Bellachioma ed i suoi più stretti collaboratori, di non far votare la dottoressa, su tutti l’uomo di fiducia del segretario regionale, l’assessore regionale Piero Fioretti, non candidato ma nominato come esterno.

Del resto, altro motivo di tensione dentro la Lega è stato, in occasione delle Europee, lo scarso appoggio dei big al parlamento e in Regione ai due candidati abruzzesi, oltre a De Blasis, l'avvocato di Chieti Antonello D'Aloisio. E il gioco di squadra pressoché assente e addirittura sgambetti dal fronte amico.

I candidati leghisti, questa la convinzione diffusa, avrebbero potuto, ed anzi dovuto, prendere molti più voti in Abruzzo, tenuto conto che nella scheda si poteva aggiungere, per quanto riguarda De Blasis, il nome come preferenza di "genere" femminile, oltre a quelli di due candidati maschi.

Salvini infatti da solo ha preso in Abruzzo 54.642 mila preferenze. Un voto sul leader nazionale, a cui non si è accompagnato spesso e volentieri il voto di preferenza su altri candidati, a cominciare dai due abruzzesi.
Sarebbe bastato quindi mobilitare il partito e i tanti colonnelli salviniani che presidiano il territorio, per perorare questa opzione.

La conflittualità tra D'Eramo e Bellachioma era emersa già prima delle elezioni regionali, per l'eccessivo protagonismo di Bellachioma nella scelta delle candidature. Attrito si è esteso ad altri esponenti di spicco della Lega allorchè Bellachioma ha imposto Il suo fedelissimo Fioretti come assessore esterno, a discapito dello stesso Quaresimale, il più votato della Lega con 8.838 preferenze, o l'ex assessore regionale forzista Gianfranco Giuliante, coordinatore provinciale della Lega di Pescara, che come portaborse ha avuto, ironia della sorte, proprio Fioretti.

Nella velina dei militanti leghisti, si rinfaccia ancora l'aver dovuto subire la candidato a Presidente della Regione da Fratelli d'Italia, la nomina alla direzione affari della Presidenza di Emanuela Grimaldi, dirigente amministrativa della Asl di Teramo, arrivata ad aprile 2018 in Regione Abruzzo con il centrosinistra. Per la probabile riconferma, da parte di Marsilio, al ruolo di direttore della ricostruzione 2016, di Vincenzo Rivera, da sempre uomo vicino al centrosinistra, arrivato in Regione con il socialista Ottaviano Del Turco. E ancora per il ruolo poco efficace, o addirittura subalterno, del partito davanti alle iniziative degli alleati in Consiglio. Un esempio su tutti: il progetto volto a creare un'Agenzia regionale della Protezione civile, perorato dal presidente Marsilio e dall'assessore al Bilancio e Personale Guido Liris, anche lui di Fdi. Che D'Eramo ha definito un baraccone, ma su cui i consiglieri leghisti tacciono e nicchiano. Mentre continuano ad assicurare che è tutto rose e fiori.



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