LEGGE EDITORIA: DI NICOLA, ''IL MIO TESTO E' PRONTO
E L'HO INVIATO A MARZO AL PRESIDENTE DI PANGRAZIO''

Pubblicazione: 27 settembre 2017 alle ore 19:21

Maurizio Di Nicola

L'AQUILA - "Per quel che mi riguarda, il testo base sulla legge dell’editoria è stato riconfezionato e il 7 marzo ed è stato trasmesso come atto di cortesia istituzionale al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio".

A rivelarlo ad AbruzzoWeb è Maurizo Di Nicola, consigliere regionale di Centro democratico, che così risponde alla provocazione del presidente dell’ordine dei giornalisti, Stefano Pallotta, che ha accusato la politica regionale di fare “orecchio da mercante" sulla necessità di approvare al più presto l’oramai famigerato progetto di legge regionale sull’editoria.

Annunciata come urgente e indifferibile oltre due anni fa, ma che si è presa nelle commissioni e ancora non viene calendarizzata per la sua approvazione da qui la forte irritazione di Pallotta. E la conseguente precisazione di Di Nicola, che di fatto lancia la palla al presidente Di Pangrazio, che quella palla continua a tenerla ferma. Con buona pace di un settore che ha un disperato bisogno di sostegno.

Di quella legge, ad abuntantiam, erano state confezionate ben due versioni: una del presidente Di Pangrazio, grande promotore dell’iniziativa, l'altra del consigliere Di Nicola, che prevedevano in varia misura, sostegni per l’accesso al credito, per l’innovazione tecnologica, e per l’auto impiego, contributi per la stabilizzazione del personale giornalistico, per la lettura della stampa quotidiana e periodica nel’ambito del sistema scolastico. E, cosa molto cara all’ordine dei giornalisti e a Di Pangrazio, ma un po’ meno a Di Nicola, incentivi per i giornalisti assunti negli uffici stampa dei Comuni.

"Il lavoro di integrazione delle due norme - spiega Di Nicola - nella commissione che presiedo e sono stato effettuate da tempo, dopo audizioni con l’ordine dei giornalisti, Corecom, sindacati, editori. Sono state recepite tutte e istanze, e io personalmente ho fatto più di un passo indietro rispetto a quanto avevo previsto nel mio progetto di legge, che si ispirava a quelle di altre regioni che ritentvo fosse state accolte con maggior favore dai diretti interessati".

Di Nicola ribadisce poi "concluso il lavoro di sintesi, il testo unico e ripeto da tutti condiviso è stato inoltrato 7 marzo è stato inoltrato alla presidenza del Consiglio".

Leggasi: "Io ho fatto tutto quello che era di mia competenza, chiedete a Di Pangrazio cosa intende fare con questa legge, quando si deciderà a farla esaminare dalla commissione compente, che è la quinta, che si occupa anche di cultura, formazione e lavoro". Ultimo passaggio prima dell’approdo in aula per la sua approvazione.

Entrando nel merito, un aspetto della norma che continua non persuadere Di Nicola resta poi il sostegno ai Comuni che si dotano, in forma associata, di un ufficio stampa, i cui componenti sono selezionati con bando pubblico. Misura che che, invece, è centrale nella proposta Di Pangrazio, e mantenuto nella versione definitiva, anche e soprattutto su spinta dello stesso Pallotta e dell’Ordine dei giornalisti.

"Questa misura non mi convince: le risorse per dare copertura a questa legge, saranno scarse, rispetto ai bisogni, e allora sarebbe stato più saggio concentrale a beneficio delle redazioni, delle imprese giornalistiche che con grande difficoltà stanno sul mercato, sui giornalisti che vanno a caccia di notizie - fa notare - Non sulla comunicazione politica di piccoli comuni, dove poi spesso c’è ben poco da comunicare".

Anche perché, osserva pragmaticamente Di Nicola, "il sostegno economico della Regione non potrà essere sine die, potrà durare al massimo un tot di anni, e poi sarà difficile per i piccoli comuni, con i bilanci che si ritrovano a gestire, pagare di tasca loro questi uffici stampa".

Infine il nodo delle coperture. Le prime ipotesi circolate era quella di un budget annuo di 500 mila euro. Bruscolini. Nella bozza messa a punto e inivata a Di Pangrazio, rivela però Di Nicola, è stato ora lasciato uno spazio vuoto.

"La copertura di 500 mila euro era chiaramente insufficiente. Andranno assicurate somme ben maggiori. Ma occorrerà attendere il termine dell’iter di riaccertamtni contabili". Filippo Tronca



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