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LEGGE REGIONALE PRO-UFFICIO RICOSTRUZIONE TERAMO, SINDACO, ''POCHI 15 ADDETTI''

Pubblicazione: 06 giugno 2019 alle ore 11:59

TERAMO: ''All'Ufficio speciale della ricostruzione di Teramo, non bastano 15 addetti in più, bisogna arivare ad almeno 50”.

Questo il perentorio giudizio del sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, che vede il bicchiere mezzo vuoto della norma approvata martedì scorso in Consiglio regionale che potenzia l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione di Teramo. La Regione assume l'onere delle spese del personale a comando, che potrò dunque essere implementato, e le spese di funzionamento.
Presentato dal capogruppo Pietro Quaresimale come la risposta adeguata al vergognoso ritardo del processo di ricostruzione del cratere 2016 abruzzese, dove sono partiti i lavoro a quasi tre anni dal sisma, in una piccola parte di edifici inagibili. Solo a Teramo  frazioni ci sono  800 abitazioni classificate "B", con danni non gravi, e 380 case con danni ben più gravi, classificate ''E''. Paesi come Campotosto e Montereale, sono al palo.

“Si liberano risorse per rispondere a uno dei problemi che ha determinato il ritardo nella ricostruzione», afferma il primo cittadino, «e su questo il giudizio non può che essere positivo. Ma al massimo con questo provvedimento si potranno assumere solo 15 persone, bisogna invece ancora arrivare al numero massimo previsto nella pianta organica dell'ufficio speciale, secondo cui a pieno regime sono necessari cinquanta operatori”.

D'Alberto poi auspica l'assunzione do persone competenti,

“C'è anche un elemento qualitativo da considerare», osserva, «che riguarda la tipologia di operatori assunti. Non è un caso, rileva D'Alberto che l'ufficio abbia la connotazione "speciale", Ha peculiarità di ruolo che richiedono personale qualificato e adeguato alle attività di propria competenza”.

“Va riconsiderata la distribuzione di pesi tra interventi privati e pubblici e l'interazione tra l'ufficio e le amministrazioni locali». Quest'ultimo aspetto è fondamentale anche in prospettiva del passaggio di competenze ai Comuni per la cosiddetta ricostruzione leggera relativa ad abitazioni inagibili ma con danni non gravi. I principali nodi da sciogliere, a detta del sindaco, restano quelli legislativi. Dall'avvio del dibattito in Senato sul decreto sblocca cantieri che contiene anche norme per il terremoto del Centro Italia non emergono presagi positivi.
Le difficoltà del governo sulle modifiche al codice degli appalti,  stanno portando l'attenzione su aspetti diversi dal sisma”.



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