LETTERE DI LICENZIAMENTO A
LAVORATORI INTECS L'AQUILA ,
''AZIENDA INCAPACE E MIOPE''

Pubblicazione: 29 dicembre 2017 alle ore 16:00

L'AQUILA - "Siamo all'epilogo della vicenda Intecs dell'Aquila, l'ex più noto laboratorio di ricerca e sviluppo Italtel-Siemens. Riceviamo oggi le lettere di licenziamento dopo aver lavorato su grandi progetti".

Comicia così l'amara lettera dei 63 dipendenti Intecs dell'Aquila, azienda che si occupa di sistemi elettronici high-tech nelle telecomunicazioni, a cui oggi, come annunciato sono arrivate le lettere di licenziamento.

Polemiche anche per il fatto che oggi in consiglio comunale si è parlato su inizativa dei consligeri dio maggioranza di centrodestra, di  presepi e accattonaggio fuori dai supermercati, ma non della chiusura di un importante azienda aquilana.

"Abbiamo lavorato a commesse della Ericsson, Alcatel, Pirelli, Enel, MBDA, Thales, Thales Alenia Space, Leonardo - si legge nella lettera -  In Italia e all'estero. Per citarne qualcuno: con Siemens abbiamo progettato e prodotto gli apparati in fibra ottica che hanno permesso di portare Internet nelle case di tutti,di trasmettere nel mondo le olimpiadi australiane e greche nonché i mondiali di calcio sudafricani. Abbiamo fatto ricerca e sviluppo sull'elettronica per le telecomunicazioni civili, difesa e aerospace.

"Poi, nel 2011 - si ricorda nella lettera -  è arrivata Intecs. Si presentò definendo la propria azione "umile autorevolezza", ma è bastato poco per capire che si trattava solo di "arrogante pochezza": non un progetto, non un prodotto, non una idea, non un piano industriale propriamente detto. Sei anni fa Intecs ha preso beni immobili per ottomila metri quadri dotati di arredi e materiali per 200 ricercatori fra ingegneri, informatici, fisici e tecnici. Ha qui trovato strumentazioni altamente tecnologiche, 2 camere climatiche e la più grande camera anecoica del centrosud ma nel tempo non ha saputo, anzi voluto, sfruttare tali potenzialità tecniche ed umane".

Eppure deniciano gli oramai ex lavoratori, la Intecs "non ha portato lavoro ma depauperato competenze e personale, trasferendo nelle altre sedi risorse, strumenti, commesse e fette di mercato, svilendo scientemente le nostre professionalità. L'unico business che sembra interessare alla Intecs è quello immobiliare, sulla sede acquisita del palazzo di vetro nel polo elettronico, ora destinato ad altri per usi e ad attività non industriali".

Ora chiude, con una procedura di licenziamento collettivo per tutti i 65 dipendenti, dopo aver già licenziato, nel 2013, altri 30 colleghi. Questa la sintesi della manifesta incapacità imprenditoriale, manageriale e tecnica della Intecs e noi ne siamo il risultato finale.

"Alle istituzioni e alla politica, già impotenti nel tempo di fronte all'abbandono di questo territorio da parte dei grandi players internazionali come Italtel, Siemes, Lares, Flextronics, Finmek, e alla scomparsa delle alte professionalità in esse presenti, diciamo: "Basta chiacchiere e solidarietà! Abbiamo bisogno di fatti per il futuro nostro e della città intera, che sembra sorda ed insensibile ai veri problemi del lavoro, interessata com'è soltanto a ricostruire case”, concludono i lavoratori.



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