LIBRI: TRA AMBIENTE E IMPRESA, DAL DUECENTO A OGGI, LA STORIA DELLA POLITICA AMBIENTALE DI FUMAROLA Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

LIBRI: TRA AMBIENTE E IMPRESA, DAL DUECENTO A OGGI,
LA STORIA DELLA POLITICA AMBIENTALE DI FUMAROLA

Pubblicazione: 18 dicembre 2017 alle ore 18:00

La copertina del libro

MONTESILVANO - La percezione del rischio e la leva della paura contrapposte all’analisi e ai dati statistici, ma anche la necessità di un approccio integrato che faccia da contrappeso agli estremismi.

Questi i temi centrali affrontati durante l’evento di presentazione del libro del prof. Giuseppe Fumarola, dal titolo Storia e prospettive della politica ambientale organizzato nei giorni scorsi dall’Accademia delle Scienze d’Abruzzo e delle regioni adriatiche, presieduta da Aniello Russo Spena, e ospitato dalla Italfluid di Montesilvano (Pescara).

Una rilettura delle principali questioni ambientali, dal clima, all’energia, all’industria, ma anche il territorio, il rischio, i rifiuti fino a toccare i grandi temi attuali delle migrazioni e della povertà attraverso una rara documentazione storica a partire fin dal Medioevo e dalle prime macchine abbatti-fumi.

“Ho spiegato i fenomeni fisici e chimici, in relazione alle iniziative politiche prese nei secoli per fronteggiare problemi sempre nuovi - ha spiegato l’autore, socio dell’Accademia - Volevo evitare di stare da una parte o dall’altra, la contrapposizione non serve, serve invece l’informazione. La gente deve conoscere le problematiche, che sono molto complesse e connesse tra loro”.

In copertina, il cielo dai toni rossi e viola della prima metropoli industriale ritratto da Claude Monet nel suo dipinto Il Parlamento di Londra, scelta come immagine chiave.

A sviscerare i principali temi della pubblicazione, commentandoli anche in relazione alla realtà attuale, il socio accademico Sergio Tiberti, professore di Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione all’Ateneo aquilano, esperto nel settore dell’inquinamento ambientale e delle conseguenze sulla salute pubblica.

“Su temi come quello dell’ambiente di solito l’estremismo paga, invece è la prima volta che leggo un testo pieno di cultura e di storia; è anche la prima volta che si parla di ambiente partendo da così lontano, è un’opera unica sull’argomento”, ha premesso.

“Si inizia dal XIII secolo e si rappresenta quello che già qualche illuminato imperatore edittava per la salubrità dell’aria, il divieto di usare il carbone: un fabbro fu perfino impiccato per averlo violato - ha illustrato Tiberti - In Italia arriviamo tardi, Federico II emanò un editto mentre tutte le vetrerie di Venezia furono spostate a Murano. L’autore cita una serie infinita di provvedimenti che legiferano sull’argomento, qualcuno utile, molti altri no”.

Arricchendo il dibattito con il punto di vista delle imprese, l’amministratore della Italfluid, Nicola Di Paolo, ha fatto notare che “l’industria nasce sempre su una richiesta dell’uomo, non per partito preso. Su questo vanno valutati pro e contro - ha aggiunto - L’uomo per esempio usa l’auto, un mezzo che lo espone a un rischio, ma con essa è riuscito a progredire molto, a migliorare la propria esistenza. Quale compromesso è disposto ad accettare?”. E ha rilevato la necessità di una normativa uniforme per evitare interventi a macchia di leopardo.

Operando un breve excursus storico con le tappe principali affrontate nel suo volume, Fumarola ha ricordato che “dal 1200 a fine secolo Londra passò da 15 mila a 100 mila abitanti, un’immigrazione continua che creò problemi sociali, ambientali, economici. La legna era l’unico combustibile e non bastava più - ha proseguito - perciò quando si presentò sul mercato il carbone fossile venne molto apprezzato per il costo ridotto e le prestazioni tecniche molto migliori, purtroppo dalla combustione venivano fuori non solo ceneri e fumi neri ma anche sostanze tossiche come l’anidride solforosa”.

Dopo aver ricordato che, comunque, “in assenza di quel combustibile alternativo l’Inghilterra avrebbe subito una deforestazione completa e la storia sarebbe andata diversamente”, la carrellata è proseguita passando per i primi provvedimenti anti-inquinamento, la peste del Seicento, la prima rivoluzione industriale a metà del Settecento e la nascita dell’industria chimica nel secolo successivo. ”Gli impianti inquinanti adottarono subito una tecnologia di depurazione, nel 1863 arrivò una prima legge imporre l’abbattimento dei gas in uscita con un’efficienza del 95%”.

E ancora, le piogge acide, l’effetto serra e il buco dell’ozono.

“Oggi si punta di volta in volta a risolvere l’ultima emergenza, il caso del giorno, ma tante ragioni vengono trascurate senza risalire ai problemi veri - l’ammonimento finale del professor Fumarola - la povertà crea migrazione, che crea crescita continua di beni di consumo ed energia nel sistema del mercato globale: se quest’ultimo non viene ridimensionato, non credo troveremo una soluzione”.

Nel corso della tavola rotonda, moderata dal responsabile della redazione abruzzese dell’Ansa, Elisabetta Guidobaldi, sono intervenuti l’ex rettore dell’Università D’Annunzio Uberto Crescenti, che ha parlato dei cambiamenti climatici, il docente dello stesso ateneo Antonio Pasculli e il sindaco di Notaresco (Teramo) Diego Di Bonaventura che ha sottolineato la necessità per le istituzioni della fiducia dei cittadini.

CENNI BIOGRAFICI DELL’AUTORE

Giuseppe Fumarola, docente universitario di Impianti chimici, si occupa della questione ambientale sin dal 1970. Vicepresidente dell’International Union of Air Pollution Prevention and Environmental Protection Associations. Storia e prospettive della Politica ambientale (edizioni Kimerik, 328 pagg., 19,00 euro)



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