LUCO DEI MARSI: FRANCO SABATINI E LE SUE ZAMPOGNE
''CREO, DIVULGO E SUONO UN MAGICO STRUMENTO''

Pubblicazione: 03 luglio 2017 alle ore 17:18

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LUCO DEI MARSI - Una passione che affonda le radici nelle antiche tradizioni abruzzesi quella di Francesco Sabatini, 40enne di Luco dei Marsi (L’Aquila), che dopo un dottorato in scienze biologiche, ha deciso di dedicarsi a costruire con le proprie mani e diffondere fuori regione la cultura della zampogna e della cornamusa.

"Ero poco più che un ragazzo - racconta Sabatini ad Abruzzo - quando comperai la mia prima zampogna e ne sono stato subito totalmente stregato. Questo strumento grande, forse ingombrante, da allora mi ha accompagnato in tuta la mia vita lavorativa e non".

Grazie poi all’aiuto di uno zio artigiano pellettaio, ha cominciato anche a studiare la struttura dello strumento, "nel tempo libero - racconta ancora - ho iniziato ad approcciare al tornio, con il quale vengono costruiti gli strumenti di legno e quindi a costruire in un piccolo laboratorio, per diletto, cornamuse e zampogne".

"La zampogna è uno strumento che nasce nella cultura agro-pastorale e come tale si sviluppa e diffonde, proprio per queste sue caratteristiche va approcciato con rispetto della tradizione, va studiata e suonata per poter essere conosciuta e soprattutto capita".

E ci tiene a precisare, le sue sono zampogne 'zoppe', ovvero quelle che consentono di suonare con una varietà di note, "la peculiarità della nostra regione è la zoppa - spiega ancora - poi nel teramano e nel molisano, c’è quella che in dialetto viene chiamata dagli etnomusicologi la 'ciarammella', con 3 note, più facile da imparare".

Non solo, negli anni, affinata la tecnica, ha cominciato a costruire anche flauti e clarinetti barocchi, fino ad allargarsi con la produzione e creando un sito internet con negozio annesso.

"Questa mia velleità - ricorda - non mi ha distratto dagli studi, tanto che frequentai con profitto un dottorato di ricerca all’Aquila, dove ho vissuto fino al terremoto del 2009. Poi la disgrazia mi costrinse a tornare a Luco, dove ripresi in mano la mia vita e il mio hobby tentando di farne un lavoro, vista la quantità di tempo libero di cui disponevo mio malgrado".

Nella Marsica la tradizione della zampogna è molto sentita, tanto da essere scelto come strumento prediletto per rievocazioni e feste padronali, "ho partecipato a tantissimi eventi, dal 2009 al 2014 ho avuto anche tante richieste per quanto riguarda la produzione e l'insegnamento. Partecipao a tutte le manifestazioni organizzate a cadenze regolari e che sno ormai intrinseche nel tessuto sociale delle mie parti, come ad esempio la festa di Pentecoste".

Per due giorni, viene fatta una rievocazione che affonda i suoi natali nell’anno 1000 e in onore dello Spirito santo le zampogne animano con la loro musica le vie del paese durante le processisoni.

Poi nel 2014, la crisi economica e la mancanza di richieste hanno costretto Franco a chiudere la sua attività, ma solo per un breve periodo, "il lavoro era diminuito ma non mi sono dato per vinto, ho girato tutta Italia, zampogna in spalla e il mio banchetto espositivo dietro per feste, fiere e rievocazioni, per far conoscere non solo lo strumento ma la tradizione e cultura abruzzese in primis. Poi a un certo punto avevo anche pensato di tornare all’Aquila, partecipando al bando di Fare centro per le imprese, ma ho capito che per adesso il mio posto è qui, Per cui sto riaprendo a pieno regime e a breve torno sul mercato".

Sabatini non solo costruisce strumenti ma insegna anche ad utilizzarli, "lo studio della zampogna per esempio è un lavoro certosino e molto impegnativo, che richiede concentrazione, fiato e una buona manualità, essendo non proprio agevolissimo da imbracciare. Ma ho un mio giro, alcuni miei alunni sono lontani, per cui affianco i tutorial disponibili sul mio sito, a lezioni frontali a cadenza mensile".

La zampogna nell’immaginario collettivo viene vista come lo strumento ad appannaggio di pastorelli vestiti di pelli e pelliccie che animano con i loro ritornelli le strade dele città durante il periodo natalizio "non è solo questo - precisa - anzi io credo che sia una minima parte della meravigliosità dello strumento. I suonatori natalizi ci si dedicano molto poco lo fanno solo per raccimolare qualcosa".

"Credo anzi, che ci sia un grande ritorno di questo tipo di musica, prestata alle più varie interpretazioni: dal festival di musica celtica, al folk, passando per il rock, creando musicalità a mio avviso di altissimo pregio".

E tanti i progetti che lo hanno visto protagonista in queste settimene e quelli per i mesi a venire, oltre alla riapertura dell'attività: "sono stato con una delegazione abruzzese a Giavera del Montello (Treviso) dove ho avuto la possibilità di esporre i miei manufatti e poi ancora a Preci vicino Norcia in un festival, che coinvolgeva tutte le realtà territoriali colpite dai terremoti dei mesi scorsi".

Ad agosto Sabatini invece sarà presente al Festival delle ciaramelle ad Amatrice dal 4 al 6 agosto, dal 9 all'11 ad Arsita (Teramo), e sempre ad agosto a Subiaco (L'Aquila), per il festival di musica popolare Rajche dove oltre a suonare porterà anche lo stand espositivo.

"Non vado sempre da solo, ma ho un  validissimo partner musicale con il quale ho instaurato una sinergia molto positiva, si chiama Francesco Duranti, è un costruttore di trombe marchigiano, di Ascoli Piceno e suona la ciarammella".

E conclude Sabatini citando un maestro zampognaro, Vincenzo Forastiero: ''è la pratica che fa la maestria, io ho ancora tanto da imparare, ma quelle che sono le mie conoscenze sono a disposizione di quanti, come me, ci tengono a che non finsicano nel dimenticaio o soppiantate dall'uso smodato delle tecnologie moderne, le antiche tradizioni popolari, che rendono la mia terra e tutto l'Abruzzo un posto ricco di storia, di musica, di storia e di leggenda".

 

 

 



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