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AGENZIA MERCATO DEL GIOCO: ''SOLO ALL'OTTAVO POSTO NELLE DIPENDENZE, MA PRIMA PER ATTENZIONE MEDIATICA''; APPELLO PER L'AQUILA, ''SPESI IN UN ANNO IN CITTA' 127 MILIONI IN UN ANNO, PIAGA DA CONTRASTARE''

LUDOPATIA: AGIMEG, ''NON E' EMERGENZA'', IN CONSIGLIO L'AQUILA MOZIONE ANTI SLOT

Pubblicazione: 10 settembre 2019 alle ore 07:00

L'AQUILA - "La ludopatia è solo all’ottavo posto tra le principali dipendenze in Italia, ma stranamente prima per attenzione mediatica".

Esordisce così una nota di Agimeg, l'Agenzia giornalistica sul mercato del gioco, alla vigilia dell'arrivo al consiglio comunale dell'Aquila di una mozione di Appello per L'Aquila, rappresentata in consiglio comunale da Carla Cimoroni, che prevede la limitazione dell’orario di funzionamento delle slot machines, e altre misure di contrato alla piaga della ludopatia. Evidenziando che la provincia dell'Aquila, detiene il primato del numero di slot machine per numero di abitanti e nel territorio del comune dell’Aquila, nel 2017, sono stati spesi in giocate complessivamente 127,31 milioni di euro, pari a 1.833 euro pro capite, più della stessa media regionale.

Agimeg contesta però, in controccorente, il fatto che la ludopatia, che riguarda 400 mila persone, sia la vera emergenza, rispetto ad altri tipologie di dipendenze come il fumo che interessa 10.300.000 persone , l'alcol 8.265.000, i social network 6.300.000, la  droga, 4.000.000, gli smartphone ,3.400.000, lo shopping compulsivo 2.750.000, e il sesso, 1.500.000 persone. 

"Nonostante la ludopatia occupi solo l’ottavo posto tra le principali dipendenze in Italia - si legge nella nota - l’attenzione che gli riservano i principali media la piazza in testa a questa speciale graduatoria, mentre la principale dipendenza in Italia è quella da fumo, seguita da alcool e social network. Se le prime due voci erano abbastanza scontate, la terza mostra a sorpresa dei dati allarmanti. La dipendenza da social network si valuta quando un soggetto, ad esempio, ha come primo pensiero appena sveglio quello di controllare facebook o altri social. Stessa valutazione in caso un soggetto si alzi di notte per un qualsiasi motivo e la prima cosa che mette in pratica è un giro sui social frequentati. Seguono, in questa graduatoria, la droga (ma il dato potrebbe essere più alto visto che, trattandosi di un fenomeno illegale, esiste una parte non rilevabile) e gli smartphone". 

"Quest’ultima dipendenza - si legge ancora nella nota -  si rileva, tra l’altro, quando una persona dorme con il cellulare accanto non per motivi di sicurezza, ma per poterlo avere sempre a portata di mano. Altro sintomo della dipendenza è interagire con lo smartphone in ogni momento di tempo libero. In sesta e settima posizione due dipendenze forse poco conosciute, ma che di fatto coinvolgono oltre 4 milioni di persone. Si tratta della dipendenza da shopping, fenomeno che porta i soggetti, ad esempio, a non pagare impegni come mutuo, rate o condominio per comprare oggetti come vestiti, scarpe, ecc". 

"Questo provoca in molti casi dei gravi squilibri nella situazione economica dei soggetti interessati. La dipendenza da sesso provoca invece disturbi nella capacità di interagire con altre persone, abbassa i livelli di attenzione su tutte le attività lavorative, comprese quelle che richiedono meno concentrazione. Il gioco è in ultima posizione in questa graduatoria ed è l’unica forma di dipendenza che interessa molto meno di un milione di persone. Secondo l’ultimo rapporto del Cnr infatti, nel 2017 i giocatori problematici sono stati circa 400mila, vale a dire circa l’1% della popolazione adulta italiana".

"C’è da sottolineare che una persona può far parte di più categorie di dipendenza e quindi i soggetti colpiti dalle dipendenze evidenziate non sono la sommatoria dei valori proposti. Va anche evidenziato che le percentuali di mortalità nelle ultime tre dipendenze della classifica (shopping, sesso e gioco) sono praticamente inesistenti o bassissime. La percentuale si alza relativamente alle dipendenze da social network (eventi tragici riconducibili all’utilizzo di strumenti come facebook) ed ancora di più per ciò che concerne lo smartphone (basti pensare alle morti per incidente dovuti all’utilizzo dei cellulari in auto). Fumo, alcool e droga provocano decine di migliaia di decessi all’anno. In questa analisi dei dati stona l’attenzione mediatica dedicata al gioco. Prendendo in considerazione solo il periodo luglio 2016-giugno 2017, gli articoli o servizi radiotelevisivi dedicati al gioco pongono il segmento al primo posto tra quelli considerati. Secondo una stima elaborata da Agimeg, prendendo in considerazione solo i principali quotidiani nazionali e locali e le principali emittenti radio-tv, nell’anno evidenziato sono stati circa 500 i pezzi (articoli, news e servizi) dedicati al gioco. Un’attenzione mediatica che non ha riscontro in nessun degli altri settori esaminati. Nella stragrande maggioranza di questi 500 ed oltre interventi, hanno posto il gioco al centro di un non ben definito e sostenuto allarme sociale. I numeri proposti fanno venire molti dubbi su questa attenzione famelica sul gioco, tanto che parlare di malafede o ignoranza non è forse un azzardo", conclude la nota. 



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