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L'ASSESSORE DI STEFANO: ''PARLERANNO GLI ATTI'', IPOTESI COMMISSARIAMENTO

MASTERPLAN VIA XX SETTEMBRE: IN MOLTI
LO VOGLIONO, ''NOI OSTAGGIO DI CHI DICE NO''

Pubblicazione: 01 novembre 2016 alle ore 08:00

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L'AQUILA - "A noi interessa solo rientrare a casa: il Masterplan ci va bene, non è un problema cedere il terreno né che le premialità vadano a vantaggio dell'impresa, ma ci sentiamo ostaggio di chi non vuole firmare".

Dopo i contrari spuntano anche i favorevoli e si spacca, così, il fronte degli inquilini del palazzone di Fonte Preturo all’Aquila, coinvolti anzi obbligati, nell'ambito della ricostruzione di casa loro, alla firma della convenzione del Masterplan di riqualificazione di via XX settembre, che prevede premi di cubatura in cambio della cessione del terreno per realizzare una nuova piazza pubblica, ma appioppa ai cittadini spese insostenibili di cui finiranno per farsi carico le ditte con evidenti vantaggi.

Per questo motivo, nei giorni scorsi cittadini inferociti hanno spiegato ad AbruzzoWeb la loro contrarietà, bollando nel complesso l'operazione masterplan come una mezza “fregatura”. Ma ora più di qualcuno, e in particolare un'inquilina a cui va attribuita la dichiarazione iniziale, arriva a spaccare il fronte.

Intanto, interpellato da questa testata per capire come il Comune intenda uscire dall'impasse, l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, grande promotore dell'operazione, risponde laconico: "Io non parlo, a parlare saranno gli atti".

Ovvero, da quanto si apprende, l'intenzione dell'amministrazione sarebbe quella di procedere al commissariamento del condominio, visto che neanche la minaccia del ritiro del contributo di ricostruzione, del resto vincolato alla sottoscrizione unanime della convenzione, ha convinto una parte dei condòmini a firmare, anche dopo anni di assemblee infuocate, e trattative estenuanti con l'ente.

Potrebbe essere un commissario con pieni poteri, in sintesi, a seguire l'intricata vicenda che rientra nel Masterplan “Progetto unitario di via XX settembre zona banca d'Italia Belvedere”. Uno dei vanti del sindaco, Massimo Cialente, e dell'assessore al ramo Di Stefano, che prevede la nascita di una nuova avveniristica piazza da 2 mila metri quadrati, con portici che affacciano su via XX settembre, locali commerciali e direzionali, e l’abbattimento con ricostruzione, dai canoni estetici architettonici molto più attuali e gradevoli, del condominio di via Fonte Preturo e degli altri edifici coinvolti: il palazzo Anas, già abbattuto, il condominio di via Castiglione, e il civico 123, sbriciolato dal sisma e dove morirono cinque persone.

L'ultima bozza della convenzione, del settembre 2016, prevede la cessione del terreno per realizzare la piazza, e si concede ai condomini di via Fonte Preturo, complesso che possiede la quota di terreno maggiore, un premio di cubatura per realizzare a pianterreno negozi, garage e prendere possesso di alcuni rimasti vuoti.

Ma i costi di realizzazione, che il fronte contrario calcola in circa 2,2 milioni di euro, non potranno mai e poi mai essere sostenuti dai condòmini, tra i quali molti sono a basso reddito. Il premio edificatorio sarà dunque ceduto, questo lo scenario inevitabile previsto, all'impresa che dovrà realizzare l'intervento. Si temono, poi, spese aggiuntive per gli atti notarili e varianti in corso d'opera. Per questa ragione una parte dei condòmini non vuole firmare la convenzione.

Significativo è, però, il punto di vista di una delle inquiline, che preferisce rimanere anonima.

"Noi all'inizio non volevamo entrare nel Masterplan - ammette - Valutavamo che potesse essere più agevole procedere come tutti gli altri con un contributo, ma poi, in effetti, con il proseguire delle riunioni infuocate e visto che Masterplan coinvolgeva l'intera area e altri edifici, e tenuto anche conto che sono anche sorte problematiche con l'Ater inerenti il terreno, a questo punto non potevamo tirarci indietro".

"Ci era stato assicurato che l'intervento, inserito nell'area cosiddetta 'a breve', avrebbe avuto tempistiche accettabili, anzi più rapide. Non tutti eravamo convinti, ma alla fine la maggioranza ha accettato", prosegue.

Dopo sette anni, a lei come a tanti altri nel condominio di Fonte Preturo, non interessa nulla se poi questi negozi non saranno loro, ma saranno costruiti e ceduti alla ditta costruttrice, e ritengono che la cessione del terreno faccia parte dell'intera operazione di riqualificazione. Cosa che farà aumentare il valore delle abitazioni, in base ad alcuni calcoli da 1.200 euro a metro quadro a oltre 2.000. I coinvolti chiedono solo garanzie assolute che l'operazione sarà per loro a costo zero.

I "condòmini del sì" al Masterplan hanno fatto, tuttavia, i conti senza l'oste, con il fronte del no che invece urla al "furto". Tanto che, confida l'interlocutrice a questo giornale, "partecipare alle assemblee è diventato impossibile perché è sempre una guerra, ti senti male per due giorni a seguire. Questo muro contro muro sta danneggiando tutti".

"Forse in questa intricatissima vicenda è mancato il ruolo del Comune, che abbiamo più volte invitato a partecipare alle nostre assemblee, per spiegare ai non addetti ai lavori, con parole semplici e chiare, tutti gli aspetti dell'operazione". A scontrarsi, insomma, anche due visioni della vita, forse inconciliabili.

“Il nuovo edificio sarà di gran lunga migliore di quello che era prima e l’intera area sarà riqualificata - ricorda la donna - Ci sarà una bella piazza, a beneficio di tutta la città. Ringrazio di vivere in un Paese che ti rifà la casa dopo un terremoto, questo non è affatto scontato. Non abbiamo nulla da pretendere, non vogliamo guadagnarci nulla, non dimentichiamoci che tutto proviene da una tragedia. Vogliamo solo tornare a casa”.



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