MAXI RISARCIMENTO BARUSSO: CORTE DEI CONTI ASSOLVE GIUSEPPE DE DOMINICIS

Pubblicazione: 05 ottobre 2017 alle ore 16:38

Pino De Dominicis

PESCARA - "Definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria istanza, eccezione o deduzione: assolve Giuseppe De Dominicis. Con queste parole, scritte nella sentenza della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Abruzzo, si chiude per me e non solo per me, una lunga vicenda che, pur nella consapevolezza del mio corretto agire, mi ha costretto ad attraversato momenti difficili". 

È l'incipit del commento dell'ex presidente della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis, alla sentenza di assoluzione per la vicenda che ha avuto come protagonista Edoardo Barusso, esperto di diritto amministrativo originario di Udine, che nel 2000 si vide revocare dal presidente De Dominicis l' “incarico d’oro” di direttore enerale dell’Ente. Dopo dodici anni di battaglie legali, Barusso però ha avuto la meglio, visto che la Corte d'Appello dell'Aquila e, infine la Cassazione, hanno stabilito il suo diritto al risarcimento, pari alla somma di tutte le retribuzioni previste e mai pagate dal 2000 al 2004 e del danno di immagine, per la somma esorbitante di circa 1 milione e mezzo di euro pur non avendo lavorato neppure un giorno. 

A dare battaglia sulla vicenda il consigliere regionale di Sinistra Italiana Leandro Bracco,  che ha lanciato strali contro "l'operato negligente dell'ex presidente De Dominicis e della sua giunta".

La Procura della Corte dei Conti sulla vicenda ha dunque aperto un procedimento, che si è conclusa ieri con l'assoluzione di De Dominicis, che poteva di rischiare, in caso contrario, di risarcre le casse dell'ente di tasca sua. 

"La sentenza della magistratura contabile - spiega oggi De Dominicis - mi restituisce quella tranquillità e quella serenità che avevo sempre avuto nella gestione del bene pubblico nel periodo in cui ho ricoperto responsabilità di governo. Non mi sarei mai perdonato anche la sola idea di aver potuto procurare un danno alla collettività per mia colpa; avendo agito, in tutta questa vicenda, così come ho sempre fatto, nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti, oltretutto suffragato da atti e pareri interni ed esterni che hanno accompagnato il mio agire". 

"Posso finalmente dire che la mia esperienza politica si è conclusa senza una benché minima 'macchia', pulito come ne sono entrato. E vorrei ringraziare, per questo, le tantissime persone che mi sono state vicine in questo difficile periodo, oltre al mio avvocato Giulio Cerceo, la cui grande competenza e professionalità si sono rivelate preziose. Un messaggio, infine a quanti (ma per la verità sono stati davvero pochi...) hanno cercato di speculare su questa vicenda: in uno stato di diritto, per fortuna, le sentenze le scrivono i giudici e non qualche toga improvvisata come il consigliere regionale Bracco, che ancorché non richiesto, si era autoproclamato custode della pubblica moralità. E dal quale, oggi, sarebbe lecito attendersi pubbliche scuse".



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