MAXXI A PALAZZO ARDINGHELLI NEL 2018, ''ALL'AQUILA MUSEO VIVO, NON DEPOSITO'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

MAXXI A PALAZZO ARDINGHELLI NEL 2018,
''ALL'AQUILA MUSEO VIVO, NON DEPOSITO''

Pubblicazione: 29 maggio 2017 alle ore 07:15

Palazzo Ardinghelli
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L’AQUILA - "Stiamo controllando tutti i lavori di restauro, finanziati dalla Federazione russa, che finiranno probabilmente a inizio 2018. Nel frattempo c’è un fermento di idee e pensieri che si stanno concretizzando, con una serie di opere realizzate e pensate proprio per essere ospitate in questo gioiello artistico che è Palazzo Ardinghelli, da 5 artisti sui quali per adesso mantengo il riserbo. Opere che si andranno ad aggiungere ai tesori architettonici riportati in vita".

Così Pietro Barrera, segretario generale della Fondazione Maxxi Roma, intervenuto al Festival "L’Aquila contemporanea", per parlare del progetto che prevede l'insediamento nel capoluogo abruzzese di una succursale del Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

Il progetto, concretamente, si prefigge l’ambizioso partenariato tra una istituzione mondiale come il Maxxi e il recupero di Palazzo Ardinghelli, in piazza Santa Maria Paganica, nel cuore del centro storico, monumento nazionale dal 1902 e gravemente lesionato dal sisma del 2009.

L’occasione per Barrera di incontrare la città dell’Aquila, è stata il concerto organizzato dall’Istituzione Sinfonica Abruzzese che, insieme all’Università degli studi dell’Aquila, ha dedicato una serata al genio musicale e all’affascinante personalità del celebre compositore tedesco Hans Wernerscomparso nel 2012.

"È straordinaria questa collaborazione tra la fondazione Maxxi e la città dell’Aquila per riportare alla luce un patrimonio come Palazzo Ardinghelli e farne un attrattore museale. Onorati di questa fiducia data dal ministro Dario Franceschini, noi ci siamo e saremo presenti all’Aquila con spirito di servizio ed entusiasmo".

Considerato uno dei massimi esempi di barocco aquilano, l'edificio è attualmente in fase di ristrutturazione per interventi che si aggirano intorno ai 7 milioni di euro, ai quali si sono aggiunti circa 2 milioni, per consentire la realizzazione di un museo collegato al Maxxi.

Tra le altre cose, ha ricordato Barrera, "stiamo lavorando anche su altri fronti per questo partenariato artistico tra L'Aquila e Roma, il mese prossimo infatti, l'Istituzione sinfonica abruzzese, sarà presente nella capitale con un concerto presso il Maxxi".

Non solo opere realizzate ad hoc per L'Aquila, ma anche la collezione permanente del Maxxi, "che come tutte le collezioni museali - ha spiegato - è esposta a rotazione e contiene tanti gioielli che possono consentire l’innesto della vita del palazzo. Io credo che non debba essere inteso come un museo in senso tradizionale. Il timore è che L’Aquila possa altrimenti diventare un museo e non un posto pieno di vita. Il Maxxi, nel contesto romano, è collocato insieme alle istituzioni culturali e alla realtà produttiva".

"Riportare vita in questo cuore storico è importantissimo - ha continuato ancora Barrera - visto che a molti questo gioiello barocco era sconosciuto e anzi era chiuso da alcuni anni".

Quindi, l'obiettivo principale è la contaminazione, tra le varie espressioni artistiche, per quanto, sempre secondo il segretario,
"fare arte contemporanea in Italia è come camminare in salita, che sia Roma, Venezia o L’Aquila è muoversi contro corrente, perchè spesso il visitatore non si aspetta tutta questa modernità".

E per quanto riguarda queste commistioni artistiche, Barrera ha anticipato anche un progetto nazionale che vede coinvolto anche l'Abruzzo: "In autunno partirà una mostra che continuerà per tutto il 2018 che vede coinvolte arte e scienza partendo da Einstein e dalle prime scoperte scientifiche che hanno cambiato la percezione del mondo. Lo faremo con due soggetti importanti: l'agenzia spaziale di Roma e l'Isitituto di fisica nucleare del Gran Sasso".

"Ci auguriamo davvero che sia questa collaborazione tra storia e novità, il motore propulsore del cuore del capoluogo, a Roma, con il Maxxi, il vicino Auditorium e il Ponte della Musica, abbiamo allargato i confini del centro storico tradizionale - ha concluso - qui, desideriamo un posto vivo e brulicante, non un deposito di opere d'arte".



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