MAZZETTE AL COMUNE
DI GIULIANOVA, PROCESSO
AL VIA CON PARTI CIVILI

Pubblicazione: 16 dicembre 2017 alle ore 10:03

TERAMO - Processo aperto ieri, davanti ai giudici del collegio del Tribunale di Teramo (presidente Alessandro Iacoboni, a latere Franco Tetto e Sergio Umbriano), al termine dell'indagine "Castrum", che vede imputate per un giro di presunte mazzette otto persone tra dipendenti pubblici ed imprenditori.

Oggi, i giudici hanno respinto tutte le eccezioni preliminari presentate dal collegio difensivo ed hanno ammesso la costituzione di parte civile oltre che del Comune di Giulianova anche della Asl e di diversi imprenditori teramani che ritengono di essere stati danneggiati da quel sistema di corruzione negli appalti a Giulianova delineato nell'impianto accusatorio messo nero su bianco dai pm Andrea De Feis e Luca Sciarretta.

A processo, con accuse che a vario titolo ed in base alle diverse posizioni vanno dalla corruzione alla tentata concussione, fino alla tentata induzione indebita a dare o promettere utilità, all'abuso d'ufficio, al falso in atto pubblico e in materia edilizia e urbanistica, ci sono la dirigente del Comune di Giulianova, ora sospesa, Maria Angela Mastropietro, all'epoca al vertice dell'ufficio urbanistica e coinvolta anche in un'altra inchiesta della Procura di Teramo, il marito ed imprenditore Stefano Di Filippo, gli imprenditori edili di Giulianova Andrea e Massimiliano Scarafoni, il socio accomandante della Ri.Ma. Sas e collabortore di Di Filippo, Sergio Antonilli, l'imprenditore edile Nello Di Giacinto, ex assessore al Comune di Giulianova, il funzionario della Asl Carmine Zippilli e il presidente di Giulianova Patrimonio Filippo Di Giambattista.

Su tavolo un presunto sistema di corruzione consolidato nel tempo, con gli appalti del Comune di Giulianova, per centinaia di migliaia di euro, affidati sempre alle stesse ditte.

Quelle ditte i cui titolari erano disposti, a loro volta, a "ricompensare" la dirigente del Comune di Giulianova Angela Mastropietro e il marito imprenditore con somme di denaro e beni immobili. O anche con consulenze fittizie o sovrafatturate a favore di quest'ultimo.

Almeno secondo l'impianto accusatorio della Procura di Teramo.

Dopo l'ammissione dei mezzi di prova il processo è stato rinviato all'udienza del 26 gennaio, quando sarà affidato l'incarico per la trascrizione delle intercettazioni e saranno ascoltati i primi testi.

Sempre in quella data il tribunale si pronuncerà sula richiesta, già dichiarata ammissibile, di riunire a questo processo anche l'inchiesta stralcio nella quale i pm Andrea Sciarretta e Luca De Feis hanno chiesto il processo bis per quattro degli attuali imputati e per altre tre persone e con la relativa udienza preliminare fissata per il 17 gennaio.



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