MENSE SCOLASTICHE PESCARA: 4 INDAGATI, NAS SEQUESTRANO TUTTI CENTRI COTTURA Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

L'ACCUSA E' DI ADULTERAZIONE CIBI, COMMERCIO SOSTANZE NOCIVE E LESIONI
COLPOSE. DIPENDENTI SOCIETA' REFEZIONE SOTTOPOSTI AD ANALISI IN OSPEDALE

MENSE SCOLASTICHE PESCARA: 4 INDAGATI,
NAS SEQUESTRANO TUTTI CENTRI COTTURA

Pubblicazione: 07 giugno 2018 alle ore 18:00

PESCARA - Sono stati sequestrati tutti i centri cottura nell'ambito degli accertamenti sulla vicenda dei circa 180 bambini iscritti in numerose scuole di Pescara, finiti in ospedale con sintomi gastroenterici provocati con tutta probabilità dal batterio Campylobacter, come appurato con gli esami di laboratorio. Intanto salgono a quattro gli indagati, tra cui Chiara Nasi, presidente di CirFood, che gestisce il servizio di refezione scolastica in associazione temporanea di imprese (Ati) con BioRistoro Italia.

I reati ipotizzati sono adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive, di natura colposa, e lesioni colpose. 

Li hanno eseguiti Asl e Carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità), che oggi hanno ispezionato il centro cottura che si trova all'interno di un istituto comprensivo del centro del capoluogo adriatico.

Nel corso dell'ispezione, il personale del Servizio igiene della nutrizione e degli alimenti (Sian) e i militari per la tutela della salute hanno acquisito una serie numerosa di campioni di alimenti e pasti test, ai fini degli accertamenti da parte dell'istituto zooprofilattico. Asl e Nas negli ultimi giorni hanno già ispezionato i due centri cottura che servono le mense delle scuole pescaresi. 

Sottoposti a sequestro, su disposizione della Procura di Pescara, tutti i centri cottura che servono le mense delle scuole cittadine, nell'ambito dell'inchiesta sulla tossinfezione alimentare che ha colpito circa 180 bambini iscritti in numerosi istituti del capoluogo adriatico.

 In particolare il decreto di sequestro riguarda i "centri cottura siti in Pescara rispettivamente in via Fonte Romana, via Lago di Borgiano, via Milano, nonché, a campione, i contenitori per acqua potabile presso i locali di refezione scolastica dei plessi relativi agli istituti comprensivi di Pescara 1, 2, 4, 5 e 8".

"Psicosi da acqua", nelle scuole di Pescara, dopo il comunicato diffuso ieri dalla società che gestisce le mense scolastiche, in cui "tra le righe si dava la colpa all'acqua" per la tossinfezione alimentare che ha interessato i bambini. Lo ha raccontato l'assessore comunale all'Istruzione, Giacomo Cuzzi, nel corso di una conferenza stampa, presente tra gli altri anche il sindaco di Pescara Marco Alessandrini.

"Dopo quel comunicato e visti i titoli sui giornali - dice Cuzzi - in molte scuole, per precauzione, non è stato possibile consumare acqua". 

"Per me, non solo per la vicenda, ma anche per le condotte successive e per gli atteggiamenti atti a gettare la palla in tribuna e creare confusione - afferma ancora l'assessore Cuzzi - il rapporto di fiducia si è consumato. Lo dico da assessore e da zio di una bimba che è stata male: se dipendesse da me li caccerei a calci domani mattina".

"Non vi è nessuna implicazione delle acque rispetto al fenomeno dell'intossicazione alimentare, da un lato per la natura stessa del batterio, il Campylobacter, e dall'altro anche alla luce di una serie di risultati frutto di controlli eseguiti sia dall'amministrazione che dal gestore idrico", afferma il sindaco.

Alcuni dipendenti delle società che gestiscono il servizio di refezione scolastica a Pescara, dopo la vicenda hanno raggiunto il laboratorio dell'ospedale per sottoporsi, su base volontaria, ad analisi e coprocoltura.

Saranno i laboratori dell'Unità operativa complessa di Microbiologia e Virologia clinica ad occuparsi degli accertamenti sui campioni, mentre prosegue l'analisi dei campioni prelevati sui bambini finiti in ospedale. 

La società, in una nota, si è tirata fuori dalle accuse, sostenendo che il problema non sia direttamente collegato ai cibi somministrati in mensa, ma piuttosto all’acqua del rubinetto.

L'Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), gestore idrico di Pescara e provincia, che ha effettuato dei controlli sull'acqua in distribuzione nei centri cottura e nelle scuole interessate, ha smentito però questa ipotesi: "Durante i prelievi è stata riscontrata una concentrazione di cloro residuo pari a circa 0,10 mg/l, valore che rassicura sulla totale assenza di carica batterica nell'acqua in distribuzione". 

"Nei giorni 4, 5 e 6 giugno - spiega l'Aca - la Asl ha effettuato prelievi di acqua potabile, unitamente ai tecnici Aca, presso i centri cottura di via Lago di Borgiano, Via Fonte Romana e presso i plessi scolastici interessati, per analisi di routine e batteriologica estesa anche ai batteri Campylobacter e Salmonella, ad oggi ancora in corso di svolgimento".

L'azienda ricorda che "le acque potabili in adduzione e distribuzione sono continuamente monitorate secondo un Piano di monitoraggio annuale rispondente alla normativa vigente D.Lgs. 31/01, condiviso con le Asl competenti" e che i "monitoraggi periodici sono sia interni, effettuati da Aca, che esterni, effettuati dalla Asl" sono "caratterizzati da prelievi periodici in sorgenti, serbatoi e punti della rete di distribuzione di tutti i Comuni in gestione". 

"Aca - si legge in una nota - effettua circa 1.600 analisi annuali su tutto il comprensorio pubblicando le risultanze sul sito aziendale, di cui circa 100 nella sola citta di Pescara. I parametri batteriologici di controllo previsti dalla legge sono Escherichia Coli, Enterococchi, Pseudomonas aeuroginosa, Conteggio colonie a 22°C, Conteggio colonie a 37 °C".

Visto l'accaduto, i controlli, ancora in corso, sono stati estesi anche ai batteri Campylobacter e Salmonella, ma la presenza di "cloro residuo nell'ultima settimana in uscita dal Piezometro di Pescara che alimenta l'intera rete cittadina", sempre superiore al valore di 0,10 milligrammi per litro, secondo l'azienda "rassicura sulla totale assenza di carica batterica nell'acqua in distribuzione". 

Il Comune di Pescara, con delibera di giunta licenziata oggi, ha sospeso le iscrizioni al servizio di refezione scolastica per l'anno scolastico 2018-2019, il cui avviso era stato pubblicato lo scorso 31 maggio.

La decisione arriva dopo l'ordinanza di sospensione delle mense scolastiche, che per ora non riapriranno, in seguito alla vicenda dei 180 bambini iscritti in diverse scuole della città colpiti da tossinfezione alimentare. Il sindaco, Marco Alessandrini, e l'assessore all'Istruzione, Giacomo Cuzzi, garantiscono comunque che per il prossimo anno scolastico il servizio di refezione verrà erogato.



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